F1 | GP Canada 1999: quando Michael Schumacher impattò contro il Muro dei Campioni

Esattamente 19 anni fa (13 giugno 1999) il tedesco è vittima del famigerato muro posto all'esterno di curva 14 della pista di Montreal, vanificando così un probabile successo

F1 | GP Canada 1999: quando Michael Schumacher impattò contro il Muro dei Campioni

Nel corso delle varie edizioni del Gran Premio del Canada, disputate sulla pista semi-permanente di Montreal, sono stati diversi i piloti di spessore che hanno lasciato la propria “firma” sul Muro dei Campioni. Uno di questi è Michael Schumacher, che dovette pagare dazio nell’edizione 1999 della corsa canadese.

Il tedesco arriva all’appuntamento di Montreal dopo il terzo posto colto al Montmelò alle spalle delle McLaren-Mercedes di Mika Hakkinen e David Coulthard, con il finlandese che complice la vittoria ottenuta in terra catalana si presenta in Canada con sei punti di distacco in classifica iridata dal diretto rivale.

Schumacher inizia in maniera straordinaria il weekend di gara sull’isola di Notre Dame, siglando la pole position in 1’19”298 e avendo la meglio su Mika Hakkinen per soli 29 millesimi. L’altra Ferrari F399, guidata da Eddie Irvine, accusa poco meno di un decimo e mezzo di ritardo dalla Rossa gemella. Più staccata invece la McLaren di Coulthard (4° a 0”431).

Al via della gara Schumacher stringe subito Hakkinen, conservando la leadership. Alle spalle dei primi, un’escursione alla prima curva della Prost di Jarno Trulli causa il contatto con la Sauber di Jean Alesi e la Stewart di Rubens Barrichello. Il brasiliano è l’unico dei tre a proseguire (sarà costretto al ritiro più avanti per problemi allo sterzo, ndr), con la direzione gara che fa entrare in pista la Safety Car per rimuovere i detriti e le monoposto incidentate presenti in quella zona del tracciato.

Poco dopo la vettura di sicurezza fa nuovamente ingresso in pista a causa del ritiro di Ricardo Zonta. Il brasiliano parcheggia la sua BAR all’esterno del rettifilo principale, all’altezza della griglia di partenza, in seguito a un contatto contro le barriere poste all’ultima curva. Non sarà l’unico pilota della giornata a concludere la gara in quel punto…

I due “stop” forzati, avvenuti nell’arco di qualche giro, non sembrano minare la concentrazione di Michael Schumacher che riprende a spingere quando la gara torna nella sua valenza agonistica. Il tedesco infatti riesce ad accumulare un discreto vantaggio nei confronti della McLaren di Hakkinen (oltre 4”), ma nel corso della tornata numero 29 si verifica il colpo di scena che indirizza l’esito della corsa.

La F399 numero 3 di Schumacher percorre in maniera troppo aggressiva l’ultima chicane, scomponendosi sui cordoli e andando così a impattare violentemente proprio contro il Muro dei Campioni sul quale capeggia beffarda la scritta: Bienvenue au Québec.

Schumacher deve così ritirarsi, lasciando strada ad Hakkinen che trionfa davanti a Fisichella e Irvine. Il tedesco segna dunque il primo ritiro stagionale, beffato dal rivale finlandese anche nel Mondiale piloti. E’ difatti Hakkinen il nuovo leader iridato con quattro punti di vantaggio sul pilota della Ferrari (34 a 30).

Al ritiro di Montreal ne seguirà un altro, più grave nella sostanza e nella forma, qualche settimana dopo a Silverstone: sulla pista inglese infatti Schumacher sarà protagonista di un incidente, che lo costringerà  a uno stop forzato di diversi mesi, a causa della rottura di tibia e perone della gamba destra.

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