Newey: “La morte di Wheldon è uno shock per il mondo dei motori”

Newey: “La morte di Wheldon è uno shock per il mondo dei motori”

Adrian Newey afferma che la morte di Dan Wheldon è uno shock per il mondo dei motori, ricordando a tutti che si ha sempre bisogno di imparare da questi episodi tristi.

Anche se la F1 non ha morti da quando Ayrton Senna morì nella Williams disegnata da Newey nel 1994, il progettista della Red Bull crede che non si debba mai smettere di imparare da questi eventi.

“Nel mio caso, aver progettato una macchina dove poi un tuo pilota ha perso la vita, credo che ci sarebbe stato qualcosa di sbagliato, se non mi fossi chiesto che cosa stessi facendo”.

“Nei quattro anni in cui ho lavorato nelle IndyCars, sono stato fortunato abbastanza a non avere tragici incidenti, e nessuno si è mai ferito seriamente. Fondamentalmente, però, si corre su un ovale con muri di cemento e moltissime macchine che girano ad altissima velocità e può essere fonte di grossi incidenti, specie con macchine come queste”.

“E’ un momento sempre terribile quando qualcuno muore in queste circostanze, non importa in quale categoria. E’ uno shock per lo sport e bisogna sempre imparare. Siamo sempre coscienti che il rischio esiste, ma un conto è esserne coscienti, l’altro è quando le cose capitano per davvero”.

Alessandra Leoni

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19 commenti
  1. lapo

    21 Ottobre 2011 at 13:14

    …ti ricorda qualcosa caro Adrian!?!?!

    • frederick

      21 Ottobre 2011 at 15:08

      Tu non sei normale.

      • lapo

        21 Ottobre 2011 at 16:07

        ok.

      • frederick

        21 Ottobre 2011 at 16:21

        Ok.

  2. Walter176

    21 Ottobre 2011 at 13:33

    Penso che gli ritorni in mente una delle sue soluzioni più “geniali”……

  3. Clary

    21 Ottobre 2011 at 14:24

    il 1994 fu un anno in cui si rischiarono molti morti in F1 per via di un cambio di regolamento all’ultimo minuto.. non vedo perchè insistere sulla morte di Senna causata da una saldatura fatta un pò a … di cane da un meccanico.. e quel meccanico non è certo Newey

    • iorek

      21 Ottobre 2011 at 18:43

      lui aveva un ruolo di responsabilita’

    • Andrea Gardenal

      21 Ottobre 2011 at 19:49

      Verissimo, si ricordano le morti di Ayrton e Roland, ma non dimentichiamoci che Wendlinger fece molti giorni di coma, non dimentichiamoci l’incidente di Alesi al Mugello, il volo di Lehto a Silverstone… Tutti incidenti che potevano avere un esito tragico. Paradossalmente quello di Ayrton è stato il più stupido, perchè non è morto per una fragilita della scocca della Williams (come era capitato invece a Ratzenberger con la Simtek), ma per un’assurda fatalità, che chiunque poteva subire in qualunque incidente. La modifica al piantone non fu eseguita da Newey, le sue responsabilità sono minori di quello che spesso si vuol far credere.

  4. Walter176

    21 Ottobre 2011 at 14:32

    Non l’ha fatta Newey la saldatura ma la macchina con abitacolo angusto e le modifiche successive (piantone) sono farina del suo sacco

    • Arturo

      21 Ottobre 2011 at 14:40

      Patrick Head.

    • Clary

      21 Ottobre 2011 at 16:34

      Newey > Aereodinamico

      emm.. sai che vuol dire?

    • matteo

      21 Ottobre 2011 at 17:10

      inoltre mi sono sempre chiesto se Senna fosse del tutto all’oscuro della modifica al piantone. La sua meticolosità mi fa pensare che non avrebbe mai corso con il piantone saldato, ma sempre per via della sua grande precisione trovo strano che non sappia della saldatura..
      D’altronde aveva chiesto la modifica e in una notte i meccanici l’hanno eseguita.. possibile che non sospettasse proprio nulla?

      • Arturo

        21 Ottobre 2011 at 18:35

        La responsabilità era/è dell’allora direttore tecnico Patrick Head. Non è stato lui ad eseguire le modifiche, ma suo era il dovere di sorvegliare e verificare le modifiche (mal progettate e mal eseguite). Il reato, poi, come nella migliore tradizione, si è prescritto. Di certo tutti i membri del team, compreso Senna, sapevano delle modifiche, ma Senna faceva il pilota. Nessuno ha pagato per quel fatto, non il team, non la Fia, non la pista. Sono andati avanti con la promessa, poi mantenuta a metà, di migliorare la sicurezza.

      • matteo

        21 Ottobre 2011 at 21:42

        no no io non parlo di responsabilità che sono da attribuire a Head, a tutta la squadra e alla pista, ma di conoscenza della “toppa” messa sulla williams

      • lukin

        22 Ottobre 2011 at 10:27

        Senna quella modifica la stava chiedendo dalla prima volta che aveva provato la Williams, ed era molto infastidito dal comportamento dei tecnici che non stavano rispondendo alle sue richieste; forse quando arrivò la modifica lui pensò soltanto: “era ora”, non so se poteva sapere il modo maldestro in cui l’avevano eseguita ma quello che so è che il comportamento negligente di chi gestiva la squadra gli è costato la vita

      • DavideAlex

        22 Ottobre 2011 at 10:31

        Be’, a metà … se dopo un incidente come quello di Webber l’anno scorso a Valencia il pilota esce indenne dall’abitacolo vuol dire che di passi avanti ne hanno fatti eccome in termini di sicurezza!

  5. jumpy

    22 Ottobre 2011 at 18:45

    ma che ooohh

  6. Fabrikk

    24 Ottobre 2011 at 15:33

    Che poi se la vogliamo dire tutta, Senna sarebbe uscito dalla sua monoposto con le sue gambe se non gli fosse arrivato il braccetto della sospensione tra visiera e calotta del casco a trafiggergli la fronte (questione di millimetri).
    Quindi l’incidente avrà anche avuto cause dolose legate ad una modifica male eseguita ma il destino beffardo ci ha messo pesantemente lo zampino.

  7. LucaR

    29 Ottobre 2011 at 16:06

    Vorrei ricordare a tutti i falsi moralisti che danno la colpa a Newey o a Head che:

    1. Se la macchina era rgolarmente a posto, la responsabilità andrebbe attribuita ai responsabili della sicurezza, è ovvo che il progettista di una monoposto arrivi al limite pur di rendere la vettura più veloce; sta ai commissari dcretare dei parametri perché una monoposto soddisfi certi standard di sicurezza.
    Infatti, casi di cedimenti strutturali sono capitati molte altre volte:

    Hakkinen a Spa 1997;
    Coulthard Suzika 1996;
    Raikkonen Germania 2004;
    Schumacher 1999;

    ecc…

    In questi casi la differenza fu che le monoposto e le piste erano più sicure, questa è la vera causa della morte di Ayrton!

    2. Come mai l’anno sucessivo il tamburello fu modificato e fu introdotta una via di fuga ritenuta in precedenza impossibile dai commissari e gli organizzatori del circuito???

    Bergher e lo stesso Senna chiesero gà nel 1990 di modificare quel tratto di pista, perché non furono ascoltati??

    Troppo facile prendersela con i progettisti.

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