F1 GP Canada | Red Bull in difficoltà, Verstappen in quarta fila
Anche Hadjar deve accontentarsi dell’ottavo posto in griglia nella Sprint
Montréal – Venerdì complicato in casa Red Bull sul circuito cittadino dedicato a Gilles Villeneuve. Al termine di una sessione di Sprint Qualifying estremamente tirata, Max Verstappen ha dovuto accontentarsi del settimo miglior tempo assoluto, finendo alle spalle dei blocchi competitivi composti da Mercedes, McLaren e Ferrari. A ruota del quattro volte campione del mondo si è piazzato il compagno di squadra Isack Hadjar, autore dell’ottavo tempo cronometrato.
La RB22 non ha subito legato con l’asfalto notoriamente sconnesso e privo di grip del tracciato di Montréal. Alla vigilia dell’appuntamento in Canada, ci si aspettava probabilmente una prestazione di ben altro livello da una monoposto dotata di un’unità motrice robusta e performante come quella del team di Milton Keynes, ideale per i lunghi rettilinei dell’isola di Notre-Dame. Invece, Verstappen ha dovuto fare gli straordinari per limitare i danni, uno sforzo che tuttavia non è bastato per arginare il dominio delle scuderie rivali che occupano la parte alta della griglia di partenza.
I problemi di “ride” e la frustrazione di Verstappen
Il nodo cruciale del venerdì canadese della Red Bull è legato al comportamento dinamico della vettura sulle forti sconnessioni del fondo stradale. Montréal richiede alle monoposto la capacità di aggredire i cordoli e di assorbire i dossi senza perdere stabilità in frenata, un’area in cui la RB22 ha mostrato evidenti limiti strutturali sin dalle prime battute della mattinata. Il mancato salto di qualità tra le prove libere e la qualifica sprint ha bloccato i piloti in una situazione di stallo tecnico.
Verstappen non ha nascosto le difficoltà riscontrate all’interno dell’abitacolo, evidenziando come l’assetto deliberato non abbia risposto alle modifiche apportate dai tecnici:
“Non ho avuto un ottimo feeling con la vettura per tutta la giornata di oggi. Ho faticato molto con il comportamento dinamico della macchina (il ride), soprattutto sui dossi. Questo ha reso difficile essere costanti, quindi è un aspetto che dovremo esaminare. Non abbiamo fatto i progressi che avremmo voluto dalle FP1 alla Qualifica Sprint e, ovviamente, manterremo questo assetto per la gara Sprint di domani; c’è ancora molto da comprendere, il che spero ci permetterà di migliorare in vista delle Qualifiche”.
Hadjar vicino, ma manca la finestra delle Soft
A confermare che le difficoltà della Red Bull siano di natura prettamente sistemica e legate all’adattamento al layout della pista è la prestazione di Isack Hadjar. Il giovane pilota franco-algerino ha chiuso ad un decimo esatto di distacco dal suo più esperto compagno di squadra, occupando l’ottava casella della griglia. Nonostante il piazzamento arretrato, Hadjar ha mostrato buone doti di guida nelle prime due fasi della qualifica (SQ1 e SQ2) disputate con gomme medie, salvo poi incontrare i medesimi limiti di Verstappen non appena la sessione ha richiesto l’utilizzo della mescola Soft.
La mancanza di riferimenti cronometrici con la gomma più morbida durante l’unica sessione di prove libere ha pesato sul risultato finale, impedendo al pilota di sfruttare il picco di aderenza nei pochi minuti della SQ3.
“Mi sono sentito forte nelle prime due fasi della qualifica e alla fine ho avuto un buon feeling in SQ3, quindi sono felice di quell’ultimo giro, ma non ho avuto abbastanza tempo sulle Soft durante le prove libere e di conseguenza avevo pochi riferimenti. Abbiamo risolto alcune preoccupazioni che avevamo a Miami, il che è rassicurante, ma stiamo ancora lottando con il bilanciamento e perdiamo un sacco di tempo. Anche se il grip c’è, non riusciamo a sfruttarlo. Non è una pista che si adatta a noi, quindi potrebbe essere un fine settimana un po’ complicato”.
L’analisi tecnica di Pierre Waché: potenziale inespresso
Il quadro tecnico della scuderia di Milton Keynes viene completato dalle considerazioni di Pierre Waché, Direttore Tecnico del team. Il progettista francese ha posto l’accento sulla complessità riscontrata nell’attivazione degli pneumatici, un fattore che ha pesantemente condizionato la progressione dei tempi con il mutare delle condizioni ambientali della pista. Inoltre, sulla vettura numero 1 si è registrato un calo prestazionale anomalo nel corso della sessione su cui gli ingegneri dovranno indagare nella notte.
“Nelle prove libere abbiamo cercato di imparare il più possibile per il resto del weekend, sia in ottica qualifica sia dai long run. Abbiamo individuato una direzione da seguire, ma portare la gomma esattamente nella finestra in cui volevamo è stato piuttosto difficile. La Qualifica Sprint non è andata come speravamo; abbiamo avuto un problema con Max per cui la prestazione della vettura è peggiorata con il proseguire della sessione, quindi dobbiamo capirne il motivo. Credo che avessimo a disposizione una performance maggiore, ma semplicemente oggi non siamo stati in grado di estrarla”.
La Red Bull si proietta così verso un sabato di difesa nella Sprint Race, con la consapevolezza che la configurazione attuale non permette di impensierire i battistrada, ma con la forte necessità di estrarre indicazioni utili per sbloccare il potenziale della RB22 prima che la griglia del Gran Premio domenicale venga definita.
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