F1 | In Turchia la migliore Ferrari della stagione, ma una rondine non fa primavera

Il risultato conquistato all’Istanbul Park è stato ottenuto in condizioni particolari, la Rossa saprà riconfermarsi anche a Sakhir e ad Abu Dhabi?

F1 | In Turchia la migliore Ferrari della stagione, ma una rondine non fa primavera

Domenica ci siamo ritrovati quasi spiazzati davanti alla televisione. Onestamente neanche il più ottimista tra gli ottimisti avrebbe potuto mai immaginare, dopo la scialba prova ottenuta al sabato in qualifica con la doppia eliminazione in Q2, entrambe le Ferrari tra le primissime posizioni nella gara di Istanbul.

Sebastian Vettel terzo e Charles Leclerc quarto, con il monegasco penalizzato da un errore alla penultima curva che ne ha inficiato il risultato personale (poteva arrivare secondo). Vero, la Ferrari ha ottenuto il migliore doppio risultato stagionale ma non basta una sola corsa a far tornare Maranello – come di incanto – candidata regolarmente al podio da qui a fine stagione, dove ci attendono ancora altre tre gare.

Bisogna infatti contestualizzare le modalità in cui la Rossa ha “partorito” la Top 4. La variabile principale è legata sembra ombra di dubbio alle condizioni meteo che si sono abbattute sull’Istanbul Park, che ci hanno permesso di assistere a una gara ricca di emozioni e di colpi di scena. Con un finale incerto per le prime posizioni, eccetto la vittoria ottenuto da Lewis Hamilton con un magistrale lavoro di gestione gomme.

Perché senza pioggia, che indubbiamente ha livellato le forze in pista, difficilmente la Ferrari avrebbe potuto navigare nella zona nobile della classifica dovendosi invece accontentare di un piazzamento in zona punti. I miglioramenti della SF1000, legati agli aggiornamenti portati nelle ultime gare, ci sono stati ma da qui a pensare che la strada sia completamente discesa e senza ostacoli ce ne passa. I problemi della Rossa, tra cui quello di far funzionare le gomme nella giusta finestra di utilizzo, sussistono e gli appuntamenti in Bahrain (dove sulla pista di Sakhir è previsto un doppio round) e quello conclusivo di Abu Dhabi ci potranno dare maggiori segnali sulla competitività di Maranello.

Andando in Medio Oriente dovremmo assistere a gare sulla carta regolari, che non dovrebbero essere condizionate dai capricci del meteo, ma soprattutto saranno piste dove la cavalleria sarà importante. Il vero tallone d’Achille della Ferrari 2020, condizionata quest’inverno dall’accordo segreto con la Federazione che di fatto ha stroncato l’attuale power unit del Cavallino.

Ora non resta che lasciare spazio nuovamente alla pista, per capire se le prestazioni della Ferrari sono realmente in miglioramento e sperare così in una continuità di risultati oppure se quanto ottenuto in Turchia è stato solamente casuale. Perché una rondine non fa primavera…

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