F1 | Audetto sull’avvicendamento Arrivabene-Binotto: “È la dura legge della Formula Uno, la Ferrari è nata per vincere”

"Mi dispiace per Maurizio. Binotto non lo conosco abbastanza bene, ma so che è un buon ingegnere. Alla Ferrari manca un presidente come Montezemolo", ha detto l'ex ad della Super Aguri ad Autosprint

F1 | Audetto sull’avvicendamento Arrivabene-Binotto: “È la dura legge della Formula Uno, la Ferrari è nata per vincere”

In un’intervista rilasciata al settimanale Autosprint, Daniele Audetto ha parlato dell’avvicendamento al vertice della Gestione Sportiva della Ferrari che ha portato ai saluti – dopo quattro stagioni – Maurizio Arrivabene con la conseguente promozione di Mattia Binotto come team principal.

Se non vinci è difficile rimanere in una posizione di leadership – ha sottolineato Audetto, ex ad del team Super Aguri -. In una squadra come la Ferrari, che nasce per vincere, quando non ci riesci, il manager cambia automaticamente. È la dura legge della Formula Uno, che in Ferrari si applica in modo ancora più speciale ed esclusivo”.

Ha poi aggiunto: “Mi dispiace per Maurizio perché è un amico, ha pagato il fatto di non avere un pedigree puramente racing  D’altra parte è un grande risultato essere rimasto in quella posizione per tutto questo tempo”.

Audetto, parlando di Binotto, ha detto: “Non lo conosco abbastanza bene, ma so che è un buon ingegnere. In Ferrari è molto, molto, difficile essere il team principal o addirittura il direttore sportivo.  Mi auguro che abbia personalità, carisma ed esperienza per affrontare cose complesse”.

Audetto inoltre ritiene che, in questo preciso periodo, il ruolo di team principal in Ferrari è difficile senza una figura come l’ex presidente Montezemolo: “Arrivabene ha destato una buona impressione rispetto ai primi tempi di Jean Todt. Jean è stato sempre sostenuto, difeso, da un grande uomo come di Montezemolo. Ha protetto i suoi uomini, tra cui Schumacher, che per i primi quattro anni non ha vinto il titolo”.

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