F1 | Brawn sull’asfalto dell’Istanbul Park: “Tempi ristretti, gli organizzatori hanno fatto il massimo”

"Apprezzo le critiche dirette all'asfalto, ma si è trattata di una conseguenza alla decisione di andare a correre all'Istanbul Park", ha affermato

Brawn ha "difeso" gli organizzatori del Gran Premio di Turchia
F1 | Brawn sull’asfalto dell’Istanbul Park: “Tempi ristretti, gli organizzatori hanno fatto il massimo”

Intervistato dal sito ufficiale della Formula 1, Ross Brawn ha difeso l’organizzazione dell’ultimo Gran Premio di Turchia, 14° appuntamento di questo mondiale 2020 di Formula 1, sottolineando come la posa “repentina” del nuovo asfalto sia stata causata dalle tempistiche con cui la FIA ha ufficializzato l’Istanbul Park all’interno del calendario 2020.

Secondo il Manager di Liberty Media, gli organizzatori del Gran Premio hanno fatto il massimo nel tempo a loro disposizione, mettendo insieme un Gran Premio assolutamente emozionante e “meritevole” dello slot all’interno di questo campionato.

I piloti, ricordiamo, hanno aspramente criticato il nuovo asfalto dell’Istanbul Park, sottolineando come la sua composizione estremamente liscia abbia penalizzato e non poco il grip e quindi le performance in pista delle monoposto, sia sull’asciutto che sul bagnato.

“L’organizzazione e il Paese hanno fatto un ottimo lavoro per mettere in condizioni il circuito di ospitare un Gp di F1”, ha affermato Ross Brawn. “Apprezzo le critiche dirette all’asfalto giunte dai piloti, ma si è trattata di una conseguenza alla tardiva decisione di andare a correre all’Istanbul Park. Tuttavia, i piloti dovrebbero rammentare che in gara vince chi taglia il traguardo per primo e che la pista era la stessa per tutti”.

“Alcuni di loro hanno lavorato sodo e sono riusciti a trovare un compromesso, altri l’hanno trovato una distrazione”, ha aggiunto. “Avere un manto stradale così non è stata una brutta cosa in fin dei conti. Ha permesso ai piloti di estrarre il massimo da loro stessi. Ha reso il weekend impegnativo, ma è stato lo stesso per tutti, dovrebbe essere visto come una buona cosa”.

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