Formula 1 | Red Bull in Cina cercando conferme sul progetto RB22 e sulla power unit

Verstappen: "A Melbourne alto degrado gomme, ce lo aspettiamo anche a Shanghai"

Formula 1 | Red Bull in Cina cercando conferme sul progetto RB22 e sulla power unit

Il mondiale di Formula 1 2026 si sposta in Cina per il secondo appuntamento della stagione, portando con sé un carico di interrogativi tecnici che il debutto australiano ha solo parzialmente iniziato a sciogliere. Per la Red Bull, la trasferta di Shanghai rappresenta uno spartiacque importante per comprendere il reale valore della RB22 e della nuova power unit sviluppata in collaborazione con Ford, la quale è già esplosa sulla vettura di Hadjar nei primi giri di gara in Australia. Se da un lato la scuderia di Milton Keynes ha mostrato una capacità di reazione eccellente, dall’altro le fragilità emerse a Melbourne e le perplessità dei piloti sul nuovo quadro normativo pongono il team davanti a una sfida complessa.

Il weekend cinese sarà inoltre il primo banco di prova per il formato Sprint sotto l’egida delle regole 2026. Con una sola ora di prove libere a disposizione, la capacità di azzeccare il setup di base e di gestire i complessi sistemi di recupero energetico sarà determinante. In un tracciato caratterizzato da curve infinite come la “Snail Curve” iniziale e dal rettilineo più lungo del campionato, la gestione della batteria e dell’aerodinamica attiva diventerà il perno attorno a cui ruoterà l’intero esito del fine settimana.

Il rebus di Melbourne: la rimonta di Verstappen e il crollo di Hadjar

Il fine settimana inaugurale in Australia è stato un po’ un paradosso per la Red Bull. Da una parte, Max Verstappen è stato autore di una prova di forza, risalendo dalla ventesima alla sesta piazza dopo un sabato disastroso, segnato da un incidente in Q1. Dall’altra, la gioia per il debutto del giovane talento Isack Hadjar, capace di issarsi fino alla terza posizione in griglia, è stata spenta in appena undici giri dal fumo bianco uscito dalla sua unità motrice.

Sulla complessità del weekend australiano e sulle aspettative per la Cina, il quattro volte campione del mondo  ha espresso un’analisi molto articolata: “Tornare a competere è stato stimolante e la nostra rimonta durante l’ultima gara ha mostrato segnali promettenti. Il gruppo di lavoro ha profuso un impegno incredibile per portarci al livello attuale, tuttavia siamo consapevoli che la strada è ancora lunga e che ci sono molti insegnamenti da trarre da quanto accaduto in Australia”.

“A Melbourne siamo rimasti sorpresi dall’eccessivo degrado delle gomme, un fattore che potrebbe ripresentarsi in modo simile anche qui a Shanghai, dunque il modo in cui utilizzeremo gli pneumatici sarà un elemento prioritario da analizzare. Il nostro obiettivo è proseguire nell’archiviazione dei dati per evolvere la monoposto; il processo di apprendimento è ancora nel vivo e vogliamo presentarci a questo appuntamento con una maggiore competitività. Chiaramente, trattandosi di un fine settimana con il formato Sprint, il tempo per affinare il setup sarà ridotto all’osso, perciò risulterà fondamentale trovare subito la giusta direzione. Il tracciato cinese è unico nel suo genere, caratterizzato da un disegno tecnico e sfidante che alterna diverse tipologie di curve offrendo al contempo diverse possibilità di attacco”.

La polemica sui sorpassi e la natura delle gare 2026

Al di là del risultato, Verstappen ha sollevato un velo di criticità sulla qualità dei duelli in pista con le attuali regole. Il fenomeno del “clipping”, ovvero il taglio della potenza elettrica a fine rettilineo quando la batteria è scarica, ha creato delta di velocità così ampi da rendere alcuni sorpassi quasi artificiali. Verstappen non ha nascosto che, nonostante la soddisfazione della rimonta, il feeling alla guida non sia stato quello di un combattimento ad armi pari tra piloti.

Riguardo alle dinamiche vissute nell’abitacolo a Melbourne, ha aggiunto: “Le fasi iniziali sono state estremamente caotiche e la priorità assoluta era evitare contatti. Ho riscontrato immediatamente delle difficoltà al via legate al comparto batterie: appena ho staccato la frizione, la potenza è venuta a mancare e questo è un punto su cui dobbiamo fare chiarezza. In seguito la risalita è stata piuttosto fluida, abbiamo messo a segno dei sorpassi interessanti e abbiamo iniziato a comprendere meglio il nostro potenziale operativo”.

“Recuperare posizioni partendo dal fondo è stato indubbiamente divertente, ma bisogna essere onesti: gran parte delle vetture che avevamo davanti accusavano distacchi di due secondi al giro, quindi più che una gara sembrava una sessione di pulizia della pista. Può suonare strano, ma non li ho percepiti come duelli reali o combattimenti equilibrati. Ho cercato di mantenere una guida pulita per impostare il mio ritmo una volta superato il traffico del centro gruppo. La nostra corsa si è poi stabilizzata, ma purtroppo il degrado è stato superiore alle attese; il comportamento delle gomme ci ha spiazzato, specialmente per il forte graining sulla mescola dura che ha condizionato i nostri stint, impedendoci di lottare per i piani alti della classifica”.

“È un aspetto che va analizzato in profondità. Nel finale ho tentato il tutto per tutto per guadagnare ancora una piazza, ma le coperture hanno ceduto proprio sul più bello. Nonostante tutto, la squadra ha svolto un lavoro lodevole: recuperare fino alla sesta piazza partendo ventesimi è un risultato discreto e continueremo a lavorare compatti per colmare il divario che ci separa dalla vetta.”

La sfida dell’affidabilità: il debutto amaro di Hadjar

Se Verstappen ha dovuto lottare contro il traffico e le gomme, Isack Hadjar ha dovuto fare i conti con la fragilità della nuova era tecnica. Il francese, dopo una qualifica magistrale, ha visto svanire i sogni di gloria per un guasto alla Power Unit Ford che ha evidenziato come il cammino verso l’affidabilità sia ancora tortuoso. Nonostante lo zero in classifica, il morale del rookie rimane alto in vista del weekend di Shanghai.

Riflettendo sul suo esordio e sul prossimo impegno in Cina, Isack Hadjar ha dichiarato: “Vivere l’esordio con questa squadra a Melbourne ha rappresentato un traguardo emozionante e la giornata di sabato sembrava aver gettato le basi ideali. Purtroppo, l’epilogo del fine settimana non ha rispecchiato le nostre aspettative, ma questo ci dà una motivazione extra per tornare più competitivi qui a Shanghai. Il mio scopo è spremere ogni grammo di potenziale dalla vettura durante tutto l’evento per continuare a misurarmi con i piloti di riferimento della categoria. Il formato Sprint mette in palio ancora più opportunità per mettersi in luce e l’obiettivo è proprio quello di massimizzare questo scenario. Quella di domenica è stata una giornata carica di amarezza. Ero convinto di avere il passo necessario per lottare stabilmente per il podio, quindi concludere così è un vero peccato”.

Il circuito di Shanghai, con le sue frenate violente e i tratti ad alta percorrenza, rappresenta il test supremo per i sistemi di aerodinamica attiva. Qui, la capacità della RB22 di passare dalla configurazione ad alto carico a quella a bassa resistenza sarà vitale per non soffrire nei rettilinei infiniti. Verstappen ha già espresso in passato aspre critiche verso questo “simulatore su asfalto”, lamentando come il regolamento 2026 costringa i piloti a gestire una macchina che sembra avere una volontà propria, con il motore che “abbaia” in rilascio per caricare le batterie e l’ala posteriore che si muove costantemente.

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