F1 | Domenicali: “Bene le correzioni sul regolamento 2026, in futuro motori più semplici”
"Abbiamo due strade ben definite, potremmo anche cambiare prima del 2031", ha detto il CEO di Liberty Media

La Formula 1 chiude la prima metà della stagione 2026 con numeri estremamente incoraggianti che ne confermano lo stato di salute generale. Gli autodromi continuano a registrare il tutto esaurito e gli ascolti televisivi mostrano un trend in costante crescita su scala globale. Questa spinta commerciale si scontra però con un quadro tecnico complesso: il pacchetto regolamentare debuttato quest’anno ha fatto discutere sin dai primi test invernali in Bahrain e ha evidenziato criticità severe già durante l’apertura stagionale in Australia.
Al centro delle polemiche si colloca la gestione dell’energia elettrica delle nuove power unit, caratterizzata da un consumo eccessivo della batteria che costringe i piloti a manovre innaturali in rettilineo e anche in curva. Per porre un freno a queste distorsioni, la FIA ha già varato modifiche marginali da applicare nel corso del campionato attuale, impostando al contempo un piano di interventi più strutturato tra il 2027 e il 2028 per tentare di ripristinare la vera natura delle corse.
La difesa delle riforme e il ruolo guida dei tifosi
Intervistato dai media internazionali per tracciare il bilancio di metà campionato, l’amministratore delegato di Liberty Media, Stefano Domenicali, ha risposto alle critiche piovute sul nuovo impianto normativo, rivendicando la bontà della visione strategica intrapresa dalla categoria regina.
“È sorprendente la rapidità con cui cambiano gli scenari nel nostro ambiente – ha dichiarato Domenicali -. Alla vigilia di questo ciclo regolamentare percepivo uno scetticismo diffuso e forti apprensioni, mentre oggi il clima si è trasformato radicalmente. È nella natura stessa della Formula 1: di fronte alle novità la prima reazione è sempre quella di focalizzarsi sui problemi anziché cogliere le opportunità che ogni rivoluzione porta con sé”.
Il manager imolese ha poi argomentato la posizione dei vertici del Circus nei confronti dei malumori manifestati da diversi protagonisti del paddock, tracciando un confine chiaro tra la libertà di espressione e la responsabilità della governance: “Non abbiamo alcuna intenzione di zittire nessuno, perché la pluralità delle opinioni rappresenta la ricchezza del nostro sport. Un giudizio personale rimane però tale, mentre chi governa ha il compito di operare una sintesi e di tracciare la rotta. Comprendo perfettamente che i piloti possano preferire determinate soluzioni tecniche rispetto ad altre, ma in questa fase di transizione occorre mantenere un atteggiamento strettamente costruttivo”.
Gestione dei problemi a porte chiuse e centralità dei tifosi
L’introduzione dei propulsori con una forte impronta elettrica rispondeva alla precisa necessità industriale di mantenere il campionato appetibile per le grandi case automobilistiche globali. Proprio per questo, la risoluzione delle criticità deve seguire un percorso di confronto rigoroso e riservato, al riparo da polemiche a mezzo stampa che rischiano di danneggiare il movimento. “Desidero ribadirlo con forza: queste regole nascono da un’esigenza strategica imprescindibile, senza la quale la Formula 1 non avrebbe oggi le basi industriali per esistere. Abbiamo già applicato le prime correzioni e ho sempre preteso che i nodi tecnici si affrontino nelle sedi opportune lontano dai riflettori. Insistere pubblicamente su temi che escono dalla visione d’insieme rischia soltanto di personalizzare lo scontro e assumere un tono negativo”.
Al centro dell’intero ecosistema deve rimanere la qualità dello spettacolo offerto agli appassionati, elemento che supera qualsiasi interesse di parte. “Nutro una stima profonda per i piloti, ma è indispensabile comprendere che la priorità assoluta di qualunque scelta deve restare il pubblico. I tifosi vengono prima di tutto e di tutti, me compreso. Ognuno è libero di valutare le cose dal proprio punto di vista, ma la mia responsabilità è operare nell’interesse esclusivo della disciplina, garantendo la crescita e la stabilità futura del campionato”.
Verso motori più semplici: auto leggere e spinta totale
Il percorso avviato dalla Formula 1 punta a una profonda semplificazione dell’architettura delle vetture entro i prossimi anni, restituendo ai piloti la possibilità di gareggiare senza dover gestire continuamente la carica energetica. In questo processo, il dialogo tra la Federazione e gli attori in pista si conferma centrale per definire linee guida condivise. “Il valore fondamentale risiede nel mantenere aperto un tavolo istituzionale. La stesura normativa compete alla FIA, ma il processo decisionale coinvolge costruttori, scuderie, piloti e tiene conto dell’impatto sul pubblico. È l’unica metodologia che assicura equilibrio”.
Le linee guida sul tavolo indicano una drastica riduzione del peso complessivo delle monoposto, l’adozione esclusiva di e-fuel sostenibili e un’architettura dei propulsori essenziale ma performante: “Le regole del futuro dovranno puntare su una drastica semplificazione: monoposto più leggere, carburanti al cento per cento ecologici, il giusto bilanciamento elettrico e, soprattutto, la possibilità per chi guida di spingere a tavoletta dall’inizio alla fine. È una richiesta legittima che i piloti avanzano da tempo. La Federazione presenterà una proposta tecnica dettagliata e confido che entro la fine dell’anno disporremo di una bozza solida da sottoporre all’approvazione delle parti”.
La svolta del 2031 e l’ipotesi di anticipare i tempi
Lo scenario ideale verso cui gravita la disciplina guarda alla reintroduzione di motori dall’impronta maggiormente meccanica e viscerale, come le architetture V8 alimentate da carburanti sintetici. La finestra temporale prefissata per questo passaggio è attualmente fissata per il 2031, ma i vertici della Formula 1 valutano concretamente la possibilità di anticipare il cambio normativo al 2029 o al 2030, a patto che si raggiunga l’unanimità politica tra i team.
“Sul tavolo abbiamo due strade ben definite – ha concluso Domenicali sintetizzando la tabella di marcia -. La prima consiste nel completare il ciclo naturale fino al 2031, momento in cui la FIA potrà introdurre un’architettura motoristica completamente nuova a cui le case decideranno se aderire. La seconda opzione è quella di bruciare le tappe e anticipare la transizione, ma una simile svolta richiede il consenso condiviso tra scuderie e motoristi. Sarà uno dei temi centrali che affronteremo nei vertici previsti entro la fine della stagione”.
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