Kvyat: “Fosse per me il Mugello sarebbe in calendario”

Il russo non nasconde il sogno di ripetere l'impresa di Vettel del 2008 a Monza

Kvyat: “Fosse per me il Mugello sarebbe in calendario”

Senza ombra di dubbio scorrendo lo schieramento attuale del Circo più ambito nel mondo dei motori un giovane emerge su tutti gli altri ed è Daniil Kvyat, neo acquisto della Toro Rosso che per ambizione e determinazione non passa certo inosservato. Per questo lo abbiamo incontrato a Barcellona per farci raccontare qualcosa di più su di lui e sulle sue emozioni da rookie.

Siamo alla quinta gara del tuo primo anno in F1, come giudichi finora la stagione?

Di base abbastanza buona visto che ho viaggiato costantemente tra la nona, decima, undicesima posizione. Il team sta lavorando davvero sodo per ottenere il massimo possibile sapendo poi che anche un punto può dare fiducia quindi mi sento ottimista per il prosieguo.

Malgrado la poca esperienza hai più volte beffato il tuo compagno Jean-Eric Vergne…

Credo sia prematuro azzardare confronti anche perché JEV è uno molto forte e soprattutto veloce, ad ogni modo l’obiettivo è sempre precedere il proprio compagno di squadra come d’altronde tutti gli altri.

Qualche tuo giovane collega ti ha criticato sostenendo che a Faenza dovevano approdare altri nomi, su tutti Antonio Felix da Costa e Carlos Sainz Jr.. Tu cosa rispondi? E a chi lega il tuo arrivo con l’intenzione di Bernie Ecclestone di puntare sul mercato russo?

Quando si promuove una persona solitamente si fa una valutazione d’insieme, della stagione e di quanto ha portato a casa. Per il resto i soldi, pur tanti che siano, non possono avere alcuna influenza sulle decisioni di Red Bull, così come la Russia non può determinare le scelte di Helmut Marko o Franz Tost. Solo le capacità e i risultati contano.

Avendo corso in scuderie di diverse nazionalità hai notato delle differenze nel metodo di lavoro? Il tuo ingresso nel Circus è avvenuto da una “porta” italiana. Abitare da tempo nel nostro Paese e padroneggiare la lingua ti ha aiutato nel passaggio alla massima serie?

Di solito nelle squadre c’è sempre un mix, aspetto che ritengo piuttosto positivo perché è come un puzzle che si va ad integrare. Qui in Toro Rosso molto del personale è italiano, ad esempio il mio ingegnere, ma quello della performance è francese e il responsabile è inglese. Per quanto concerne il mio arrivo sì, effettivamente essere quasi un madrelingua mi ha reso più facile il compito. E’ sempre un piacere parlare la vostra lingua e con voi mi trovo bene.

Quando correvi nella Alps 2.0 hai detto che il Mugello è un circuito per chi ha gli attributi. Lo vedresti bene in F1?

E’ di sicuro uno dei miei preferiti quindi se ci fosse da votare per un suo inserimento sarei d’accordo. E’ vero che non è facile sorpassare, però c’è un lungo rettilineo, dunque…

Cosa pensi invece di quelli di nuova generazione?

Tutto sommato non li butterei via. Valencia mi sembra carino ma non ha magari quella curva mozzafiato che ti riesce a dare il brivido come un’Eau Rouge o una Pouhon, piuttosto che il misto di varianti del Mugello o la discesa di Zandvoort, pista che adoro, ma forse un po’ troppo pericolosa per monoposto come le nostre.

Nei momenti appena precedenti una gara fai qualcosa di particolare? Come ti prepari?

Di solito cerco di astrarmi stando lontano dal rumore che spesso c’è in hospitality. Mi rilasso e a volte ascolto la musica.

Di recente hai conosciuto il capitano della Roma Francesco Totti. Com’è andata?

Da che mi sono stabilito nella Capitale non ho fatto altro che sentir parlare di lui e della sua squadra, che tra l’altro ora seguo con interesse, quindi incontrarlo è stato bello. E’ una persona veramente simpatica, oltre ad essere un grande atleta. Ha la mentalità del vincente e a ma piacciono le persone così, in stile Vettel o Schumacher.

Oltre a seguire il calcio hai qualche hobby?

Mah, nel poco tempo libero che mi rimane faccio quello che sto facendo ora…

Ti sei stabilito nel Belpaese quando eri un ragazzino, che rapporto hai allora con la tua patria?

Cerco di tornarci spesso, ad esempio ho passato lì questo Natale e il Capodanno. Avendoci vissuto per dodici anni il mio cuore è russo seppure professionalmente sia cresciuto in Europa.

Infine, abbiamo qualche possibilità di vederti replicare la prestazione di Sebastian Vettel di Monza 2008? E a una top 3 nel 2014 ci credi?

Magari potessi riuscire a ripetere quella prestazione! Di certo darò il massimo per farcela anche perché quella brianzola è una pista che amo. Il futuro non si può predire, comunque mi auguro di fare bene in Germania, Austria e Ungheria.

Chiara Rainis

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