F1 | Leclerc fa miracoli come il miglior Alonso e regala una speranza alla Ferrari

La SF1000 è lenta ma affidabile; la prestazione di Charles ha gasato il team che adesso vuole migliorare quanto prima la monoposto

F1 | Leclerc fa miracoli come il miglior Alonso e regala una speranza alla Ferrari

Il termometro è schizzato oltre 39 gradi, ma non è il caso di fare test sierologici o tamponi. E’ solo la “Febbre Leclerc” quel sussulto in un pomeriggio estivo che improvvisamente emoziona e dà la carica, un’azione irresistibile in pista che ricorda certe gesta lontane del tempo – la generosità e lucida follia di Gilles – o, guardando a tempi più recenti, l’abnegazione e il cuore di Fernando Alonso.

Charles Leclerc ha quella capacità, come dono naturale, di riuscire  ad andare oltre i limiti del mezzo meccanico, di massimizzare il risultato oltre ogni lecita aspettativa. Il secondo posto di Sciarl Predestination (si, noi di F1GP lo abbiamo simpaticamente ribattezzato così) è una perla di rara bellezza, un numero di alta scuola, il coraggio e la tecnica dei sorpassi con quella voglia innata di spaccare tutto.

La SF1000 è ferma di brutto, lo stesso Leclerc per gran parte della gara arranca e lotta contro una monoposto ferma sul dritto e nervosa in curva. Stretto nella morsa della McLaren, più attento a non farsi infilare dal futuro compagno Sainz che a guardare quelli avanti, Charles sembra fare il massimo per portare a casa un quinto o sesto posto che comunque sarebbe stato un gran risultato. Poi, però, succede l’inaspettato. Leclerc trova feeling con la monoposto, la stessa SF1000 pare svelare un unico vero pregio: un’ottima tenuta con le gomme, una delicatezza nel trattare le mescole che permette al monegasco di trovare un ritmo finalmente decente dopo le numerose ripartenze.

E Charles non se lo fa dire due volte: sorpasso all’esterno alla Piquet su Senna (Ungheria ’86) sull’altro funambolo di giornata Lando Norris, sorpasso cattivissimo sulla Pantera Rosa di Checo Perez e podio preso di cattiveria. Sabato il giovane ferrarista aveva detto che il podio era impossibile perché miracoli non se ne potevano fare, per poi correre il giorno dopo una gara impeccabile, sfruttando i problemi dei rivali e piazzando la stoccata vincente appena ha potuto.

Emozionante nella guida, freddissimo nella “lettura della partita”, concreto nel risultato. Sovente criticato anche su queste pagine per l’enorme esposizione mediatica e per il suo essere diventato un po’ troppo “personaggio”, il ragazzo al primo appuntamento del 2020 ha dimostrato due cose: non soffre la pressione e la responsabilità ed è talmente concentrato che non è per nulla distratto dalla grande notorietà.

Con un Vettel separato in casa, polemico, arrabbiato e in perfetta distonia con la SF1000 (“La macchina era inguidabile, ho perso il posteriore più di tre volte, così non va bene“) Binotto e company si aggrappano a Leclerc e a un risultato straordinario che ha avuto un effetto tonificante su tutta la squadra.

Che cosa ci ha inviato Sciarl Predestination? Speranza! Quella di cui Maranello aveva bisogno. Una scossa, una sveglia, un ceffone per ridestarsi dal profondo torpore. La SF1000 ha problemi aerodinamici e di motore. La monoposto non è per nulla efficiente (generando troppa resistenza all’avanzamento). Ma la SF1000 è affidabile e tratta bene le gomme. Il team, esaltato dall’insperato podio, vuole recuperare terreno in fretta, mettendosi quantomeno davanti a McLaren e Racin Point in pianta stabile. Poi si vedrà. Intanto gli aggiornamenti previsti per l’Ungheria potrebbero essere in parte anticipati e qualcosa potremmo già vedere in “Stiria”, cioè sempre a Spielberg.

Questo è l’altro effetto collaterale della febbre Leclerc: spronare un’intera squadra a trasformare la zucca in carrozza, per non sprecare una cattiveria agonistica e un talento alla guida che ci hanno fatto balzare dal divano. Ben fatto Charles, ora la palla passa ai tecnici.

Antonino Rendina


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2 commenti
  1. kekkokan

    6 Luglio 2020 at 12:08

    A casa nostra è diventato “Carletto il Chierichetto”, ricorda tanto il Gilles dei tempi d’oro, con una determinazione e classe da paura! non ha sbagliato nulla si dall’inizio, sorpassi all’esterno dove ci vuole pelo come uno zerbino.
    Merita di meglio che una chiavica di macchina con un motore asfittico e pure fiacco di sound.Chi va piano va sano e va lontano, e….arriva di dietro. Stavolta ci è andata di lusso, ma non sempre è festa. Dategli una macchina degna di questo nome, oppure compratevi una Mercedes e verniciatela di rosso, non dovrebbe andar male……

  2. Zac

    7 Luglio 2020 at 08:33

    Déjà vu.
    La RAI sta ritrasmettendo alcuni vecchi GP su RAISPORT/canale 57.
    Una buona occasione per toccare con mano il fenomeno dell’alterazione dei ricordi e per mettere a confronto i giudizi della stampa italiana contemporanea con quelli a posteriori.

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