F1 | Zak Brown blinda Andrea Stella: Lambiase in McLaren con il benestare di Verstappen

A Woking la squadra dei sogni prende forma: la Red Bull perde tutti i suoi pezzi chiave

F1 | Zak Brown blinda Andrea Stella: Lambiase in McLaren con il benestare di Verstappen

Il mercato dei tecnici continua a essere il vero centro di gravità della Formula 1. L’ufficialità del passaggio di GianPiero Lambiase alla McLaren, previsto per l’inizio del 2028, ha innescato una serie di reazioni che vanno ben oltre il semplice organigramma di una scuderia. Lambiase, storica “voce” di Max Verstappen e attuale Responsabile del Reparto Corse in Red Bull, assumerà il ruolo di Chief Racing Officer a Woking, chiudendo un ciclo che lo ha visto protagonista di quattro titoli mondiali e oltre settanta vittorie.

Mentre il paddock analizza le conseguenze tecniche di questa separazione, sono arrivate le prime parole di Jos Verstappen. Il padre del campione del mondo ha voluto fare chiarezza sulla tempistica della notizia e sull’impatto che questa scelta avrà sul figlio, confermando come l’entourage del pilota olandese non sia stato colto di sorpresa dalla decisione dell’ingegnere italo-britannico.

Le parole di Jos Verstappen: “Un’opportunità da non perdere”

Intervistato dai microfoni di RaceXpress, Jos Verstappen ha mostrato un atteggiamento positivo, confermando che la decisione di Lambiase era discussa internamente da tempo. Non c’è amarezza, ma la consapevolezza che il percorso professionale di “GP” abbia raggiunto un bivio naturale. In merito alla vicenda, Jos ha dichiarato: “Eravamo al corrente di questa situazione ormai da diverso tempo, così come conoscevamo le tempistiche del suo addio. Ci restano ancora un anno e mezzo o due di collaborazione intensa”.

“Comprendiamo perfettamente la sua scelta, perché si tratta di un’occasione professionale davvero enorme per la sua carriera. Gli abbiamo dato il nostro pieno appoggio, dicendogli chiaramente di cogliere questa opportunità senza esitazioni. Ora spetterà alla scuderia individuare un degno sostituto, staremo a vedere cosa succederà”.

L’addio di Lambiase ha però riacceso i dubbi sulla permanenza di Max in Red Bull. In passato, il pilota olandese aveva legato il proprio destino a quello del suo ingegnere, affermando che non avrebbe concepito la sua attività in pista senza la presenza di Lambiase al muretto. Su questo punto, Jos sembra aver cambiato prospettiva: “Credo che lo scenario sia mutato rispetto al passato. È ovvio che, dopo aver conquistato insieme quattro titoli mondiali, si sia creato un legame fortissimo, ma la scelta finale spetta solo a Max. In ogni caso, la mia sensazione è che lui andrà avanti comunque”.

Zak Brown e il progetto “All-Star” della McLaren

Se in Red Bull c’è una pesante aria di smobilitazione, in casa McLaren l’entusiasmo è palpabile. Il CEO Zak Brown ha utilizzato i propri canali social per dare il benvenuto a Lambiase, sottolineando come il suo innesto sia parte di una strategia di lungo termine volta a consolidare i successi ottenuti nel biennio 2024-2025. GP si unirà a una struttura tecnica che vede già presenti altri ex uomini chiave di Milton Keynes, come Rob Marshall e Will Courtenay.

Zak Brown ha espresso così la sua soddisfazione: “Provo una grande soddisfazione nell’annunciare che GianPiero Lambiase entrerà a far parte del team McLaren nel ruolo di Chief Racing Officer. Una volta concluso il suo attuale contratto, entro il 2028, riferirà direttamente al nostro team principal Andrea Stella. GianPiero va a integrarsi in un gruppo di lavoro già eccezionale guidato da Andrea e sono davvero entusiasta dei traguardi che riusciremo a raggiungere collaborando insieme”.

L’obiettivo della McLaren è chiaro: sollevare Andrea Stella da una parte delle mansioni gestionali legate alla squadra corse, permettendogli di concentrarsi sulla direzione globale del team, mentre Lambiase garantirà quella leadership strategica e operativa che lo ha reso il miglior ingegnere di pista dell’ultimo decennio.

Red Bull: un’emorragia di talenti difficile da arrestare e i dubbi di Verstappen

Per la Red Bull, la perdita di Lambiase è solo l’ultimo capitolo di una vera e propria rivoluzione interna, non sempre indolore. Negli ultimi due anni, la scuderia che ha dominato l’era dell’effetto suolo ha visto partire le sue figure più rappresentative. Dopo l’addio di Adrian Newey verso l’Aston Martin e il passaggio di Jonathan Wheatley in Audi (prima delle dimissioni, anche lui direzione Silverstone), la partenza di Lambiase scalfisce l’ultimo baluardo della stabilità attorno a Verstappen.

Il licenziamento di Christian Horner nel 2025 e l’uscita di scena di Helmut Marko hanno lasciato un vuoto di potere che la nuova gestione di Laurent Mekies sta faticando a colmare. In un momento in cui la Formula 1 si interroga sulla bontà dei regolamenti tecnici del 2026, la Red Bull sembra perdere i pezzi proprio nel settore della gestione umana e strategica.

La pausa di aprile 2026, nata dal rinvio delle gare in Bahrain e Arabia Saudita, è diventata il terreno di scontro ideale per discutere i fallimenti delle nuove normative. Max Verstappen è stato tra i più duri critici di queste regole, sottolineando come la gestione della batteria e il fenomeno del clipping stiano snaturando la guida. L’incidente di Oliver Bearman a Suzuka ha evidenziato rischi per la sicurezza che la FIA sta cercando di correggere in questi incontri cruciali.

In questo scenario di incertezza tecnica, la perdita del suo riferimento storico al muretto potrebbe pesare più del previsto. Sebbene Jos Verstappen sia convinto che Max continuerà la sua strada, l’olandese ha già chiarito che se la Formula 1 smetterà di essere divertente, non avrà problemi a cercare stimoli altrove. Senza Lambiase a guidarlo via radio con quella schiettezza che ha caratterizzato le loro 71 vittorie insieme, il “carro” della Red Bull rischia di diventare troppo pesante da trascinare per un pilota che chiede solo di poter correre senza dover gestire software e ricariche elettriche per l’intero Gran Premio.

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