F1 | GP Italia, Pirelli svela le caratteristiche del circuito di Monza

Poco carico aerodinamico e alti livelli di grip meccanico le constanti per il fine settimana sul tracciato brianzolo

Mario Isola: "Monza è un circuito particolarmente impegnativo per piloti"
F1 | GP Italia, Pirelli svela le caratteristiche del circuito di Monza

Nella classica anteprima pubblicata sul propri sito ufficiale, Pirelli ha svelato le curiosità più importanti riguardanti il prossimo Gran Premio d’Italia, quattordicesimo appuntamento di questo mondiale 2019 di Formula 1.

Al contrario di quanto visto a Spa-Francorchamps, squadre e piloti scenderanno in pista con livelli di carico aerodinamico pressoché nulli, aspetto che ovviamente premierà il grip meccanico e l’aderenza generata dalle mescole.

Per il round sul tracciato brianzolo, ricordiamo, Pirelli ha scelto di optare per i composti C2, C3 e C4, varando quindi un approccio intermedio rispetto a quanto fatto per Spa (C1, C2 e C3.ndr).

“Come Spa-Francorchamps, anche Monza è un circuito particolarmente impegnativo per piloti, monoposto e pneumatici”, ha affermato Mario Isola, responsabile F1 e Car Racing di Pirelli. “Rispetto al 2018, quest’anno abbiamo diverse nomination per queste due gare. Per il Belgio la scelta è stata più dura rispetto allo scorso anno, mentre a Monza è leggermente più morbida.

“La pole 2018 di Kimi Raikkonen è stata la più veloce di sempre e visto il costante aumento delle prestazioni in questa stagione, ci aspettiamo nuovi record”, ha aggiunto. “Monza è un circuito sul quale è piuttosto difficile superare e lo scorso anno abbiamo visto quanto possa risultate fondamentale impostare una corretta strategia di gara”.

“Nelle ultime due edizioni del Gran Premio d’Italia ha piovuto durante il fine settimana, aggiungendo un’ulteriore incognita a una gara sempre molto combattuta”, ha concluso.

LE CARATTERISTICHE DEL TRACCIATO
* Nel 2018, Kimi Raikkonen ha firmato la pole position più veloce di sempre, con una media di 263,587 km/h. Il record in gara è in 1m21.046s, ottenuto da Rubens Barrichello nel 2004, con una media di 257,320 km/h.
* La scelta è abbastanza simile a quella del 2018, quando furono portate medium, soft e supersoft, con la differenza che C3 e C4 sono leggermente più morbide rispettivamente di medium e supersoft. Come sempre, i dati raccolti edizioni precedenti sono fondamentali.
* A Monza, i livelli di deportanza sono al minimo, per avere le velocità più elevate possibili sui lunghi rettilinei. Ciò implica che i pneumatici dovranno fornire il massimo grip meccanico in curva con possibilità di avere del sottosterzo anche perché le squadre tenderanno a gestire il posteriore per ottimizzare la trazione.
* In questo periodo dell’anno, a Monza il tempo è bello. Lo scorso anno, però, la pioggia caratterizzò le prove del venerdì e del sabato.
* Nel 2018, Lewis Hamilton ha vinto dopo essere partito 3° grazie a una strategia a una sosta, utilizzata dalla maggior parte dei piloti. Hamilton si è fermato dopo l’autore della pole position, Raikkonen, sfruttando al meglio i pneumatici più freschi per sorpassarlo e vincere.
* Sono presenti alcuni cordoli particolarmente alti che i piloti tendono a colpire violentemente, soprattutto nelle chicane del Rettifilo e della Roggia. Per questo motivo, la resistenza strutturale dei pneumatici è un fattore molto importante.

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