F1 GP USA | Verstappen beffato da Antonelli: “Non era quello che mi aspettavo”
"Non posso essere contento del Q3, ma mi prendo la seconda posizione", ha dichiarato Max

Max Verstappen partirà dalla prima fila nel Gran Premio degli Stati Uniti. A Austin il quattro volte campione del mondo è stato beffato da un giro incredibile di Kimi Antonelli, alla settima pole position stagionale. L’olandese sembrava il candidato numero uno per scattare davanti a tutti domani, ma il tempo del bolognese ha sorpreso anche la Mercedes e Toto Wolff, perché nessuno si aspettava un giro del genere.
Conoscendo Max, difficilmente lascerà sfuggire l’opportunità di conquistare la terza vittoria della stagione dopo i successi di Sepang e Singapore. Accanto a lui in prima fila ci sarà Antonelli, un ragazzo che, secondo le parole dello stesso Verstappen a Singapore, è già “miglia avanti” in campionato e che ha ormai superato la fase in cui doveva dimostrare di meritare il suo posto in Formula 1.
Q1 e Q2 sotto controllo, poi il bilanciamento sparisce
Fino alla Q2 Verstappen era stato il riferimento del weekend, con la RB22 aggiornata che gli permetteva di lottare davanti dopo il passo avanti compiuto da Baku in poi. In Q3 la situazione è cambiata, e l’olandese ha spiegato che il problema riguardava il bilanciamento su entrambi i treni di gomme: “Il Q3 non è andato bene. Q1 e Q2 erano stati buoni, ma poi per qualche motivo su entrambi i set non ho avuto un buon bilanciamento. Senza commettere veri errori, semplicemente non c’era aderenza e la macchina ha iniziato a scivolare molto”.
Un comportamento che contrasta con le sensazioni dei weekend precedenti, quando la vettura gli era sembrata più guidabile e prevedibile. Verstappen aveva infatti indicato proprio nella maggiore stabilità il motivo della crescita della Red Bull, ma ad Austin la finestra di funzionamento si è chiusa nel momento più importante della qualifica.
L’ultimo giro: vento e avvallamenti
Nell’ultimo tentativo il pilota della Red Bull ha cercato di recuperare con un approccio più aggressivo, ma le condizioni non lo hanno aiutato. Il vento a favore in alcuni punti del tracciato ha cambiato il comportamento della macchina, e un dosso preso nel modo sbagliato ha compromesso il giro: “Nell’ultimo giro si vedeva che non stava andando bene, anche per via del vento a favore in alcuni punti. Ho cercato di spingere un po’ di più, ho preso un avvallamento nel modo sbagliato e la macchina è saltata come un canguro, ritrovandomi con una sbandata enorme. A quel punto sai che il giro è andato”.
L’episodio conferma quanto Verstappen aveva anticipato giovedì parlando delle sconnessioni del COTA, che nei suoi ricordi dal WEC erano incredibilmente marcate, tanto da scherzare sulla necessità di una “colonna vertebrale nuova” dopo il weekend. Anche Antonelli ha parlato di una Q3 difficile per le raffiche di vento, imprevedibili e frequenti, ma è stato lui a gestirle meglio.
Una seconda posizione da accettare
Il giudizio dell’olandese sulla sessione resta severo, ma realistico: “A essere onesti non sono molto contento del Q3, non è quello che volevo né quello che mi aspettavo, ma se è comunque una P2, me la prendo”.
La prima fila, in un tracciato dove la salita verso la curva 1 offre spesso opportunità di sorpasso, mantiene aperte tutte le possibilità. Il COTA misura 5.513 metri e ha 20 curve, con un dislivello superiore ai 40 metri e un primo settore ad alta velocità. La partenza, uno dei punti in cui Verstappen ha avuto più problemi nelle ultime gare, a Sepang e a Singapore, sarà decisiva. A Marina Bay l’olandese aveva spiegato che qualcosa non aveva funzionato nello spunto e che avrebbe dovuto analizzare il comportamento del motore prima del rilascio della frizione, un tema da chiarire con il team in vista di domenica.
La gara di Austin e la posta in gioco
Il Gran Premio scatta alle 15 locali, le 21 in Italia con il cambio dell’ora, sulla distanza di 56 giri e 308,405 chilometri. Con le temperature elevate del Texas e le irregolarità del fondo, la gestione delle gomme avrà un peso importante, e la Red Bull ha mostrato di sapersi adattare, controllando il degrado e costruendo un margine per evitare gli undercut.
Per Verstappen la gara non ha implicazioni di campionato, come lui stesso ha dichiarato a Singapore, dove ha spiegato di voler solo divertirsi fino alla fine della stagione e di non preoccuparsi di finire secondo, terzo o quarto. Per Antonelli, invece, può valere un passo molto importante verso il titolo, con il primo match point a Austin e il Messico subito dopo.
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