F1 GP Ungheria | Ferrari, Hamilton è soltanto quinto: “Con questa macchina si doveva vincere”

"Non avremmo dovuto fare l'ultima sosta, ho perso la posizione in pista e non ne capisco il motivo", ha detto Lewis

Domenica amara per Lewis Hamilton e la Ferrari nel Gran Premio d'Ungheria. Il sette volte campione del mondo chiude in quinta posizione all'Hungaroring, preceduto dal compagno di squadra Charles Leclerc e da Kimi Antonelli. In una gara condizionata da una partenza difficile e dal duello con Max Verstappen, l'inglese della Ferrari guadagna temporaneamente la seconda piazza dopo il ritiro di Oscar Piastri, ma un'opinabile scelta strategica del muretto box sotto Virtual Safety Car e una penalità di cinque secondi per eccesso di velocità in pit lane lo retrocedono al quinto posto finale
F1 GP Ungheria | Ferrari, Hamilton è soltanto quinto: “Con questa macchina si doveva vincere”

da Budapest, Ungheria

Domenica certamente amara per Lewis Hamilton e la Ferrari. Il sette volte campione del mondo ha chiuso la gara in quinta posizione, alle spalle anche di Kimi Antonelli e Charles Leclerc, perdendo cinque punti in ottica mondiale sul giovane bolognese della Mercedes, partito settimo e autore di un Gran Premio d’Ungheria totalmente all’attacco, raccogliendo i frutti sperati. Per il britannico, invece, la partenza non è stata quella auspicata, con Max Verstappen bravo e caparbio a tenere la posizione. Il duello tra i due si è riproposto anche dopo la sosta ai box, quando l’olandese ha superato nuovamente di forza Lewis con una staccatona da paura in curva 1.

Il ritmo di Hamilton con la SF-26 non è stato eccellente, ma un segnale divino lo aveva aiutato quando Oscar Piastri, in quel momento secondo, si è piantato lungo il tracciato per la rottura del cambio sulla sua McLaren. A quel punto l’inglese della Ferrari era secondo, ma con l’ingresso della Virtual Safety Car la squadra ha deciso di richiamare sia lui che Leclerc per montare un set di Soft nuove.

Hamilton ha così perso la posizione non solo su Verstappen ma anche su Antonelli, finendo di fatto quarto. A completare la giornata negativa è arrivata una penalità di cinque secondi per aver superato i limiti di velocità in corsia box durante il rientro per l’ultima sosta, un’infrazione che lo ha ulteriormente relegato al quinto posto, beffato proprio da Leclerc.

L’errore della Ferrari e la penalità in pit-lane

La scelta del muretto di Maranello di effettuare un secondo pit-stop durante il regime di Virtual Safety Car si è rivelata il punto di svolta in negativo della corsa di Hamilton. Su un tracciato come l’Hungaroring, dove la posizione in pista garantisce un vantaggio fondamentale vista l’estrema difficoltà di effettuare sorpassi, rinunciare al secondo posto conquistato sul campo per montare coperture Soft usate ha esposto la SF-26 numero 44 agli attacchi degli avversari.

Al rientro in pista, Hamilton si è ritrovato dietro la Red Bull di Verstappen e la Mercedes di Antonelli. A vanificare ogni tentativo di rimonta si è poi aggiunta la sanzione comminata dai commissari sportivi: i cinque secondi aggiunti al tempo totale per l’eccesso di velocità commesso lungo la corsia dei box hanno ulteriormente penalizzato Lewis, facendolo scivolare dietro al compagno di squadra Leclerc.

Il weekend è quindi certamente da dimenticare per Lewis, su una pista che avrebbe dovuto esaltare le doti della SF-26 e che invece ha visto McLaren, Red Bull e Mercedes arrivare davanti con i loro piloti di punta.

Hamilton: responsabilità personali ma dubbi sul muretto

Ripercorrendo le fasi salienti della gara e l’ennesima sanzione incassata nel corso di questo campionato, Hamilton non ha cercato scuse per l’errore commesso in corsia box, puntando però il dito contro la decisione strategica presa dal muretto Ferrari.

“A Silverstone e in Belgio le penalità sono arrivate per colpa mia, e anche oggi è successa la stessa cosa, quindi non ho nulla da rimproverare al team sotto questo aspetto – ha spiegato Lewis al termine del Gran Premio -. Penso però che non avremmo dovuto fare quella sosta in più sotto Virtual Safety Car, perché abbiamo ceduto la seconda posizione in pista e non ho capito il motivo di questa scelta, anche se va riconosciuto che abbiamo fatto dei buoni progressi”.

Il pilota britannico ha poi espresso la propria delusione per il potenziale inespresso dalla vettura di Maranello in terra magiara, rimarcando come il rendimento finale non abbia rispecchiato le reali capacità del pacchetto tecnico.

“Credo che in questo weekend, sia io che Charles sapevamo di avere a disposizione una macchina che doveva portarci nelle prime tre posizioni – ha sottolineato il sette volte iridato -. Invece siamo arrivati soltanto al quarto e quinto posto, quindi l’esecuzione del fine settimana non è stata affatto perfetta. Il risultato di questo weekend rappresenta una grande opportunità mancata per il team: avremmo dovuto vincere”.

Il peso sulla classifica mondiale e la necessità di un cambio di marcia

Il verdetto dell’Hungaroring complica notevolmente il cammino di Hamilton nella lotta per il titolo. Adesso Lewis è a 50 punti da Antonelli in classifica mondiale, ma a preoccupare è anche la sua prestazione personale negli ultimi tempi, decisamente da rivedere. L’accumulo di troppe penalità, alcune delle quali del tutto evitabili, sta facendo perdere al britannico un quantitativo di punti pesante nel momento più caldo della stagione.

Mentre Kimi Antonelli ha saputo concretizzare una gara d’attacco partendo dalla settima piazzola e risalendo fino al podio, la Ferrari si ritrova a raccogliere meno di quanto seminato nelle sessioni di prova. Se Lewis e la scuderia di Maranello vogliono davvero lottare per i titoli mondiali, considerando gli aggiornamenti che debutteranno dopo la pausa estiva, bisognerà cambiare atteggiamento già da Zandvoort in poi.

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