La Pagelle del Gran Premio di Canada

Voti al Weekend di Montreal

La Pagelle del Gran Premio di Canada

LEWIS HAMILTON 10

“I’ll be back!”. È tornato: sul circuito che più ama, sul quale aveva già vinto due volte in passato tra cui la sua prima vittoria in assoluto in Formula 1. Sigla il sigillo numero trentasette con un weekend straordinario, una qualifica strepitosa e una gara gestita alla perfezione, sempre al comando riuscendo ad arginare qualsiasi tentativo di Rosberg di avvicinarsi. Si riporta a + 18 punti in campionato, ma la strada verso il titolo è ancora lunga, e tutto può succedere.

NICO ROSBERG 8

Un secondo posto che si potrebbe definire “solito”, “monotono” ma i realtà è più convincente di molti altri. Non tanto per la qualifica, che, come dice anche lui dopo la gara, è ora come ora il punto cruciale del weekend, e lui deve senz’altro migliorarla, ma per il passo gara, veramente competitivo a questo giro, sempre negli scarichi dell’avversario, e a tratti anche in zona DRS. Il dover risparmiare carburante gli tarpa le ali nel finale e non gli permette troppa libertà negli attacchi al leader. Poteva andare peggio.

VALTTERI BOTTAS 8.5

Troviamo a questo giro un nuovo personaggio sul podio – ormai c’eravamo abituati bene ad una tuta rossa – un inedito per questa stagione: il finlandese della Williams. Diciamo che questo podio è più frutto degli errori della Ferrari più che di una sua grande guida, tuttavia c’è da dire che la sua gara l’ha portata onorevolmente a casa. Niente errori, niente incertezze: sabato si piazza al quarto posto e al via riesce a tenere la posizione. Il testacoda di Raikkonen gli regala una posizione e lui deve solamente gestire il vantaggio, per altro cospicuo fino al traguardo.

KIMI RAIKKONEN 7

Chiamato a tenere alto l’onore della Ferrari compie il suo lavoro alla perfezione in qualifica, quando si piazza al terzo posto in seconda fila. Al via della gara rimane attaccato al duo di testa fino al primo pit, quando poi al ventottesimo giro inspiegabilmente si gira al tornantino perdendo dei secondi preziosissimi. Infatti Bottas all’uscita dalla sua sosta gli resta davanti. Al che la Ferrari lo fa rientrare di nuovo al quarantunesimo giro per montare le supersoft, senza fargli perdere alcuna posizione, probabilmente per sostituire le gomme rovinate nel testacoda. Alla fine non riesce a rimontare Bottas e chiude quarto, anche se, con buona probabilità, l’errore cruciale non è stata neanche colpa sua.

SEBASTIAN VETTEL 9

Volevamo la grande rimonta, e la grande rimonta abbiamo avuto. Ha fatto anche questa volta il possibile, sorpassando vetture a destra e a sinistra, a volte anche in maniera poco ortodossa, non senza qualche piccolo errore. Ma quello che conta alla fine è il risultato alla luce della bandiera a scacchi, quindi poche storie. È stata una bella gara che lo ha visto tra i protagonisti principali. Da lodare anche la strategia adottata dalla Ferrari, che ha permesso al tedesco di spingere dall’inizio alla fine senza tempi morti: il risultato è stato il sorpasso su Felipe Massa al momento del secondo pit.

FELIPE MASSA 8

Veniamo al secondo protagonista della gara di oggi, colui che ci ha regalato un po’ di spettacolo in questo gran premio del Canada un po’ soporifero. Il brasiliano a sorpresa viene eliminato subito nella Q1 al sabato, ma già dopo pochi giri comincia a sorpassare tutti di gran carriera, grazie al suo potente motore Mercedes, superiore a chiunque altro sul lungo rettilineo di Montreal. Alonso, Ericsson, Ricciardo, Perez, Kvyat: tutti questi devono lasciare strada al brasiliano, che però, al momento del secondo pit, si attarda qualche giro di troppo in pista ed esce alle spalle della Ferrari di Vettel. Negli ultimi giri passa Maldonado portandosi al sesto posto finale.

PASTOR MALDONADO 7

Strepitoso weekend del venezuelano che finalmente – alleluja – termina una gara senza guasti, incidenti, cataclismi di sorta e conquista i primi punticini di questa stagione. Già dal sabato pomeriggio si vedeva che sarebbe stato un grande fine settimana per la Lotus, con il quinto e sesto posto sulla griglia. In gara Pastor corre negli scarichi di Hulkenberg per il primo stint, per poi passarlo al pit, dopo di chè gareggia un po’ da solo, cedendo il passo a chi ne aveva di più (Vettel e Massa) guidando però da vero pilota. Porta a casa un risultato che di questi tempi ha del leggendario!

NICO HULKENBERG 7

Bella corsa per il tedesco delle Force India. Dopo alcuni weekend di debacle, il team motorizzato Mercedes si ritrova da subito in qualifica portando entrambe le vetture nella top ten, e addirittura proprio Hulkenberg al settimo posto. In gara Nico mantiene la sua posizione ma è costretto a lasciare spazio ai due piloti rimontanti di giornata, questo significa perdere una posizione rispetto alla griglia, ma anche dei punti preziosi per tutto il team.

DANIIL KVYAT 6

Dalle stelle alle stalle. In poche parole il riassunto della prestazione del team austriaco in Canada. Mai realmente in gara, mai con la velocità giusta né con i tempi giusti. Daniil rimane davanti al proprio compagno di squadra sia in qualifica che in gara, ma che fatica chiudere nella zona punti. Solo un nono posto per il russo che lotta per tutta la gara nel gruppo e alla fine deve tenere dietro di sé un arrembante Grosjean.

ROMAIN GROSJEAN 5

Decisamente bene per la qualifica e per buona parte della gara, decisamente male l’errore stupido e inutile che gli fa perdere una buona piazza nella top five e lo relega ai margini della zona punti. Rimedia anche cinque secondi di penalità sul tempo finale, cosa che poi non inciderà sulla classifica finale, però che smacco… Poteva essere un grandissimo weekend per il team di Enstone, e per un banale errore almeno la metà del risultato è andata in fumo.

SERGIO PEREZ 5.5

Primo escluso dai punti a questo giro. La qualifica lo aveva visto al decimo posto, in gara però rimane bloccato nei vari duelli a metà classifica che non gli danno la possibilità di esprimere il suo passo al meglio. Questa volta è toccato a lui rimanere alle spalle del proprio compagno di squadra, ma le gerarchie in Force India sono tutt’altro che stabilite, visti i risultati altalenanti di entrambi i piloti.

CARLOS SAINZ JR. 5.5

“Lotteremo per i punti”. Sarà per un’altra volta mi sa. Si fa tanto vedere durante la gara, ma la maggior parte delle inquadrature le riceve in quanto pilota sorpassato. Parte a ridosso della top ten e lì ci rimane, senza acuti ne cali. Non è però di certo un risultato soddisfacente, né per lui né per la squadra. Forse però i motori Renault soffrivano un po’ troppo questa pista.

DANIEL RICCIARDO 4

È con l’australiano che il calvario della Redbull è raffigurato in una nitida immagine. Le prende da tutti, parte nono e chiude tredicesimo, senza riscontrare troppi guai tecnici né problemi ai box durante la gara. Sul rettilineo la sua macchina non è neanche lontanamente paragonabile alle altre, e così non può fare altro che subire, qui dove solo un anno fa aveva festeggiato la sua prima vittoria nella massima serie.

MARCUS ERICSSON 5

L’audace resistenza nei confronti di Massa e Vettel nei primi giri – forse il motore Ferrari non è così male – non basta a garantirgli la sufficienza. Sì, perché dopo quello sprazzo di velocità la sua gara è stata piatta e monotona. Sempre tra gli ultimi senza possibilità di duellare con nessuno.

MAX VERSTAPPEN 5.5

Fa, rifà, disfa, inquadrano papà Jos ai box. Max è sempre il bersaglio preferito dai cameraman della FIA. Peccato che non sempre riesca a dare spettacolo come capitato a Monaco: sarà forse per le infinite penalità inflittegli? Già costretto a partire in fondo allo schieramento, visto che non ha scontato tutte e quindici le posizioni di penalità gli viene assegnato un +10 secondi di tempo da passare nella sua piazzola dei box. Forse una misura un po’ troppo eccessiva.

FELIPE NASR 5

Sfortunato protagonista di tanti guai tecnici in gara, deve vedersela prima con una perdita di potenza nelle fasi iniziali, poi con il surriscaldamento dei freni. Una gara compromessa da queste noie, ma anche da una essenziale mancanza del passo gara per riuscire ad arrivare almeno a lottare per la zona punti.

WILL STEVENS 6 & ROBERTO MEHRI 5

Oramai certezza assoluta del team Manor Racing, riesce a dare circa un giro – il solito distacco direi – al compagno di squadra. Salvo poi incontrare un Grosjean allo stato brado, ma questo è un altro discorso. Proprio quando sembra destinato ad arrivare alle spalle di Mehri, ecco che il fato decide che per il pilota Spagnolo la bandiera a scacchi “non s’ha da fare”.

FERNANDO ALONSO & JENSON BUTTON s.v.

Doppio ritiro pesante per la McLaren, certo che a questo punto uno ci deve anche aver fatto l’abitudine. Invece no. Purtroppo è sempre un gran dispiacere vedere due piloti di quel calibro costretti a terminare ormai sempre le loro core ai box. Vai così HONDA (3) make history!

 

LE PAJELLE (il meglio e il peggio del weekend)

SCALDIAMO LE GOMME: in un gran premio in cui a scommettere su qualcuno che si stampava contro un muro voleva dire rimetterci dei soldi, ma soprattutto in un gran premio in cui miracolosamente i muretti non hanno mietuto vittime, ci pensa il nostro rookie brasiliano a regalarci del grande spettacolo insegnandoci che la deportanza ha una certa importanza. Cose da non fare: scaldare le gomme in rettilineo con il DRS aperto. I fan dei videogame di Formula 1 capiranno…

LA SICUREZZA PRIMA DI TUTTO: in un mondo sempre più asettico, dove la Formula 1, giustamente, cerca di garantire sempre più sicurezza per i suoi piloti … spuntano marmotte selvatiche in mezzo alla pista!!! Che risate, se non avete ancora fatto il sondaggio GPDA, vi suggerisco di proporre l’inserimento di qualche cartello di “attenzione attraversamento cervi”.

TEAM RADIO DI  BOTTAS: “stai tranquillo Valtteri, con questo passo Kimi ci raggiungerà solo quando la gara sarà finita”. Ah Ah, aspettate che mi tengo forte dal ridere. Team radio alquanto arrogante e presuntuoso, specialmente se trasmesso in una scuderia che arriva da risultati non proprio brillanti negli ultimi weekend.

Dulcis in fundo…

HE HIT ME! HE HIT ME!: Nel senso, hai fatto la ca**ata, almeno stai zitto. Non “mi ha colpito, mi ha colpito” quando gli hai lasciato lo spazio per un triciclo.

Matteo Bramati

 

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