F1 | ExxonMobil, Izzo: “Verstappen in penalità a Monza per poter competere nelle prossime gare”

"Con Honda abbiamo cambiato il modo di lavorare", ha aggiunto

F1 | ExxonMobil, Izzo: “Verstappen in penalità a Monza per poter competere nelle prossime gare”

Dietro alla performance di una vettura di Formula 1 ci sono tantissime componenti che devono lavorare all’unisono affinché la prestazione sia efficiente. Oggi siamo andati nel dettaglio di come vengono utilizzati olio motore e carburante, quali sono le loro funzioni e come possono influire nell’arco di un weekend di gara. Siamo stati ospiti della ExxonMobil, fornitore per Red Bull e Toro Rosso, all’interno della “sala operativa” di Dario Izzo, Racing Technical Advisor Lubricants Technology della società statunitense.

– Partiamo dal principio: che tipo di lavoro svolgete all’interno del team austriaco?

“La ExxonMobil assegna due persone alla Formula 1: una sta con Red Bull e l’altra con Toro Rosso. Abbiamo questi due laboratori portatili e siamo responsabili della qualità dei prodotti che portiamo in pista. Organizziamo la spedizione e la logistica dei prodotti per farli arrivare in tutto il mondo, e una volta giunti a destinazione, insieme al team controlliamo la qualità e le performance di motore, cambio e sistema idraulico tramite l’analisi degli oli usati. Sulla qualità non siamo preoccupati, ma dobbiamo essere al 100% sicuri che i prodotti non abbiano subito una contaminazione durante il trasporto. Dobbiamo essere sicuri che carburante e olio motore siano in regola con le direttive della FIA, che sappiamo essere molto severa a riguardo. La Federazione conosce le nostre formulazioni, e ogni volta che sviluppiamo un prodotto mandiamo dei campioni per l’approvazione, e così facendo la FIA stessa controlla costantemente carburanti e olio motore. Se dovessero trovare delle irregolarità, rischieremmo una squalifica”.

Dario ci mostra anche tre boccette contenenti l’olio motore.

“Il più chiaro è l’olio motore Mobil1 nuovo, il secondo è stato raccolto dopo il fireup (accensione della macchina) e l’ultimo è al termine del weekend di gara, è fondamentalmente nero. Nonostante diventi così scuro, ha comunque pochi chilometri, perché ha appena concluso la tre giorni di gare. L’olio si annerisce perché una delle sue funzioni principali è quella di raffreddare il motore e tenerlo pulito, portando via tutti i prodotti della combustione. Rimuove anche i metalli che vengono rilasciati durante l’usura delle componenti. Proprio questo ultimo fattore è uno dei nostri maggiori interessi: l’evoluzione e l’accumulo dei metalli all’interno di un olio usato ci dice come una componente meccanica sta funzionando, se tutto è regolare oppure se sta per avere un problema fino ad arrivare anche alla rottura. Noi vogliamo intervenire prima che ciò accada, fermando la macchina. Magari alla fine della qualifica notiamo che il cambio mostra un incremento anomalo di un certo metallo, per cui non ci sentiamo sicuri sul fatto che possa durare per tutta la gara”.

– Com’è cambiato il vostro modo di lavorare dalle power unit Renault a quelle Honda (nel frattempo si è accesa una delle due vetture all’interno del garage Red Bull)?

“Il modo di lavorare è cambiato un po’: Honda ci chiede una frequenza di campionamento differente, ossia all’inizio e alla fine di una sessione, mentre la Renault ci chiedeva un prelievo ogni volta che la vettura rientrava ai box: immagina quante volte la macchina esce e rientra dal garage durante le sessioni di libere! Anche il lavoro di sviluppo è diverso: con Honda siamo tutti dedicati a un solo team, visto che già lavoravamo con Toro Rosso dallo scorso anno. Nel passato invece non eravamo l’unica azienda di oli e carburanti a lavorare per Renault”.

– I piloti interagiscono con voi? Hanno una quadra di quello che succede oppure restano un po’ ai margini?

“Per quanto riguarda performance e affidabilità discutiamo di più con gli ingegneri, però i piloti sono molto preoccupati qualora dovessero sentire se ci sono dei problemi. Diciamo anche che dipende molto dalla personalità del ragazzo: con Pierre era molto semplice, parla anche italiano e quindi scambiavamo spesso quattro chiacchiere. Max invece va un po’ più di fretta, ma anche con lui abbiamo delle interazioni costanti”.

– Qual è la vision nel campo della Formula 1? La vostra crescita dipende anche da quella della Honda?

“Certo! Per quanto riguarda il carburante noi abbiamo la possibilità di sviluppare cinque formulazioni di carburante in una stagione. E’ difficile che ciò avvenga, però abbiamo sempre un margine di sviluppo nostro al di là di quello che fa Honda, però le nostre maggiori possibilità sono legate allo sviluppo del motore, sia come cambia in design, o in parametri all’interno della camera di combustione, così avremo la possibilità di sviluppare nuovi carburanti e che tirano fuori il massimo della potenza dai motori”.

– La poca frequenza di test in pista rallenta il vostro lavoro?

“Dal punto di vista di carburanti e lubrificanti non c’è problema, perché in azienda riusciamo a testare comunque e la prova in pista non è così cruciale, mentre per lo sviluppo della macchina potrebbero avere margini migliori qualora ci fossero più possibilità per fare dei test in pista, ma è così per tutti e alla fine il più bravo è colui che riesce a sviluppare la macchina migliore in quel lasso di tempo”.

– Su Monza: lavorate in maniera diversa sui circuiti ad alta velocità come questo? Utilizzate dei prodotti particolari visto che il motore è sottoposto a più stress?

“Potrebbe esserci questa possibilità in linea di massima, ma posso dirti che in questa occasione non lo faremo, però qualora il team avesse sviluppato determinate componenti, in combinazione con quelle che sono le scelte del costruttore, potremmo scegliere di utilizzare un tipo di carburante rispetto ad un altro. Verstappen ha un nuovo motore, quindi avremmo potuto anche scegliere una soluzione differente e specifica, ma non succederà in questo weekend”.

– Anche perché Max partirà ultimo, quindi non avete questa necessità al momento.

“Esattamente! Si romperanno i sigilli in questa gara: il design della macchina a Monza non fa tutta questa gran differenza, quindi abbiamo deciso di prendere penalità adesso per poi essere pronti nelle piste più congeniali alla Red Bull”.

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