F1 GP Ungheria | Ferrari, Leclerc anonimo: “Mercedes e Red Bull erano giù di motore venerdì”

"Gia prima della qualifica abbiamo capito che avremmo fatto molta più fatica", ha detto Charles

Gara anonima e al di sotto delle aspettative per Charles Leclerc e la Ferrari nel Gran Premio d'Ungheria. Scattato dalla seconda posizione in prima fila, il pilota monegasco ha subito un avvio da incubo sfilando al quinto posto già nel corso del primo giro, superato da Piastri, Verstappen e Hamilton
F1 GP Ungheria | Ferrari, Leclerc anonimo: “Mercedes e Red Bull erano giù di motore venerdì”

da Budapest, Ungheria

Gara decisamente anonima per Charles Leclerc, che all’Hungaroring ha chiuso al quarto posto agevolato dalla penalità di cinque secondi comminata a Lewis Hamilton, suo compagno di squadra, per aver superato il limite di velocità in pit-lane durante l’ultima sosta ai box. Già dalla partenza, la domenica del monegasco è stata un vero calvario: scattato dalla seconda posizione, il numero 16 si è visto sfilare da Piastri, Verstappen e lo stesso Hamilton, finendo addirittura il primo giro al quinto posto.

Da quel momento in poi, Leclerc non ha mai avuto il ritmo per poter ambire alle posizioni della zona podio, non agevolato da una SF-26 che ha performato ben al di sotto di quelle che erano le ottime aspettative della vigilia, quando si diceva che la monoposto costruita a Maranello avesse tutte le carte in regola per vincere a Budapest, fatto poi smentito dalle prestazioni viste in pista.

Il crollo al via di Leclerc e il deficit di passo della SF-26

La staccata verso curva 1 ha compromesso immediatamente i piani tattici del pilota monegasco. Un avvio caratterizzato da scarso pattinamento ma privo dello spunto necessario ha permesso alla McLaren di Piastri di infilare la Ferrari all’esterno, costringendo Leclerc a una traiettoria difensiva che ha spianato la strada agli inserimenti di Verstappen e Hamilton.

Nel prosieguo della corsa, la SF-26 non ha mostrato la costanza di rendimento necessaria per ricucire lo strappo con il gruppo di testa. McLaren, Red Bull e Mercedes sono state in grado di performare meglio di Leclerc e Hamilton, i quali non avevano semplicemente ritmo per ricucire il gap. Sarà necessaria a questo punto un’attenta analisi per capire come mai l’esecuzione della gara di oggi, ma in generale di tutto il weekend, non sia stata quella auspicata, comprese le scelte più che discutibili del muretto box in fase di Virtual Safety Car.

In generale si tratta di un fine settimana da dimenticare per i colori del Cavallino Rampante, a compensare (in negativo) con le ottime e inaspettate prestazioni viste precedentemente a Silverstone e in Belgio.

L’analisi di Leclerc: “Punti interrogativi sul rendimento”

Al termine della corsa, Leclerc ha analizzato le criticità emerse lungo i 70 giri dell’Hungaroring, evidenziando il marcato contrasto tra i dati della vigilia e il verdetto della pista.

“Ci sono diversi punti interrogativi da chiarire – spiega Charles Leclerc al termine della gara -. Penso sia molto strano che su due piste dove ci aspettavamo di faticare, come Silverstone e Spa, siamo tornati a casa con una vittoria e un secondo posto, mentre su un tracciato come questo, dove sulla carta ci aspettavamo un weekend decisamente migliore, abbiamo sofferto così tanto. Sapevamo che non sarebbe stato facile, perché in Formula 1 non lo è mai; ci aspettavamo una Mercedes e una McLaren molto forti, ma eravamo convinti di avere un tracciato più adatto alle caratteristiche della nostra macchina, e invece non è stato così”.

Il pilota monegasco ha poi ripercorso la progressione del fine settimana, individuando nel sabato il momento in cui i valori reali sono venuti a galla.

“Venerdì la situazione sembrava positiva, ma credo semplicemente che la Mercedes e la Red Bull girassero con i motori abbastanza giù a livello di mappature. Arrivati a sabato abbiamo capito subito che avremmo fatto molta più fatica del previsto. Dobbiamo capire esattamente il perché: c’è qualcosa nei dati che non è in linea con le nostre aspettative della vigilia“.

Scelte strategiche e confronto con i rivali

A complicare il bilancio della Ferrari ha contribuito anche la gestione delle fasi di Virtual Safety Car. Il richiamo ai box di entrambe le monoposto per effettuare una sosta aggiuntiva e montare mescole Soft non ha garantito il salto prestazionale sperato per scavalcare gli avversari in pista, finendo per ostacolare la gestione della posizione, specialmente di Hamilton rispetto al rientro di Kimi Antonelli e Max Verstappen.

La risposta della concorrenza, con la McLaren imprendibile sul passo e la Mercedes in grado di risalire la china dalla quarta fila con Antonelli, evidenzia come il pacchetto tecnico della Rossa non sia stato sufficientemente efficace su un tracciato che invece avrebbe dovuto premiare le caratteristiche di questa monoposto.

Il quarto posto finale garantisce a Leclerc un bottino di punti contenuto ma utile per la classifica, pur allargando il margine di ritardo dalla vetta del mondiale piloti. La discrepanza riscontrata tra le previsioni fatte al simulatore di Maranello e la risposta effettiva della monoposto sull’asfalto magiaro impone ai tecnici della Ferrari un lavoro importante per capire le motivazioni che hanno portato Hamilton e Leclerc a faticare all’Hungaroring.

Motorionline.com è stato selezionato dal nuovo servizio di Google News,
se vuoi essere sempre aggiornato sulle nostre notizie
Seguici qui
Leggi altri articoli in Ferrari

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ti potrebbe interessare