F1 | Ferrari, efficienza e trazione: è ora di fermare il filotto Red Bull
La Ferrari proverà a tornare al successo su una pista molto veloce, esorcizzando i fantasmi di Miami e Jeddah

A Barcellona e Monaco la Ferrari aveva il potenziale e le possibilità per vincere, mentre affidabilità ed errori di strategia l’hanno condannata a due sonore sconfitte, aprendo la strada ad un filotto Red Bull di ben quattro GP.
Ecco perché l’appuntamento di Baku diventa già campale, e il Cavallino dovrà mettercela tutta per fermare il minaccioso slancio di una Red Bull apparsa soltanto ad inizio anno fragilina e remissiva, ma esplosa da Imola in tutta la sua competitività .
C’è da dire che Baku per certi versi è un po’ uno spauracchio a causa del suo rettilineo infinito, dato che abbiamo ancora negli occhi le gare di Jeddah e Miami. Nei due citati GP Verstappen, facendo leva sulla grande velocità della RB18 sul dritto, ha avuto ragione di Leclerc con disarmante facilità .
Ecco perché c’è il timore di una Red Bull più “alata” del solito a Baku e pronta a fare di un sol boccone la F1-75. Ferrari quindi spacciata e condannata a cedere la quinta gara di fila alla rivale di quest’anno? Non è detto che sia così. La monoposto di Maranello ha caratteristiche che si sposano perfettamente con le curve lente, quasi tutte ad angolo retto, del circuito azero e nel terzo settore può far valere la grande efficienza aerodinamica nelle curve veloci, già ammirata a Barcellona, dove il vantaggio sulla Red Bull era manifesto.
La F1-75 è andata in sofferenza quando veniva letteralmente risucchiata dall’abbrivio di una Red Bull irresistibile a DRS aperto, ma non ha mai sofferto a priori nessun tipo di tracciato. La Rossa è una monoposto che ha grande trazione meccanica, esce molto forte dalle curve lente, lo abbiamo potuto ammirare anche a Montecarlo dove ha monopolizzato la prima fila, e soprattutto genera gran carico aerodinamico. Non ha lo spunto della Red Bull, ma nel complesso non può partire sconfitta a Baku soltanto perché c’è un lungo rettilineo. Soprattutto la F1-75 ha sempre dimostrato un ottimo bilanciamento, qualità ancora più importante su un circuito dove bisognerà trovare il miglior compromesso tra tratti lenti e veloci.
Il resto dovranno mettercelo i piloti e la scuderia. Leclerc è desideroso di rivincita dopo le ultime sfortune, il Sainz visto a Montecarlo è un pilota che sta trovando il giusto feeling con la F1-75. Su una pista dove spesso interviene la safety car il muretto dovrà poi evitare equivoci, mosse intempestive, scelte scellerate. Puntare le fiche su Leclerc e difendere la posizione a tutti i costi potrebbe essere un buon mantra da seguire.
Imola, Miami, Barcellona, Montecarlo. Due di queste quattro vittorie bibitare potevano essere agevolmente successi del Cavallino, e staremmo parlando di un’altra classifica. Il potenziale c’è, ma va capitalizzato. Parliamo in generale, ma anche riferendoci al caso particolare di Baku: l’obiettivo è andare talmente forte tra le curve spezzate di questo anomalo tracciato cittadino da essere poi abbastanza lontani in rettilineo, esorcizzando qualsiasi fantasma di Jeddah o Miami.
Antonino Rendina
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