F1 | In Austria occhio a Verstappen come sfidante di Hamilton, la Ferrari è ancora un cantiere aperto

A tre settimane dall'inizio della stagione occhi puntati sul talento della Red Bull, Maranello per ora sembra un passo indietro

F1 | In Austria occhio a Verstappen come sfidante di Hamilton, la Ferrari è ancora un cantiere aperto

Habemus (ri)partenza; finalmente vicina, ancora qualche settimana, con le squadre di F1 già in piena attività, tra organizzazione logistica e shakedown qua e là. E’ già scesa in pista a Silverstone la Mercedes, con Bottas e Hamilton al volante della W09 (la monoposto 2018, così come consentito dal regolamento per questo tipo di collaudi). Scenderà in pista la Ferrari a Fiorano, facendo alternare Leclerc e Vettel al volante della SF71H. Scenderà in pista anche la Renault proprio a Spielberg, mentre Lando Norris si è allenato con una F3, visto che la McLaren non effettuerà collaudi.

Nessun test prestagionale nemmeno per la Red Bull, impossibilitata per ovvi motivi tecnici ad adattare la monoposto di due anni fa alla power unit Honda. Niente che però preoccupi Max Verstappen, il quale proprio sul punto ha dichiarato: “Siamo talmente abituati a correre in pista che in tre giri ritroveremo tutto il feeling con la monoposto, l’inattività di questi mesi è un falso problema”.

Proprio la Red Bull è una delle grandi favorite del mondiale. La bontà della power unit Honda, ammirata nelle ultime gare della scorsa stagione (ricordiamo che a Interlagos Gasly con la Toro Rosso sverniciò in pieno dritto la W10 di Hamilton) unita alla raffinatezza aerodinamica della creatura di Newey, generano aspettative piuttosto elevate su Verstappen, il quale tra l’altro ha vinto le ultime due edizioni del GP dell’Austria.

Verstappen è ormai pronto e maturo per il mondiale, come ha dimostrato lungo un 2019 dal rendimento mostruoso, che gli ha permesso di precedere entrambi i piloti Ferrari nella classifica iridata. Il podio mondiale potrebbe aver rappresentato il trampolino di lancio verso l’obiettivo più importante, ovvero il titolo con Milton Keynes. Negli ormai lontani test di febbraio la RB16 ha fatto un’ottima impressione, dimostrandosi molto performante sul passo gara e affidabile.

La Mercedes resta la squadra da battere, eppure nei test collettivi di Barcellona i motori della casa della Stella a tre punte hanno fatto qualche capriccio di troppo, destando un po’ di preoccupazione negli uomini di Wolff. In più, nonostante sia motivato e in splendida forma (nonché socialmente e politicamente impegnato come mai prima d’ora) Lewis Hamilton è in scadenza di contratto e la complessa trattativa per il rinnovo potrebbe rappresentare un elemento di distrazione.

Verstappen ha insomma l’occasione, concreta, di infastidire Hamilton nelle prime due gare del mondiale, sfruttando il jolly di una pista che adora e tecnicamente congeniale alla sua monoposto. Sarebbe entusiasmante avere un inizio di mondiale con una sfida generazionale Hamilton-Verstappen, e potrebbe essere ancora più interessante ritrovarsi dopo due gare un Lewis costretto a inseguire nel mondiale Max.

Capitolo Ferrari. Sebbene la speranza di appassionati e tifosi sia quella di vedere una Rossa in piena lotta per la vittoria, va detto che la SF1000 – almeno per quanto visto nei test e avendo ascoltato le stesse dichiarazioni alquanto prudenti e realiste di Mattia Binotto – non sembra quello che si definirebbe un progetto vincente. La monoposto di Maranello non ha brillato né per velocità né per reattività in curva, ripresentando alcuni fastidiosi problemi del passato (sottosterzo in inserimento curva) e con la spada di Damocle di un motore verosimilmente “rivisto” dopo l’accordo semi riservato intercorso con la Federazione.

Insomma non sembrano esserci i presupposti per vedere un Cavallino fiammante tra le colline della Stiria, con un team che dà tutta l’idea di essere un cantiere aperto, in continua rinnovazione e in attesa di aprire sempre quel benedetto ciclo vincente finora soltanto annunciato. In più la Ferrari avrà gli occhi puntati addosso per la questione piloti, con un Leclerc lanciatissimo in tutti i sensi e un Vettel di fatto separato in casa. Un’ulteriore forma di pressione che rischia di complicare la vita ad una squadra in perenne cerca di serenità e stabilità interna.

Charles dovrà dimostrare di poter essere la prima guida del futuro, Vettel vorrà dimostrare di essere ancora un fuoriclasse. Il muretto dovrà a sua volta dimostrare di saper gestire una situazione incandescente, e magari farlo meglio del 2019, quando i due alfieri bisticciavano e sbraitavano via radio anche se lottavano per il quarto posto, finché non si sono direttamente buttati fuori a vicenda in Brasile. L’unica nota positiva è che la Rossa mai come stavolta partirà senza i favori del pronostico, come terza forza stimata se non dichiarata. Almeno potrebbe sorprendere, senza metterci troppo il pensiero però.

Antonino Rendina


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