F1 | Berger contrario alla politica attuata da Liberty Media: “In Formula Uno serve una dittatura”

"Il Circus non può essere gestito democraticamente", ha aggiunto

F1 | Berger contrario alla politica attuata da Liberty Media: “In Formula Uno serve una dittatura”

La Formula 1 dovrebbe tornare sotto una dittatura, parola di Gerhard Berger. In un’intervista rilasciata ai microfoni della Bild, infatti, l’attuale responsabile del DTM ha parlato della gestione attuata da Liberty Media nell’ultimo anno e mezzo, sottolineando come a volte, soprattutto nei confronti delle squadre, serva la mano pesante di un dittatore. La Formula 1, infatti, non riesce focalizzarsi sui propri problemi principali e secondo l’austriaco, Liberty sta cercando di sviare i discorsi dalle vere difficoltà che ci sono (basti pensare alla polemica sulle grid girls.ndr). Proprio in tal senso, Berger ritiene che la strategia attuata in passato da Bernie Ecclestone sia più proficua dal punto di vista manageriale e spera che l’organizzazione americana sfrutti al massimo il proprio ruolo, mettendo d’accordo tutte le parti in causa in previsione del 2021.

Ecco le parole di Gerhard Berger: “Il calcio non cambia le proprie regole tutto il tempo. Proprio in tal senso, ritengo che Liberty Media stia sviando la gente dai veri grattacapi che esistono in Formula Uno. Due problemi, ad esempio, sono le macchine e la tecnologia presente nel Circus. Le prime sono troppo pesanti, mentre la seconda non dovrebbe essere un fattore decisivo per le gare”.

“La scelta peggiore sarebbe quella di non prendere decisioni”, ha aggiunto l’austriaco. “Capisco la posizione dei grandi produttori rispetto ai motori, perché non hanno torto quando dicono ‘Se non viene un nuovo produttore, perché cambiare qualcosa? Costa solo soldi’, ma così facendo non potrà mai esserci un accordo”.

“Questi interminabili incontri tra Ginevra, Parigi o altrove non ci portano da nessuna parte ed è proprio per questo che la Formula Uno non può essere gestita democraticamente. C’è bisogno di una dittatura con due/tre persone che decidono il sentiero da seguire. In questo caso queste figure potrebbero essere Chase Carey e Jean Todt”, ha concluso.

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