Dennis: “Hamilton in McLaren non poteva mostrarsi per quello che è”

Da tanti è stato insignito del titolo di Bad Boy della Formula 1 fin dall' anno del suo debutto

Dennis: “Hamilton in McLaren non poteva mostrarsi per quello che è”

Da quando Lewis Hamilton è passato alla Mercedes ha cominciato a mostrarsi per come è veramente. Famoso anche a chi non è appassionato di Formula 1 per il suo stile di vita fuori dal comune, che lo fa somigliare molto a James Hunt, Hamilton è un vero caparbio in pista. I soldi e il successo non c’entrano. Chi ricorda l’attuale Campione del Mondo come il pilota serio, dedito a lavoro e famiglia dei tempi della McLaren si è fatto un’idea sbagliata di lui.

Da tanti è stato insignito del titolo di Bad Boy della Formula 1 fin dall’anno del suo debutto nella massima categoria, il 2007, quando proprio con la McLaren l’inglese ingaggiò un feroce duello col compagno di squadra, Fernando Alonso, con tutte le ben note polemiche. Proprio nel periodo trascorso a Woking la persona che è stata più vicina a Hamilton è stato sicuramente Ron Dennis, per certi versi una specie di secondo padre per il pilota di origini caraibiche.

Un legame che si è formato quando, Hamilton che aveva appena 12 anni, chiese un autografo a Ron Dennis: “Guardo Lewis sempre con un misto di emozioni. È stata un’esperienza interessante per tutti anche se alle volte è mancata un po’ di armonia. Non ho mai approvato tutto quello che faceva o diceva – ha commentato il manager del Gruppo McLaren – I sacrifici fanno parte dei Campioni e se vuoi davvero qualcosa, capita che tu debba rinunciare a una parte della tua vita per ottenerla”.

Non troppi mesi fa lo aveva confermato anche Pedro de la Rosa. Il vero Lewis Hamilton è quello, sempre un po’ sopra le righe, che abbiamo potuto conoscere dal suo approdo in Mercedes: “Se avesse corso ancora per la McLaren non poteva comportarsi come sta facendo. Non gli sarebbe stato permesso“, ha concluso.

Eleonora Ottonello

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