Formula 1 | Verstappen dopo il rinnovo: “Voglio chiudere la mia carriera in Red Bull”

"I dubbi riguardavano il regolamento tecnico, ma siamo sulla buona strada per un miglioramento e spero nel ritorno dei V8", ha detto Max

Max Verstappen ha ufficializzato l'estensione del proprio contratto con la Red Bull fino al 2030, legandosi alla scuderia di Milton Keynes per un totale di quindici anni. Nel corso della conferenza stampa del Gran Premio d'Olanda a Zandvoort, il quattro volte campione del mondo ha analizzato i motivi di una scelta maturata in piena trasparenza con i vertici aziendali. Il pilota olandese ha affrontato i temi legati all'evoluzione dei regolamenti tecnici, al rammarico per l'uscita di Zandvoort dal calendario, all'arrivo di Liam Lawson al posto dell'infortunato Isack Hadjar e alle sue ambizioni parallele nelle gare di durata e nel sim racing
Formula 1 | Verstappen dopo il rinnovo: “Voglio chiudere la mia carriera in Red Bull”

Max Verstappen ha rinnovato il contratto con la Red Bull fino al 2030. Il pilota olandese ha scelto la sua Zandvoort per annunciare l’estensione di un matrimonio destinato a durare almeno 15 anni con la casa madre in Formula 1, eppure il suo futuro non era affatto così scontato, visto che si è parlato di Mercedes, McLaren o addirittura ritiro per il quattro volte campione del mondo, stufo di regolamenti che limitano il talento dei piloti, ma che nei prossimi anni, si spera, potranno tornare ad essere davvero protagonisti. Max è stato presente nella classica conferenza stampa del giovedì, e su di lui ovviamente si è concentrata l’attenzione dei giornalisti.

La scelta di prolungare l’accordo senza attendere le scadenze naturali conferma una fiducia reciproca assoluta. Riguardo alla trattativa, Verstappen ha chiarito la propria posizione: “Non è stato poi così stressante, penso sia stata la scelta giusta. Mi sento davvero bene all’interno della squadra e crediamo molto nel fatto di poter tornare in vetta nei prossimi anni. All’inizio della stagione l’incertezza riguardava principalmente il fatto di proseguire o meno in Formula 1, ma le regole stanno lentamente migliorando e sono disposto ad accettarlo. Spero che entro il 2030 si apra un’altra opportunità, potenzialmente con l’arrivo dei motori V8, per rivalutare la situazione”.

L’obiettivo di legare la carriera a un unico team era una priorità condivisa fin dai primi successi con il fondatore del gruppo austriaco. “Ho sempre detto, già all’epoca quando Dietrich Mateschitz era ancora vivo, che il mio obiettivo e traguardo sarebbe stato correre per la Red Bull per sempre, e siamo sulla buona strada”.

Trasparenza dirigenziale e la chiusura ad altri team

Il percorso verso la firma è stato caratterizzato da un confronto continuo con la dirigenza e gli azionisti, fugando le speculazioni emerse nei mesi scorsi sulla stabilità del progetto sportivo.

Verstappen ha precisato la natura dei colloqui che lo hanno convinto a rimanere: “Sono state semplicemente discussioni molto aperte e trasparenti. Vado molto d’accordo con Laurent Mekies, Oliver Mintzlaff e con gli azionisti in generale. Per me questo ambiente sembra come un’unica grande famiglia e sono davvero felice di farne parte. Negli ultimi mesi si è parlato del futuro del team, dei prossimi anni, dei piani e delle idee. Mi è sempre stato comunicato tutto in modo aperto, ed è quello che mi piace. Mi piace ciò che stanno cercando di ottenere ed è per questo che voglio farne parte anche in futuro”.

In merito alle ipotesi di passaggio ad altre scuderie del paddock, la posizione del pilota è netta: “Non ha alcuna importanza valutare altre offerte. La Red Bull è il posto in cui intendo concludere la mia carriera in Formula 1. Ciò che accadrà nel 2031 dipenderà quasi esclusivamente dalla direzione tecnica che prenderà lo sport in quel momento”. Sollecitato sulla presenza di eventuali clausole rescissorie nell’accordo, Verstappen non ha fornito dettagli: “Non ho mai rivelato nulla dei miei contratti e intendo proseguire su questa linea”.

L’addio a Zandvoort e l’emergenza piloti per il weekend Sprint

L’annuncio del rinnovo coincide con un fine settimana simbolico e complesso. Quello in programma sul tracciato olandese rappresenta infatti l’ultimo Gran Premio a Zandvoort per il prossimo futuro, un circuito storico caratterizzato da curve sopraelevate, carreggiata stretta e margini di errore minimi.

Nel valutare l’imminente uscita dal calendario della gara di casa, Verstappen ha sottolineato le qualità del tracciato: “Oltre a vedere i tifosi a bordo pista, guidare su questo tracciato offre sensazioni speciali. È vera guida old-school, una pista molto appagante se fai tutto per bene. Mancherà sicuramente la storia attorno a questo evento e la quantità di tifosi che amano il motorsport. Zandvoort ha un gran bel layout ed è decisamente una delle migliori piste a calendario rispetto ad alcuni tracciati moderni che difettano di carattere. Guidare qui è sempre stato divertente e il fatto di essere olandese ha reso la cosa ancora più speciale”.

A complicare il lavoro del team nell’appuntamento casalingo si aggiunge l’infortunio al polso patito da Isack Hadjar, costretto a cedere il sedile a Liam Lawson per un fine settimana che prevede la gara Sprint.

Riguardo al cambio di formazione, Verstappen ha espresso il proprio punto di vista: “Anch’io ho saputo la notizia soltanto martedì e spero che Isack possa riprendersi rapidamente con il riposo. Per quanto riguarda il subentro di Liam, non aiuta il fatto che sia un weekend con gara Sprint, ma l’ho visto al simulatore prima di venire qui e spero che riesca a svolgere tutta la preparazione possibile per vivere un fine settimana lineare”.

Sensibilità di guida, e-sports e l’impegno nelle gare Endurance

La conferenza si è chiusa su temi legati alla tecnica di guida e ai progetti personali al di fuori del Circus. In merito ai problemi di scalata riscontrati di recente sulla vettura, Verstappen ha spiegato l’impatto di un funzionamento imperfetto del cambio sul bilanciamento: “Un comportamento non ottimale in scalata può dare un contraccolpo, spingere la macchina in avanti oppure bloccare l’asse posteriore. Tutti elementi che hanno un grande impatto sul bilanciamento della vettura o sul degrado degli pneumatici. Molte volte il sistema funziona bene, ma segnalo sempre quando penso si possa migliorare”.

L’attività con i simulatori e nelle competizioni GT resta un pilastro fondamentale nella preparazione del campione olandese, che ha inserito nel contratto la libertà di gareggiare in altre categorie compatibilmente con gli impegni in Formula 1.

Verstappen ha concluso illustrando le sue ambizioni future: “Il sim racing con il Team Redline mi ha tenuto allenato anche fuori dalla pista, permettendomi di prepararmi in modi diversi. Volevo anche dimostrare che ci sono possibilità per i piloti virtuali di passare al mondo reale. Adattarsi a diversi tipi di auto al di fuori della Formula 1 aiuta nell’elaborare le informazioni appena si esce dai box. Intendo continuare a gareggiare in altre categorie e mi piacerebbe correre le grandi gare di endurance e le 24 Ore in generale. La vittoria ottenuta di recente dal mio team GT rappresenta un grande risultato che premia il lavoro di meccanici, ingegneri e piloti, ed è soltanto l’inizio di un progetto con cui vogliamo vincere ancora”.

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