Restaurazioni in casa Ferrari: la prossima vittima sarà Pat Fry?

La Ferrari sta cercando di rafforzare il compartimento motori di Maranello

Restaurazioni in casa Ferrari: la prossima vittima sarà Pat Fry?

Prima della tradizionale chiusura estiva di due settimane, la Ferrari è stata scossa dall’ennesimo terremoto. Dopo l’annuncio dell’addio di Stefano Domenicali, giunto a marzo, il Cavallino Rampante ha ufficializzato l’uscita di Luca Marmorini capo dei motoristi della Rossa, che ha lasciato il suo posto al vice, Mattia Binotto. La Ferrari sta cercando di rafforzare il compartimento motori di Maranello proprio per incrementare le competenze nel settore dell’ibrido, uno dei punti deboli della F14T.

Uno dei prossimi che potrebbe vedersi obbligato a lasciare, a stagione in corso, la Ferrari è un nome pesante, quello di Pat Fry, l’attuale Direttore dell’Ingegneria. Già in settimana è stato protagonista di alcuni rumors che lo volevano allontanato da Maranello, voci che sono state prontamente smentite dagli uffici Ferrari. Tutti i fedelissimi di Stefano Domenicali stanno traballando o già hanno dovuto farsi da parte e il prossimo potrebbe essere Fry, che è arrivato alla Ferrari nel corso della stagione 2010. A darne la conferma è stato Mika Hakkinen, che conosce bene il britannico dopo averci lavorato assieme ai tempi della McLaren. “Far uscire un pilota in Q1 per un errore strategico è una cosa del genere non dovrebbe accadere in una squadra come la Ferrari” – ha sottolineato Hakkinen ricordando i fatti dell’Hungaroring che hanno visto l’eliminazione in qualifica di Raikkonen – Mi chiedevo come un errore del genere possa essere accaduto sotto la responsabilità di Pat Fry, che è una persona che conosco molto bene”, ha concluso pilota finlandese.

Sono passati solo tre mesi dall’arrivo a Maranello di Marco Mattiacci e quella che è stata ribattezzata come la restaurazione dell’organigramma Ferrari pare continuare senza sosta: James Allison sarà una delle figure sulle quali si fonderanno le basi della Rossa del futuro e proprio all’ex Lotus dovranno rispondere sia il responsabile del progetto, Nikolas Tombazis, che quello dell’ufficio motori, il neo incaricato Binotto, come ha riportato La Gazzetta dello Sport. La power unit, invece, continuerà a essere progettata da Lorenzo Sassi che avrà il compito di intervenire sull’unità migliorando il 48% dei componenti del propulsore, come vuole il regolamento di Formula 1, per venire incontro ai team che si trovano a dover recuperare lo svantaggio rispetto alla Mercedes in chiave 2015.

Eleonora Ottonello

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