F1 | Due anni dall’ultima vittoria Ferrari, quanto altro tempo dovrà ancora passare?

Il 22 settembre 2019 la Rossa saliva per l’ultima volta sul gradino più alto del podio. Da allora molte delusioni. L'obiettivo è il 2022

F1 | Due anni dall’ultima vittoria Ferrari, quanto altro tempo dovrà ancora passare?

Due anni. Un arco di tempo enorme ed interminabile se ti chiami Ferrari. Nella giornata odierna infatti il “calendario laico” della Formula 1 ricorda quella che ad oggi è l’ultima vittoria ottenuta da Maranello, grazie al successo firmato da Sebastian Vettel sulla pista amica di Marina Bay il 22 settembre 2019. Nessuno poteva ipotizzare che quel trionfo, o sarebbe meglio scrivere doppietta in virtù del secondo posto ottenuto da Charles Leclerc, avrebbe segnato un vortice negativo per la Rossa i cui effetti continuano a perpetuarsi in pista.

Con le luci di Singapore si sono spenti anche i riflettori sulla Ferrari che da allora appare spaesata, avendo perso la trebisonda della competitività. Nel mezzo un 2020 vissuto come un autentico calvario dove la Ferrari non è andata oltre il sesto posto nel Mondiale costruttori, un’onta che a Maranello non si vedeva dalla disgraziata stagione 1980. Un anno difficile, condizionato dall’accordo dai contenuti riservati con la Federazione per quel motore finito nell’occhio del ciclone, che ha costretto la Ferrari a tirare i remi in barca ed accontentarsi di quei miseri piazzamenti che offriva la pista.

Dallo sprofondo rosso del 2020 alla (lenta) risalita del 2021, dove la Ferrari si è presentata con una monoposto certamente migliore rispetto alla derelitta SF1000 ma non abbastanza forte per poter sorprendere le prestazioni di Red Bull e Mercedes che al momento appaiono lontane anni luce. Anche se le chance per ottenere una vittoria non sono mancate, ma gli errori (uno su tutti Montecarlo che rimane purtroppo una gestione dilettantesca per un team come la Ferrari) hanno fatto naufragare la possibilità di salire sul gradino più alto del podio che avrebbe potuto rendere meno amaro questo periodo.

Eh si, perché alla Ferrari è mancato sfruttare quei momenti che invece McLaren (principale antagonista di Maranello per il terzo posto nei costruttori) e Alpine hanno colto meravigliosamente con Daniel Ricciardo e a Esteban Ocon per eliminare lo zero dalla casella vittorie. Uno zero che, a meno di clamorosi colpi di scena, la Ferrari continuerà a conservare per il restante 2021.
L’obiettivo dichiarato da Maranello è il 2022, dove il nuovo regolamento tecnico dovrebbe permettere a tutti i team di partire alla pari.

Un’occasione più unica che rara. La Ferrari ha puntato giustamente tutte le sue fiches sulla prossima stagione, consapevole che quest’anno i risultati non avrebbero potuto seguire un ribaltamento netto rispetto al recente passato. Esporsi in tal modo sul 2022 riaccenderà però quei riflettori mediatici, spenti oramai da due anni, dove in caso di fallimento qualcuno dovrà assumersene la responsabilità.

Perché dare “una macchina ai piloti” non deve diventare solamente uno slogan mnemonico ma una certezza su cui fondare il prossimo futuro. Anche perché non è solo il digiuno di vittorie ad aumentare, ma anche quello relativo all’aspetto iridato non scherza. Un aspetto che se ti chiami Ferrari non puoi affatto trascurare. Eppure i giorni (e gli anni) continuano a passare inevitabili…

Piero Ladisa


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