F1 | Coronavirus, Ross Brawn: “Se un team non entra nel paese ospitante, non si corre”

Situazione sotto controllo per Melbourne: incertezze sui Gran Premi di Bahrain e Vietnam

F1 | Coronavirus, Ross Brawn: “Se un team non entra nel paese ospitante, non si corre”

Regna ancora un alone di incertezza attorno alla Formula 1 per l’emergenza mondiale dovuta al Coronavirus, che ha di fatto messo in ginocchio anche l’Italia, uno dei paesi più contagiati al mondo con i suoi 2.500 e oltre casi accertati, numero purtroppo in costante aggiornamento verso l’alto. Il grande Circus sta cercando di limitare i danni, e dopo il rinvio a data da destinarsi (molto probabile la cancellazione, ndr) del Gran Premio della Cina, il lavoro è concentrato sul regolare svolgimento delle restanti gare del calendario.

Se per quanto riguarda Melbourne, la situazione sembra essere sotto controllo, tant’è che i team sono in procinto di raggiungere l’Albert Park per la disputa del weekend della prossima settimana, con tanto di benestare da parte del governo australiano, non si può certo dire le stesse cose per Bahrain e Vietnam, seconda e terza tappa del mondiale 2020: per Sakhir, il governo sta cercando di attuare delle misure speciali per tutelare tutti coloro che prenderanno parte al Gran Premio, mentre gli addetti ai lavori transitati ultimamente da Cina (compresa Hong Kong), Italia, Giappone, Corea del Sud, Malesia e Singapore, tra gli altri, dovranno fornire nome e dettaglio di volo, come riportato dalla BBC.

Il paddock è pieno di italiani, il che potrebbe essere un problema per loro lavorare adeguatamente: Sky per esempio dovrebbe mandare solo il personale necessario in circuito, quantomeno nelle prime gare, mentre per quanto riguarda i team, è chiaro che Ferrari, AlphaTauri, Alfa Romeo, Haas, Brembo, Magneti Marelli e Pirelli, tra gli altri, siano pieni di ragazzi del nostro paese, e la loro presenza è dunque imprescindibile per mandare avanti il mondiale. Il rischio di quarantena una volta arrivati in questi paesi purtroppo c’è, viste anche le alte misure di sicurezza adottate dal Bahrain. Per quanto riguarda il Vietnam, si dovrà attendere, ma passeggiando per il paddock di Barcellona durante i test, c’era già la voglia da parte di molti rappresentanti dei media italiani di non presenziare al Gran Premio ben prima che il Coronavirus colpisse in maniera tangibile il nostro paese.

“Se a un team viene impedito l’ingresso nel paese ospitante, allora non si corre – ha detto Ross Brawn. Chiaramente il discorso cambierebbe se fosse la squadra a non volersi recare per sua spontanea volontà, ma se è lo Stato a non volerlo, allora niente Gran Premio, non sarebbe leale”.

Ieri Ferrari e Pirelli hanno annullato i test gomme previsti a Fiorano per diminuire il rischio di contagio, si dovrebbe recuperare nell’arco della stagione: le manifestazioni sportive in Italia stanno subendo un brusco stop, basti pensare ai tantissimi rinvii delle partite del campionato di Serie A e dei match di Coppa Italia, di questi minuti anche lo spostamento di Napoli-Inter prevista per stasera.

“Come sport mondiale, ci troviamo in una situazione incredibilmente grave – ha detto Claire Williams. Abbiamo molte responsabilità, dobbiamo reagire agli ultimi eventi in maniera fulminea: tutti in Formula 1 vogliono continuare a fare ciò di cui sono appassionati, ma le persone devono innanzitutto rimanere al sicuro”.

“La situazione è in continua evoluzione – ha dichiarato Chase Carey, boss della Formula 1. E’ difficile andare troppo in là con le previsioni, tutto cambia rapidamente. Ci stiamo preparando come se tutte le gare programmate (esclusa Cina ovviamente, ndr) fossero confermate, ma dobbiamo prendere delle decisioni giuste per tutti!”.

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