Webber: “Le Pirelli sono gomme create per lo show”

Per l'ex F1 le Michelin in uso nell'Endurance hanno un altro valore

Webber: “Le Pirelli sono gomme create per lo show”

A margine della 6 Ore di Austin che l’ha visto protagonista lo scorso weekend al volante della Porsche LMP1 Mark Webber parlando al sito motorsport.com non ha mancato di lanciare qualche bordata ad indirizzo della sua ex casa, la F1, e nello specifico delle gomme Pirelli.

“Se confrontate con le Michelin non c’è paragone – ha dichiarato l’australiano convertito all’Endurance – I pneumatici francesi sono davvero da competizione e tutti i piloti li apprezzano, mentre quelli italiani sono concepiti per lo spettacolo. Questa sensazione mi è stata confermata anche da André Lotterer dopo la sua esperienza con la Caterham in Belgio. Mi ha riferito che l’aderenza era piuttosto scarsa e a differenza dei nostri la durata molto minore”.

Chiara Rainis

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14 commenti
  1. albo94

    23 Settembre 2014 at 20:10

    Commento di un purista tra 3,2,1 …. BOOOM !

  2. stefanoabbadia

    23 Settembre 2014 at 21:05

    Secondo me le Pirelli sono incommentabili…gomme anzi monogomme..dettate allo show secondo criteri vecchi che stanno portando anno dopo anno la f1 a livelli di audience bassissimi..senza concorrenza che possa realmente mostrarne il valore..e personalmente non capisco che grande immagine o vantaggio commerciale ne traggano…boh..

  3. kimi79raikkonen

    23 Settembre 2014 at 21:52

    ecco perchè mi piacciono le mans è bello vedere le gomme che durano 1 ora!

  4. Pietro

    24 Settembre 2014 at 13:01

    Ma….
    La costruzione di un pneumatico di F1 da parte dell’azienda Italiana Pirelli, è dettata da parametri espressamente inerenti alle specifiche regolamentari della FIA.

  5. Federico Barone

    24 Settembre 2014 at 13:06

    In una competizione si dovrebbe competere:

    motoristi
    telaisti
    aerodinamici
    gommisti
    benzinai
    frenisti
    piloti

    😉

    • Pietro

      24 Settembre 2014 at 13:31

      Scusa, ma cosa significa il tuo commento.?

      • Federico Barone

        24 Settembre 2014 at 14:21

        Significa che dovrebbe esserci competizione fra idee, stili, produzioni, costruzioni differenti.

        Ciò che purtroppo avviene in minimissima parte, in questa F1-wrestling, dove tutto è regolamentato nei minimi particolari e dove non c’è più spazio per confronti fra filosofie differenti.

        È un gran peccato.

  6. ecgf1

    24 Settembre 2014 at 13:42

    La guerra di gomme ha avuto sicuramente un certo fascino nella F1 ma non dimentichiamoci che ha portato anche alla famosa debacle proprio della Michelin nel 2005. Evidentemente la FIA, impostando la competizione con un solo fornitore, voleva anche evitare il ripetersi di storie simili, dannose sia a livello economico che d’immagine. C’è anche da dire che la Pirelli lo scorso anno ha avuto lo stesso grossi problemi pur avendo fatto tutto da sola, tanto che a un certo punto è dovuta tornare alle gomme dell’anno prima…

    • Federico Barone

      24 Settembre 2014 at 20:57

      Non sono d’accordo, ma so di essere in minoranza (ormai il lavaggio di cervello in nome della sicurezza ha cambiato il modo di ragionare). Se fra 2 costruttori che competono fra loro per portare in gara gomme sempre più performanti e resistenti uno esagera e commette un errore, beh… il danno d’immagine dovrebbe essere suo e non della formula 1.

      Io credo – e lo pensa pure la Michelin, da sempre – che sia stato un errore eliminare la competizione fra i fornitori di gomme in F1.

      Inoltre, riallacciandomi al mio post precedente, occorre aumentare le variabili, non diminuirle, se si vuole offrire uno spettacolo sportivo. Il livellamento esiste comunque, ma se tutto è standardizzato, in nome di (finto) risparmio economico ed (esagerata) sicurezza, allora succede ciò che è successo: ricorso a KERS (di per sè non il demonio, se di libero utilizzo e sviluppo) e DRS (questo si che è una porcata) per ovviare “artificialmente” alla mancanza di sorpassi; sapendo comunque che non è il sorpasso in sè, la cosa buona e che piace al pubblico, ma la lotta dal primo all’ultimo giro, la suspence, dovuta ad ottimi piloti su ottime vetture, non a pulsanti e regolazioni via etere…

      • ecgf1

        25 Settembre 2014 at 09:07

        Il punto è proprio quello e cioè che nel 2005 il danno d’immagine fu della F1 nel suo complesso e non solo della Michelin. Io ho solo scritto che, secondo me si è voluto evitare il ripetersi di qualcosa del genere, non ho scritto che sono favorevole a un solo fornitore, anzi tutt’altro. Infatti ho anche ricordato i problemi della Pirelli avuti per di più in assenza di competizione fra fornitori di gomme. Ecco lo scopo forse è stato raggiunto perché l’anno scorso il danno d’immagine è stato tutto della Pirelli, e questo mi è anche spiaciuto per loro. Di una cosa sono sicuro comunque: seguo la F1 dalla seconda metà degli anni ’80 (era molto diversa da quella attuale e per certi versi migliore, te lo ricorderai sicuramente anche tu, se la seguivi) e sono sicuro di non aver subito nessun lavaggio del cervello (tanto meno in nome della sicurezza). Per il resto sono d’accordo con quello che hai scritto. Saluti.

      • Federico Barone

        25 Settembre 2014 at 11:14

        Non mi riferivo a te, con la storia del lavaggio del cervello, sono anche d’accordo con te.

        Mi spiace che nel 2005 ad Indianapolis vi fu questo danno d’immagine. La responsabilità fu – secondo me – chiaramente della Michelin, ma purtroppo la questione fu gestita male ed il danno ricadde (secondo me ingiustamente) sulla F1.

        Quando Ferrari o Renault, o Alfa Romeo, o Honda ecc… portavano un tempo dei motori “tirati” e questi non finivano la gara esplodendo, il danno era loro, non della F1. Ad Indianapolis il problema fu che solo 6 vetture non calzavano Michelin, che aveva esagerato nella ricerca oppure commesso errori. Ma agli americani non interessava chi fosse il colpevole, bensì il numero di vetture. E Michelin fu brava ad accusare la FIA, che poteva forse accettare la proposta della chicane provvisoria, ma sarebbe andata contro i propri regolamenti ed incontro a proteste della Ferrari, che pure fu messa sotto accusa, pur non avendo sbagliato nulla.

        È solo questo, il mio punto di disaccordo.

  7. Auto_Union

    24 Settembre 2014 at 18:56

    Occorre avere più di un fornitore di gomme in F1, come ai tempi di Michelin e Bridgestone. La concorrenza aumenta la ricerca e lo sviluppo per fare sempre meglio e superare la concorrenza, come accade per i motori tra Mercedes, Ferrari e Renault. Adesso invece la Pirelli si adagia proprio sul fatto di essere l’unico ed esclusivo fornitore.
    Sarebbe opportuno far entrare Michelin e/o Hankook

  8. Iceman Red Bull

    25 Settembre 2014 at 01:56

    in F1 ora come ora solo gomme da spettacolo possono esserci, immaginate una gara senza pit stop o con 1 al massimo in F1…
    a le Mans la gara dura 24h è anche comprensibile che durino molto di più

  9. Raphael

    25 Settembre 2014 at 22:12

    Ripeto, piano piano la verità sta venendo a galla…..

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