F1 GP Spagna | Ferrari, Leclerc: “Ho parlato con Lewis, a Monza mi sono spinto oltre in Curva 2”
Sulla potenza della power unit ADUO: "Abbiamo fatto progressi ma sappiamo di doverne fare molti altri"

da Madrid, Spagna
È un Charles Leclerc sorridente quello che si è presentato in conferenza stampa nel classico giovedì dedicato ai media. Il pilota della Ferrari ha subito rassicurato i giornalisti presenti sulle sue condizioni di salute dopo l’incidente di Monza alla Parabolica, e domani sarà regolarmente in pista per le prime due sessioni di prove libere. Diversi gli argomenti toccati con il pilota monegasco, dalla conformazione del tracciato di Madrid fino alle aspettative sulla nuova power unit ADUO montata la scorsa settimana. Il focus della chiacchierata con i media, però, riguarda il rapporto con Lewis Hamilton in seguito al contatto tra i due alla Prima Variante e a una serie di screzi che nel weekend di Monza sono apparsi piuttosto palesi.
Il recupero fisico dopo il botto della Parabolica
Le conseguenze dell’impatto contro le barriere a Monza sono state immediate e hanno richiesto una serie di accertamenti medici all’inizio della settimana. Leclerc ha chiarito quanto accaduto, rassicurando subito l’ambiente sulla propria idoneità fisica per il weekend di gara a Madrid: “Mi sento bene, grazie. È stato un brutto incidente, sia da fuori che da dentro la macchina. Quando sono uscito non mi sentivo molto bene, ma in realtà era solo lo shock. Ho fatto diversi controlli e trattamenti nei primi giorni, soprattutto per il collo che era un po’ rigido, il che è normale. Ora sto bene e tutti i controlli sono andati bene”.
Il pilota della Ferrari ha poi spiegato nel dettaglio il momento di spavento vissuto nell’abitacolo subito dopo il violento impatto, legato a un disturbo visivo passeggero che aveva generato apprensione nei primi istanti: “Lunedì sentivo un po’ di rigidità e dolore al collo, ma il problema alla vista è durato pochissimo subito dopo l’impatto: un occhio non metteva a fuoco correttamente, ma dopo pochi secondi è tornato a posto. Non ero troppo preoccupato; sapevo che era stato un forte impatto, ma ho riacquistato subito una buona vista”.
Il chiarimento con Hamilton e la gestione del box
Il contatto della Prima Variante e le successive dichiarazioni di Lewis Hamilton sulla necessità di stabilire precise regole d’ingaggio all’interno della Scuderia hanno inevitabilmente dominato il dibattito con la stampa. Leclerc si è assunto la responsabilità dell’errore commesso in pista, spiegando di essersi chiarito direttamente con il compagno di squadra subito dopo aver rivisto le immagini dell’accaduto: “Per quanto riguarda le regole d’ingaggio, penso sia abbastanza chiaro che non vogliamo mai vedere un’auto della stessa squadra finire nell’erba. Quindi sì. Dopo aver rivisto le immagini, abbiamo parlato con Lewis. So di essermi spinto troppo oltre in Curva 2 e l’ho detto a Lewis; penso sia molto chiaro cosa dovremmo fare o evitare in futuro”.
Il monegasco ha tenuto a precisare che la tensione registrata a Monza non ha compromesso l’equilibrio professionale e personale tra i due piloti della Rossa: “Non entrerò nei dettagli di quello che ci siamo detti, ma posso dire che non ha assolutamente intaccato il buon rapporto che abbiamo e non influenzerà nulla in futuro. Questa è la cosa più importante per me. Naturalmente, guidando per la Ferrari, se c’è una gara in cui non vuoi che succeda una cosa del genere, è Monza: nella nostra gara di casa si crea subito un caos enorme all’esterno”.
“Però, guardando la gara da fuori, ci sono state tensioni anche tra altri compagni di squadra, ma si finisce sempre per parlare solo di me e Lewis, il che non mi sembra del tutto giusto. Ciò non toglie che non abbiamo fatto tutto in modo perfetto: io ho sbagliato in Curva 2 e sono stato subito molto chiaro con Lewis dopo aver rivisto le immagini”.
Sulle dinamiche di Curva 1 e sull’enorme attenzione dei media nei confronti della Scuderia, Leclerc ha ribadito la volontà di spegnere sul nascere ogni polemica: “Non voglio parlarne perché poi per iscritto sembra sempre che stiamo facendo un botta e risposta con Lewis, cosa che non è. La cosa più importante è che ci siamo chiariti e abbiamo parlato. Gli ho detto come mi sentivo, lui mi ha detto cosa sentiva e siamo pienamente d’accordo sui rispettivi punti di vista col senno di poi, parlando senza l’emotività della gara. Vedere Lewis finire nella ghiaia non è accettabile, ma le proporzioni mediatiche attorno alla Ferrari sono enormemente più grandi rispetto agli altri team. Quando guidi per la Ferrari, specialmente a Monza, le proporzioni sono amplificate. Ma questo non minimizza l’errore: è qualcosa che non deve ripetersi”.
Le insidie del tracciato di Madrid e la priorità alla qualifica
Lo spostamento dell’attenzione sul Gran Premio di Madrid porta in primo piano le caratteristiche tecniche del nuovo circuito spagnolo. Leclerc, che ha avuto la possibilità di provare questo tracciato in una sessione di filming, day, individua nella qualifica il fattore determinante per l’esito del fine settimana: “Ho fatto solo pochi giri dietro a un’auto stradale e un paio di passaggi al ritmo di una Formula 1, tra telecamere e molta polvere in pista. Sembra comunque un tracciato molto impegnativo, proprio il genere di pista che mi piace da pilota. Domenica le opportunità di sorpasso saranno davvero poche, ma in qualifica sarà un tracciato molto bello e stimolante per tutti i piloti, non vedo l’ora”.
L’assenza di reali punti di staccata utili per i sorpassi imporrà una scelta di setup sbilanciata verso la prestazione pura sul giro secco: “È il tipo di weekend in cui ci si vuole concentrare di più sul passo qualifica che sul passo gara, perché la domenica sarà difficile guadagnare posizioni a parte al via. La nostra priorità sarà massimizzare le prove libere per assicurarci di arrivare in Q3 con la macchina giusta e fare un buon giro. La priorità sarà quindi spostata più verso la qualifica”.
La resa della power unit ADUO e i margini di crescita
Infine, Leclerc si è espresso sul rendimento dell’aggiornamento motore ADUO introdotto la scorsa settimana, ridimensionando le aspettative e fornendo una spiegazione tecnica sulle differenze di resa riscontrate tra le ultime uscite: “Ci si aspetta sempre di fare un passo avanti, ma è una questione complessa. Quando porti un motore nuovo a Monza, tutti si aspettano improvvisamente un balzo enorme. Venivamo comunque da Zandvoort, che è una pista poco influenzata dalla power unit, per andare a Monza, dove la power unit conta tantissimo”.
“Abbiamo fatto il passo avanti che ci aspettavamo, ma siamo ancora dietro. Il divario in termini di potenza tra Zandvoort e Monza si è notato di più a Monza non perché il motore andasse peggio, ma per la conformazione del tracciato. Abbiamo fatto dei progressi, ma abbiamo al 100% altri passi da compiere: ne siamo consapevoli e ci stiamo mettendo il massimo sforzo”.
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