La Pagelle del Gran Premio di Malesia

Voti al weekend di Sepang

La Pagelle del Gran Premio di Malesia

SEBASTIAN VETTEL 10

Fantastica prestazione del pilota tedesco. Un Weekend da incorniciare, sia per il pilota che per il Team. In qualifica il sabato tiene alto l’onore del cavallino piazzandosi gloriosamente in prima fila, cosa che una Ferrari non faceva da parecchio tempo, a soli 74 millesimi di secondo dall’inglese della Mercedes. In gara sfodera un passo sorprendente, e grazie ad una strategia azzeccata riesce a ritrovarsi davanti a tutti con un buon distacco dopo ultimo pit. Da lì in avanti è una cavalcata trionfale fino al traguardo, tenendo appesi ad un filo tutti i tifosi della rossa. Alla fine è lui a spuntarla interrompendo il dominio Mercedes che si prolungava dal Gp del Belgio dello scorso anno. E quell’inno tedesco seguito da quello italiano… quanti ricordi.

LEWIS HAMILTON 6

Pole e secondo posto in gara dovrebbero garantire un voto migliore di uno striminzito sei. Questo vale se il pilota in questione non si chiama Lewis Hamilton, o meglio se non guida una Mercedes. Di questo weekend per Lewis vi sono sia aspetti positivi che negativi. Positivo il fatto di essere ancora in testa al mondiale, e di avere provato ancora una volta l’affidabilità della power unit Mercedes. Negativo il fatto di avere sofferto estremamente il degrado delle gomme e di essere a pari passo gara con la Ferrari, e forse di avere avuto un malinteso con i box nell’ultimo pit, quando inspiegabilmente gli vengono montate le gomme dure al posto delle più “logiche” medie. Forse che le Mercedes abbiano trovato un valido avversario?

NICO ROSBERG 6

Da terzo, posizione in cui partiva, a terzo. Durante il valzer dei pit stop che hanno accompagnato l’ingresso della Safety Car, perde alcune posizioni, dato che entrambi i piloti Mercedes devono pittare nello stesso giro. Si ritrova così nella mischia con le gomme più dure, mentre tutti gli altri sono sulle gomme medie. Ne esce a fatica dopo alcuni giri, ma il distacco accumulato gli preclude la possibilità di raggiungere gli altri due. Il forte degrado delle medie si fa sentire anche sulla sua vettura e le speranze di una remuntada nel finale svaniscono.

KIMI RAIKKONEN 9

La vera tigre della Malesia è lui quest’anno. In qualifica sbaglia il giro e si ritrova a partire undicesimo. Al primo giro quando è in bagarre con Nasr, dopo una partenza disastrosa, il brasiliano gli fora una gomma proprio davanti al rettilineo principale, così lui è costretto a farsi un giro intero su tre ruote. Poco male, la Safety Car fa il suo gioco e da lì in poi è una lunga scalata a suon di sorpassi. Prima Perez al giro 13, poi con un abile pit stop anticipato, al quindicesimo giro riesce a precedere Grosjean e Hulkenberg. Poco più tardi è il turno di Maldonado e Sainz che devono cedere il passo al Finlandese. Al ventunesimo giro Kimi sorpassa il suo ex compagno di squadra e poco dopo anche Valterri Bottas, appena prima di rientrare ai box per l’ultimo pit. Rientrato in pista sesto, con gomme fresche e altri 20 giri di gara riesce a mettersi alle spalle tutti tranne i primi tre. Spettacolo assicurato.

VALTTERI BOTTAS 6.5

Partito malissimo, rimane incastrato nelle prime curve bloccando il pilota finlandese della Ferrari e toccando la posteriore destra di Maldonado forandola. La sua gara da lì in poi è in rimonta in mezzo al gruppo, e si gioca sui pit stop. Nel gruppo la Williams riesce a prendere un po’ di distacco dagli altri e i due compagni di squadra nei giri conclusivi si ritrovano a combattere per la quinta posizione. A uscirne vincitore, questa volta senza ordini di scuderia, è il finlandese. Ciò nonostante la Williams risulta essere una piccola delusione. Tutti, compresi loro stessi pensavano di potere almeno per il podio.

FELIPE MASSA 6.5

Si qualifica settimo con qualche delusione. In gara combina ben poco. Fa parte di quel bel gruppetto di vetture che tiene viva la gara durante i primi venti giri. Con i pit stop si delinea un po’ meglio la posizione del brasiliano nel gruppo. Le due Williams tentano di scappare dagli altri, ma alla fine non possono nulla contro la rimonta di Raikkonen. Felipe alla fine deve anche cedere il passo a Bottas, chiudendo in sesta posizione.

MAX VERSTAPPEN 8

Dunque, forse non è tutta raccomandazione quella che porta questo giovanissimo pilota in Formula 1. Bisognerà aspettare la fine della stagione per giudicare, ma intanto Max mette a segno uno strepitoso weekend da record. Sesto in qualifica al sabato, ma è alla domenica che dà il meglio di sé. Non parte molto bene, e dopo pochi giri è nono. A metà gara ingaggia una strepitosa lotta con Ricciardo, e dopo averlo passato s ritrova al sesto posto quando i piloti davanti a lui pittano. Alla fine viaggia in lotta con il suo compagno di squadra fino al traguardo, dovendo cedere il passo solamente a Bottas. Strappa in questa occasione il record di più giovane pilota a punti proprio a Daniel Kvyat.

CARLOS SAINZ JR. 8

La gara del giovanissimo spagnolo riesce a cancellare i malumori del sabato pomeriggio, dopo la brutta qualifica che lo aveva relegato al quindicesimo posto. Dopo pochi giri e dopo la Safety Car si ritrova già settimo. Cerca di mantenere la posizione nel gruppo, e lascia passare solamente i più forti tra cui Raikkonen e Rosberg, ma si mette alle spalle personaggi quali Ricciardo e Kvyat. Weekend positivo per lui, come per tutta la squadra.

DANIIL KVYAT 5.5

Un risultato della Redbull e dei suoi piloti figlio di un weekend allo sbando, intriso di malumori con il fornitore di motori francese. In qualifica Daniil si piazza al quinto posto, il che fa sperare bene, tuttavia in gara è tutta un’altra storia. La Redbull sembra non riuscire a tenere un ritmo decente, e a rendere più critica la situazione si aggiungono le visibilissime nuvole di polvere di carbonio che escono dai dischi dei freni ad ogni staccata. Inoltre come se tutto ciò non bastasse, al giro 26 viene speronato da Hulkenberg alla curva 2 in maniera un po’ gratuita, perdendo secondi preziosi e soprattutto la posizione su Ricciardo.

DANIEL RICCIARDO 5

Poco da aggiungere al commento già fatto a Kvyat. I guai ai freni, nel suo caso si sono presentati molto presto, e un contatto al primo giro – sostiene il pilota – gli ha causato non pochi problemi. Ogni sorpasso in quel di Sepang è stato un’impresa e il risultato finale è lo specchio delle difficoltà del team austriaco. Daniel infila nella gara anche degli errori abbastanza banali, come quando va lungo nel tentativo di passare Sainz e perde la posizione in favore di Rosberg, oppure quando ancora sbaglia la prima staccata e si fa passare da Verstappen. Chiudiamo questo capitolo e voltiamo pagina.

ROMAIN GROSJEAN 7

Prestazione onesta per il francese della Lotus. Dopo l’annus horribilis e la prima gara altrettanto orribile, finalmente una Lotus riesce ad arrivare al traguardo facendo vedere qualche spiraglio, qualche speranza di ottenere più punti dello scorso anno. Qualche problema di troppo alla borraccia e il testacoda causato da una inutile resistenza di Sergio Perez lo relegano fuori dalla zona punti, che però non si rivela molto lontana.

FELIPE NASR 5

Di certo una delle più grandi delusioni del weekend, specialmente dopo aver fatto ben sperare in Australia. Al sabato in qualifica esce subito nella Q1 partendo sedicesimo. Al primo giro, all’ultima curva tocca con la sua ala la posteriore sinistra di Raikkonen causandogli una foratura, e dovendo egli stesso rientrare ai box per cambiare le gomme. Al rientro si trova nelle ultime posizioni e può guadagnarne solamente sfruttando i pit degli altri. Commette un errore al ventesimo giro e si fa passare da Carlos Sainz. Tutto il resto della gara è un monotono girare attorno alla dodicesima posizione, senza riuscire a cambiare gli eventi a proprio favore. Un weekend nero, da dimenticare.

SERGIO PEREZ 5

Mai realmente in gara, il messicano sembra correre con una vettura di un’altra categoria, e anche mentre il compagno combatte nella parte alta della classifica, lui arranca e chiede continuamente spiegazione ai box, incredulo della sua lentezza. Al trentunesimo giro rimedia anche una penalità di dieci secondi per un testacoda causato a Grosjean, a nostro parere evitabilissimo. Sembra che la Force India sia un po’ in calo rispetto all’anno scorso.

NICO HULKENBERG 5

Adotta la particolare tattica di rimanere fuori al momento della Safety Car, ma subito dopo ripiomba nel gruppo e fatica a mantenere la posizione. Il patatrac succede al ventiseiesimo giro, quando, attaccato da Ricciardo, Nico va lungo alla curva 1, poi rientra in traiettoria ma sperona l’incolpevole Kvyat. Il fattaccio gli costa una penalità di 10 secondi che gli condiziona la gara. Alla fine giunge al traguardo quattordicesimo. Ultimo dei normali. Di certo non quello che la Force India avrebbe voluto da lui.

ROBERTO MERHI 8

Porta al traguardo una stoica Manor, che, nonostante le critiche di Ecclestone, ha addirittura trovato uno sponsor! Doppiato due volte, ma il risultato non conta. Quello che conta è poter dire “siamo sempre più affidabili delle McLaren Honda.

PASTOR MALDONADO 5.5

Per una volta non è merito suo per la foratura al primo giro. Tuttavia si rimedia una penalità di stop and go per avere proceduto troppo velocemente alle spalle della Safety Car. Riesce a rimontare qualche posizione prima di doversi ritirare per un problema ai freni. Quando riuscirà a concludere una gara?

JENSON BUTTON 7 e FERNANDO ALONSO 7

La qualifica va come al solito, ma quello che sorprende tutti è la gara, dove il pilota inglese riesce a tenere il passo del gruppone centrale. Anche Button sembra essere molto sorpreso di tenere un passo gara così competitivo. Quello che è da migliorare è l’affidabilità, che ferma entrambi i piloti, rispettivamente per un guasto al turbo e un problema di raffreddamento dell’ERS. Quello che fa impressione però, è ancora il gap che c’è tra il motore Honda e gli altri propulsori, quando in rettilineo, con il DRS aperto, Alonso non riusciva a guadagnare sulla Force India che stava inseguendo. Ancora tanto lavoro da fare ma la strada sembra giusta.

MARCUS ERICSSON 4

No, No e ancora No! Come si fa a fare un errore così banale come quello commesso dallo svedese alla curva 1? Altro che Verstappen, in confronto a Ericsson l’olandese è un fenomeno. Probabilmente è alla Sauber solo per questioni monetarie. Che amarezza…

WILL STEVENS sv.

Semplicemente non parte.

 

LE PAJELLE (il meglio e il peggio del weekend)

FORMULA 1: oh, finalmente un gran premio come Dio comanda. Sorpassi, tante vetture nell’arco di pochi secondi, la battaglia per la vittoria, non troppi pensieri a conservare il carburante. Quanto ci mancava questo spettacolo? Troppo.

ROBERTO MERHI E LA GARA INVISIBILE: qualcuno l’ha visto dopo i primi venti secondi di gara? La regia è stata impietosa con l’unica Manor in pista.

VETTEL E L’ESULTANZA PERDUTA: scende dalla macchina, stacca il volante e lo solleva al cielo … no aspetta, qualcuno l’ha già fatto, com’era quella che usavo tempo fa … allora prende una bandiera della Ferrari e la sventola davanti a tutti i meccanici … no, anche qui c’è qualcosa che non va, questo non è nel mio stile, com’è che si faceva? Ah si! … finalmente spunta da sotto il guanto rosso il ditino magico, tanto odiato dai Ferraristi negli scorsi anni, e quanto mai amato nella giornata odierna!

“SAREBBE BELLO CHE LA FERRARI RIUSCISSE A COMBATTERE CON NOI”: e il piatto è servito signore e signori della Mercedes.

Matteo Bramati.

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