A 10 anni dalla scomparsa di Michele Alboreto

A 10 anni dalla scomparsa di Michele Alboreto

Quando Michele Alboreto, nel 1985, rischiava di vincere con la Ferrari il Mondiale che sarebbe finito nelle mani di Alain Prost, lo scrivente di questo articolo ciondolava insicuro tra un divano e l’altro di casa.

E’ un peccato essersi perso l’opportunità di vedere un italiano vincere con la Rossa, sebbene solo l’85 sia stato anno prolifico di risultati tanto da avere possibilità di vincere il Mondiale. Ma tant’è, la macchina del tempo ancora non è disponibile.

I primi ricordi ‘live’ dell’ultimo pilota italiano scelto direttamente da Enzo Ferrari sono quelli di fine carriera in Formula 1, all’inizio degli anni 90, tra Footwork, Scuderia Italia e Minardi. Scrivere qualcosa di adeguato e ‘coinvolto’ è, pertanto, questione delicata, perchè si rischia facilmente di cadere dal filo della ragionevolezza.

La fortuna della nostra generazione è, però, quella di avere a disposizione una libreria universale chiamata Internet, grazie alla quale è molto più facile reperire documenti, immagini e video rispetto a qualche lustro fa.

La 24 ore di Le Mans è diventata, dopo la carriera in F1, un ‘must’ per Michele. Ci corre dal 1996 al 2000, cogliendo una vittoria (1997), un terzo ed un quarto posto.

Alboreto ha 45 anni quando, nel 2001, rimane vittima di un incidente durante una sessione di test privati al Lausitzring (Germania) con l’Audi R8, vettura destinata a correre proprio la prossima 24 ore di Le Mans. (Il Lausitzring, tra l’altro, è un circuito tristemente famoso per il grave incidente nel quale Alex Zanardi, pochi mesi dopo la scomparsa di Michele, perde entrambi gli arti inferiori.)

Sono passati 10 anni da quel giorno, il 25 aprile 2001, e ci sembra giusto ricordare questo ragazzo che, in ogni intervista e apparizione, mostrava tutta la sua pacatezza, il suo rispetto per gli altri, il suo comportamento da Gentleman. Spirito che, ultimamente, si è forse un po’ perso per un modo di vivere la F1 completamente diverso rispetto a quello di 25 anni fa.

Michele fa parte dei tanti piloti che il sogno Mondiale l’hanno visto da vicino, senza purtroppo coglierlo. Sarebbe potuto diventare il primo Italiano a diventare Campione dopo Ascari, e sempre al volante della Ferrari.

Purtroppo gli avvenimenti sono stati poi quelli che conosciamo, ma è sufficiente navigare per capire l’affetto che gli appassionati hanno provato e provano ancora per questo milanese che, anche senza diventare Iridato, rimane e rimarrà sempre nei ricordi dei Ferraristi e del motorsport.

Lasciamo a voi la possibilità di evocare ricordi, aneddoti ed emozioni.

Alessandro Secchi
F1Grandprix.it

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