F1 GP Belgio | Antonelli sfida la sfortuna e la fragilità della Mercedes
"Sia io che George abbiamo avuto diversi problemi, ma questo è il motorsport. Un voto? Mi darei 8,5", ha detto Kimi

Il periodo di Kimi Antonelli è certamente sfortunato. Il giovane talento italiano della Mercedes, pur mantenendo saldamente la leadership del mondiale, non assapora la gioia della vittoria dal Gran Premio di Monaco. Un digiuno pesante, acuito da due pesanti battute d’arresto (un ritiro effettivo e un piazzamento fuori dai punti che nei fatti equivale a uno zero, come avvenuto a Silverstone) e da una prima fase del Gran Premio d’Austria gestita tutt’altro che nel migliore dei modi.
In generale, al pilota bolognese mancano all’appello tra i 36 e i 43 punti complessivi. Pesano come macigni i due zeri rimediati a Barcellona e in Gran Bretagna, due appuntamenti in cui Antonelli occupava stabilmente la seconda posizione. Se in Catalogna la rimonta sulla Ferrari squadra Lewis Hamilton appariva ormai fuori portata, due settimane fa sul circuito di Silverstone l’italiano aveva tutte le carte in regola per agganciare, superare e battere la SF-26 di Charles Leclerc, in quel momento leader del Gran Premio.
La fragilità della W17 e il divario ridotto nel mondiale
La Mercedes W17 si sta rivelando una monoposto straordinariamente veloce ma altrettanto fragile. I problemi non riguardano esclusivamente la power unit di Brixworth, che continua a fare le bizze fin dall’esordio stagionale su entrambe le vetture, ma si estendono anche al comparto puramente meccanico. Il cedimento del wheel shield a Silverstone, causato dalle vibrazioni generate da un passaggio troppo aggressivo su un cordolo, rappresenta il secondo ko tecnico pesante nel giro di sole tre gare per la vettura del bolognese.
Il wheel shield della Mercedes – Disegno Zander Arcari
Questa catena di inconvenienti ha inevitabilmente rimescolato le carte in ottica iridata. Il rassicurante vantaggio che Antonelli vantava in classifica si è drasticamente ridotto: George Russell si è rifatto sotto a sole 25 lunghezze di distanza, mentre Lewis Hamilton insegue ora a 32 punti. Nonostante la pressione dei due piloti britannici, il bolognese è consapevole del suo eccellente stato di forma. Il ritmo strepitoso messo in mostra in Inghilterra ne è la prova lampante, e la trasferta di Spa-Francorchamps rappresenta l’occasione ideale per riprendersi quanto gli è stato sottratto dagli eventi.
Il bilancio di metà stagione: l’autovalutazione di Kimi
Nonostante la giovanissima età, Antonelli dimostra una maturità fuori dal comune nell’analizzare le proprie prestazioni, senza cercare facili alibi dietro i problemi di affidabilità della scuderia di Brackley. Nel tracciare un bilancio di questa prima metà di campionato, il leader del mondiale non fa sconti a se stesso.
“Se dovessi darmi un voto per questa prima parte di stagione, non mi darei un 10. Penso ad esempio all’errore commesso nelle FP3 in Australia, dove ho rischiato seriamente di compromettere la partecipazione alle qualifiche. In Giappone è arrivata una bellissima vittoria, ma la mia partenza è stata davvero pessima. Più di recente, ho commesso un errore nella Sprint Race a Miami e non ho brillato nelle sessioni di qualifica di Barcellona e dell’Austria. Alla luce di queste sbavature, mi darei un 8,5”.
La gestione della rivalità interna con Russell e il confronto diretto con la solidità della Ferrari rimangono i temi caldi nel box Mercedes: “Russell ha avuto senza dubbio diversi episodi sfortunati in pista, ma lo stesso vale per me. Questo è il motorsport e abbiamo visto tutti con quanta rapidità possano cambiare le gerarchie in classifica. L’affidabilità non è stata certamente il nostro punto di forza quest’anno, a differenza di quanto mostrato dalla Ferrari, ma in fabbrica stanno lavorando duramente affinché non si verifichino più questi problemi. Di sicuro, sia io che George abbiamo perso punti pesantissimi in diverse occasioni”.
Le aspettative per Spa e la lezione di Roger Federer
La leggendaria pista delle Ardenne rappresenta il teatro perfetto per testare la reattività della Mercedes. Il layout del circuito belga dovrebbe esaltare le doti velocistiche della W17, ma la concorrenza si preannuncia agguerrita, a partire da una Ferrari rigenerata dagli ultimi successi. Antonelli mantiene alta la guardia sui diretti rivali: “A Silverstone eravamo estremamente competitivi e costantemente in alto in tutte le sessioni di prove, e questo è un ottimo segnale. Il mio compito è dare il massimo in tutti gli aspetti che posso controllare direttamente, fornendo le migliori prestazioni possibili in pista”.
“Il resto non dipende da me. Ho subìto diversi episodi sfortunati ed eventi esterni che non potevo gestire in alcun modo, ma fa parte del gioco. Il team sta facendo di tutto per evitare che accada di nuovo. Per Spa ci aspettiamo di essere molto veloci, anche se la Ferrari è stata una vera sorpresa in Gran Bretagna e in qualifica sembra avere sempre qualcosa in più del previsto. Dovremo prestare massima attenzione anche a Red Bull e McLaren, ma preferisco rimanere concentrato esclusivamente su me stesso”.
Ad aiutare il giovane bolognese nella gestione delle enormi pressioni mediatiche e sportive della Formula 1 è arrivato anche un incontro speciale durante il torneo di Wimbledon. Un colloquio esclusivo con una leggenda dello sport mondiale che ha lasciato un segno profondo nella mente dell’italiano.
“La chiacchierata con Roger Federer a Wimbledon è stata grandiosa. Negli ultimi due o tre anni mi sono appassionato moltissimo al tennis, anche grazie alla conoscenza personale con Jannik Sinner. Parlare con Federer è stato fantastico: abbiamo discusso della sua carriera, della vita in generale e delle mie gare. È una persona incredibilmente umile e aperta, è stato stupendo poter scambiare opinioni con lui. Mi ha dato un consiglio prezioso che cercherò di applicare subito: pensare a una gara alla volta e imparare a gestire al meglio le emozioni”.
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