Le Pagelle del Gran Premio del Bahrain

Voti al Weekend di Sakhir

Le Pagelle del Gran Premio del Bahrain

LEWIS HAMILTON 10       

Tre su quattro, 93 punti su 100 quali un singolo pilota potrebbe conquistare al massimo. Che numeri Lewis Hamilton. Altro che insidiose sabbie del deserto. Nel deserto spariscono le polemiche, le tensioni e il nervosismo del post Cina. Il terzo ulteriore weekend dominato dall’inizio alla fine fa impallidire tutti gli avversari, Nico Rosberg in primis. La gara così come la qualifica del pilota inglese è impeccabile. Non una sbavatura, non un dettaglio fuori posto. La strategia Mercedes gli permette di controllare facilmente gli avversari, in particolare le Ferrari, così da avviarsi in tutta tranquillità verso un’altra facile vittoria.

KIMI RAIKKONEN 9

Il ritorno di The Iceman. Settimana scorsa mi chiedevo: dovrò ancora parlare dei soliti primi tre Hamilton Rosberg Vettel. Qualcosa è cambiato. E per fortuna. Almeno qualcuno qui ci tiene un po’ svegli durante la gara. Secondo la politica Ferrari delle strategie, variare è un metodo per cercare di scombussolare le idee al box Mercedes. Allora Kimi, da quarto, allunga il suo primo stint con le soft, per montare le medie in una parte centrale molto lunga, che lo vede soffrire un po’ alla fine, quando a sedici giri dalla fine rientra per montare il suo ultimo treno di gomme morbide. Da lì n poi comincia l’impresa, la rimonta che ci ha fatto trattenere il respiro e rimanere con il cuore in gola fino al penultimo giro. Grande gara del finlandese, e grande secondo posto di onore.

NICO ROSBERG 7.5

Finalmente un Gran Premio corso con i cojones! La prima parte della sua gara è puro spettacolo, ed è lui che ci regala i migliori sorpassi del weekend. Parte malino perdendo subito la posizione su Raikkonen ma ci mette poco a rimediare: subito si riprende il terzo posto con un sorpasso cattivo alla prima curva, e qualche giro dopo infila Vettel alla stessa staccata. Nel primo round di pit perde di nuovo la posizione sul tedesco della Ferrari, e ancora la riconquista attaccandolo proprio mentre Hamilton esce dai box alla curva 1. Per tutto lo stint centrale sta abbastanza negli scarichi dell’inglese, ma al secondo pit, complice tempismo suicida della Mercedes nel far rientrare i piloti, ritorna ancora alle spalle di Vettel. A questo però è il tedesco ad offrirgli il sorpasso su un piatto d’argento, lasciandogli via libera per la P2. Alla fine è costretto a difendersi in extremis da Raikkonen, sul quale non ha la meglio ed è costretto a farsi da parte, limitandosi al terzo gradino del podio.

VALTTERI BOTTAS 8

Un altro finlandese a tenere alto l’onore della propria scuderia. Bottas ci regala, o meglio regala alla Williams una gara sostanziosa. In partenza scatta abbastanza bene, tenendo la posizione, e cominciando a viaggiare in quella che abbiamo battezzato la terra di mezzo tra Mercedes e Ferrari e gli altri. Quel gap che appartiene proprio a vetture come le Williams, Lotus (quando va bene) e Redbull (anche qui quando va bene). Per tutta la prima parte della corsa, il finlandese fa gara a sé, poi dopo il secondo pit, quando incredibilmente si ritrova dietro Vettel, lì comincia il miracolo. Per più di una ventina di giri riesce a tenersi dietro una Ferrari, principalmente grazie alla grande velocità in rettilineo. Alla fine è un quarto osto più che soddisfacente.

SEBASTIAN VETTEL 5

Una qualifica fantastica non può di certo rimediare ad una gara da dimenticare. La piazzola di partenza è la seconda, seconda volta quest’anno (scusate il gioco di parole). Le premesse delle prove libere avevano fatto sperare in un passo gara decisamente migliore, invece Sebastian non riesce a rispondere quasi mai ad i tempi del duo di testa, e molto spesso perde anche dal suo compagno di squadra. Commette ben due errori andando lungo in staccata perdendo del tempo preziosissimo, poi appena uscito dal secondo pit stop la fatale uscita di pista che gli danneggia l’ala anteriore costringendolo ad un un’ulteriore sosta. Dietro a Bottas cerca disperatamente per più e più giri di passarlo ma niente da fare. Troppi errori gratuiti a questo giro. Il quinto posto non è certo un risultato accettabile, specialmente da uno come Arrivabene.

DANIEL RICCIARDO 7+

Bene, bravo, 7+. Più di ciò è difficile dire, dato che veramente a questo giro non è stato inquadrato neanche per i pit stop. Parte settimo e arriva sesto, frutto evidentemente del guasto iniziale di Felipe Massa. Alla fine dà spettacolo a modo suo, sulla linea del traguardo il motore Renault si spegne in una nuvola di fumo. Sesto, in fondo meglio di niente.

ROMAIN GROSJEAN 7,5

In assoluto possiamo dire che questo weekend la Lotus, almeno con una vettura se l’è cavata. Sempre con Grosjean (ogni riferimento a fatti o Pastor Maldonado…) il passo gara si è confermato buono e di conseguenza, sia la qualifica che la gara sono andate molto bene, senza intoppi e potendo essere artefici del proprio risultato finale. Anche la gara del francese è stata abbastanza solitaria, a parte qualche sparuto sorpasso al momento del rientro in pista dalle soste. Il risultato è stato un discreto settimo posto dal decimo che era in qualifica.

SERGIO PEREZ 7,5

Finalmente riesce a vedere quella tanto agognata zona punti per la quale aveva tanto spinto e combattuto in Cina. Qui Sergio fa una gara un po’ meno con il coltello tra i denti, o meglio un po’ meno ruota a ruota, quanto più di costanza e ritmo. Non si ritrova quasi mai in scontro diretto con gli avversari, ma alla fine riesce a spuntarla su molti chiudendo ottavo.

DANIIL KVYAT 6.5

Che parto di weekend. Una sofferenza (anche se c’è chi è stato peggio di lui). In qualifica esce dal gruppo nella prima sessione e si ritrova a partire diciassettesimo. In gara cerca di fare quel che può. In partenza può ben poco su Massa in rimonta che lo passa con grande facilità. La sua gara è una lunga rimonta che lo vede impegnato più di una volta in duelli diretti, anche causati dall’intreccio delle strategie, duelli in cu se la cava più o meno bene. Dopo 57 giri è nono, ma che fatica!

FELIPE MASSA 8

La sfortuna colpisce a caso, e questo weekend ha deciso di colpire (anche) il pilota brasiliano della Williams. Poteva essere una normalissima gara nella top ten a difendere il quinto posto, e invece la vettura bianca Martini rimane ferma sullo schieramento al momento del giro di ricognizione. Tutto da rifare. Partenza dalla pit lane, ma in pochi attimi è già negli scarichi del gruppone e comincia a macinare sorpassi su sorpassi, tanto che dopo dieci giri è già tredicesimo. Con il valzer dei pit stop rimane inchiodato in mezzo ad un duello a tre con Maldonado e Nasr, e non riesce però a guadagnare alcuna posizione. La rimonta gli riesce fino all’ottava posizione, però nel finale deve arrendersi a Perez e Kvyat in quanto comincia a soffrire abbastanza pesantemente il degrado delle gomme e pare avere il fondo stranamente danneggiato. In sintesi: una bella rimonta.

FERNANDO ALONSO 7,5

Come già detto settimana scorsa, i progressi si vedono ad occhio. Qui in Bahrain lo spagnolo riesce a conquistare la Q2, risultato da non sottovalutare, qualificandosi quattordicesimo. In gara tiene un ottimo ritmo, anche se nei duelli corpo a corpo ha la maggior parte delle volte la peggio. Alla fine però la spunta e chiude undicesimo, con un sorriso mentale pensando a tutti quelli alle sue spalle. Chi l’avrebbe mai detto?

FELIPE NASR 5.5

Gara opaca per il secondo brasiliano in pista. Il suo stile di guida è sempre molto spettacolare, sempre pronto al sorpasso, senza mai tirarsi indietro, ma oggi dopo il via, il pilota della Sauber si perde a combattere sempre tra la tredicesima e la decima posizione, senza innestare quella marcia che in altre occasioni gli aveva permesso di aggiudicarsi la zona punti. Speriamo, e siamo abbastanza sicuri che in futuro potrà regalarci del buon spettacolo.

NICO HULKENBERG 5

Da ottavo a tredicesimo non è di certo un risultato che un pilota vorrebbe ottenere. La corsa del pilota tedesco è un diminuendo di prestazioni, mentre il suo compagno di squadra se ne va nella top ten. È spesso protagonista di sorpassi, ma la maggior parte delle volte è proprio lui a prendere le parti del sorpassato. Non trova nemmeno un buon ritmo, e questo lo fa scendere ulteriormente in classifica, ma poteva andare ben peggio se non fosse stata per la sfortuna accorsa ad Ericsson e Maldonado.

MARCUS ERICSSON 6

Anche se al sabato non riesce ad entrare in Q3, la sua prima parte di gara è molto buona, e riesce a conquistare abbastanza facilmente la top ten prima del secondo pit stop. Qui la crew bisticcia con l’anteriore sinistra e lo svedese rimane fermo nella piazzola di sosta per molto più tempo di quanto sarebbe necessario. La gara a questo punto è compromessa, e la Sauber rientra in pista al dodicesimo posto. Nel finale deve cedere il passo a Nasr e Hulkenberg, e chiude quindicesimo, un pessimo risultato, ma non certo da imputare ad errori del pilota.

PASTOR MALDONADO 6

Aspetti positivi e negativi nel weekend del venezuelano. Negativa senz’altro le qualifiche, anche se in realtà è più un risultato dovuto ad un guasto al motore. Negativa e stupida la penalità di cinque secondi rimediata in partenza. Positiva invece la corsa nel complesso, onesta e pulita (dettaglio da non sottovalutare). Alla sfortuna, invece, da imputare l’eterno stop in pit lane che lo relega nelle ultime posizioni della classifica. Una buona gara rovinata, questa volta non da lui stesso.

WILL STEVENS 7 & ROBERTO MERHI 5

Nella personale sfida a due tra i compagni di squadra, stravince a questa tornata Will Stevens, che rifila in qualifica ben un secondo a Merhi, e riesce a rimanere doppiato solo due volte in gara, mentre il suo compagno viene passato ben tre volte dal leader della gara.

MAX VERSTAPPEN s.v.

Senza voto un po’ gratuito, eravamo sulla via dell’insufficienza, ma concediamogli il beneficio del dubbio.

CARLOS SAINZ JR. s.v

Anche per lui un weekend abbastanza negativo, ma la gara era ancora molto lunga quando si è ritirato.

JENSON BUTTON s.v.

Semplicemente non parte.

LE PAJELLE (il meglio e il peggio del weekend)

JENSON E LA PA-JELLA

Ebbene sì. La prima volta nella storia della Formula 1. Il primo caso di vettura di Formula 1 posseduta dal demonio. Nonché l’unica vettura che è riuscita a far perdere le staffe a Ron Dennis. Pare sia stato avvistato un esorcista nel box McLaren. Forse era solo Ron con il collarino, rosario e acqua santa.

FUOCHI D’ARTIFICIO … E NON SOLO

Gli sceicchi fanno le cose in grande. Fuochi d’artificio così, se n’erano visti pochi altrove. E il momento di gloria ce l’ha anche Ricciardo, completamente dimenticato dalla regia internazionale, partecipa in prima persona ai festeggiamenti. Forza Renault! Altro che i fumogeni degli ulras, Va là!

KIMI E IL PODIO RITROVATO (E L’ALCOHOL PERDUTO)

Torna a podio dopo un anno abbondante. Gioia, festa, delirio. Si ma non potete dargli in mano l’acqua di rose, è finlandese, è ovvio che la usi tutta per innaffiare la folla. Poor Kimi…

Matteo Bramati.

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