Formula 1 | La Ferrari inaugura il “Madring”, una mossa inattesa e aggressiva
Primi dati reali sul nuovo tracciato spagnolo, sede del Gran Premio di Spagna a metà settembre

La Ferrari ha completato nella giornata di ieri il filming day organizzato sul nuovo tracciato di Madrid. La Scuderia di Maranello, fresca vincitrice del Gran Premio di Gran Bretagna a Silverstone, ha di fatto inaugurato il “Madring”, essendo stata la SF-26 la prima monoposto di Formula 1 a girare sul circuito spagnolo. In pista i due piloti titolari, Charles Leclerc e Lewis Hamilton, sono scesi su un asfalto molto sporco, quantomeno in pit-lane. Una grande opportunità per raccogliere dati in vista del Gran Premio di metà settembre.
Una mossa, quella della squadra di Frederic Vasseur, assolutamente inattesa ma aggressiva, segno evidente di come a Maranello si stia spingendo per competere ai massimi livelli, avendo avuto la prova a Barcellona e Silverstone di poter gareggiare con la Mercedes in tutte le condizioni, in attesa dell’aggiornamento al motore previsto per Monza.
Il programma di lavoro e la prima presa di contatto con l’asfalto
L’attività sul circuito della capitale spagnola è iniziata la mattina presto, intorno alle 10:00, con una prima sessione conoscitiva. Alcuni membri della squadra del Cavallino Rampante hanno effettuato un giro di ricognizione a bordo di una Maserati Grecale. Al volante del SUV del Tridente si è accomodato lo stesso Charles Leclerc, già vestito con la tuta ufficiale, con l’obiettivo specifico di studiare le traiettorie ideali, i punti di corda e la conformazione delle barriere di un tracciato ancora inedito per tutti i sistemi di simulazione interni.
Successivamente, alle 10:50, i tecnici hanno acceso il propulsore della SF-26, consentendo al pilota monegasco di battezzare la pista. Leclerc ha completato un primo out-lap di verifica per controllare la corretta risposta dei sistemi elettronici e idraulici, per poi rientrare brevemente ai box. Una volta verificati i parametri, la vettura è tornata sul tracciato per iniziare la sessione di riprese commerciali in modalità camera car, procedendo a velocità ridotta alle spalle del veicolo di supporto.
Una volta esauriti gli obblighi promozionali con i partner commerciali, Leclerc ha potuto incrementare il ritmo per saggiare le reali risposte della monoposto, girando a pista libera e con pneumatici a mescola media. La presenza della Rossa ha interrotto la routine del cantiere: gli operai dell’impianto, impegnati a ultimare le strutture e le tribune a pieno ritmo, sono stati i primissimi spettatori del passaggio di una Formula 1 a Madrid. Nel pomeriggio, il piano di lavoro coordinato dal muretto di Maranello è proseguito secondo i piani prestabiliti con il passaggio di testimone tra i due piloti: Lewis Hamilton ha preso il controllo dell’abitacolo della SF-26, completando i chilometri rimanenti del programma prestabilito.
Il quadro regolamentare e l’indipendenza del test
L’operazione si è svolta all’interno della rigida cornice normativa che disciplina i filming day, i quali prevedono un limite massimo invalicabile di 200 chilometri complessivi da suddividere tra i piloti, utilizzando pneumatici specifici forniti dalla Pirelli per questo genere di esibizioni. Trattandosi di una sessione organizzata in regime privato dal team, né la Federazione Internazionale dell’Automobile, né la Federazione automobilistica spagnola (RFEDA) hanno avuto un ruolo attivo o di controllo nell’evento. Le istituzioni sportive non hanno alcuna competenza su questa tipologia di prove promozionali e, di conseguenza, non riceveranno né raccoglieranno alcun feedback tecnico o telemetrico da parte della scuderia o dei piloti.
L’evento ha consentito parallelamente ai promotori locali di testare la logistica dell’infrastruttura, verificando i flussi di servizio e risolvendo le eventuali criticità dell’ultimo minuto prima dell’apertura ufficiale delle porte al pubblico per il weekend di gara programmato dall’11 al 13 settembre. Inizialmente erano circolate voci insistenti secondo cui la dirigenza del circuito madrileno avesse invitato formalmente la Ferrari coprendo interamente i costi vivi della trasferta pur di ottenere un ritorno d’immagine immediato; nulla di più falso, perché previa verifica, possiamo ufficialmente smentire questa ricostruzione, confermando che l’investimento e la pianificazione logistica sono stati interamente sostenuti dal team italiano.
L’aggressività di Vasseur e la sfida alla Mercedes
La scelta di investire una delle poche giornate di test disponibili su una pista nuova riflette il cambio di mentalità impresso da Frederic Vasseur. Arrivare all’appuntamento di metà settembre con una base di dati reali estratti direttamente dall’asfalto garantisce alla Ferrari un vantaggio notevole rispetto ai rivali, costretti ad affidarsi esclusivamente alle simulazioni virtuali nelle varie fabbriche.
Sebbene il fondo stradale si sia presentato estremamente sporco e privo di gommatura, specialmente nella corsia della pit-lane, gli ingegneri di Maranello hanno potuto verificare le risposte delle sospensioni sulle sconnessioni del manto stradale cittadino e mappare l’efficienza aerodinamica nei tratti guidati del circuito. Questo approccio aggressivo si inserisce in un momento di forte fiducia, propiziato dai successi di Hamilton e Leclerc su tracciati probanti come quelli di Barcellona e Silverstone.
La Ferrari ha dimostrato di poter sfidare la Mercedes in ogni condizione di pista e di temperatura, confermando la bontà dello sviluppo della SF-26, ma sarà fondamentale quanto avverrà nell’appuntamento di Monza dopo la pausa estiva (e dopo Zandvoort), dove è previsto il debutto del nuovo aggiornamento della power unit, incentrato sull’incremento della potenza termica e della parte ibrida, elemento chiave per sferrare un vero e proprio attacco al campionato.
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