F1 GP Bahrain Malesia | Leclerc: “A volte i piloti non possono controllare le macchine, non è bello”
Sulla gara: "Pensavamo di aver fatto la scelta giusta con le slick"

È successo di tutto nel Gran Premio del Bahrain svolto sul tracciato strepitoso di Sepang, in Malesia. La partenza è stata ritardata di 40 minuti per il classico monsone malese, ma una volta partiti dietro la Safety Car, all’altezza di curva 11, tanti piloti hanno avuto problemi con le power unit, a partire da Max Verstappen, leader della gara, per proseguire con Hamilton, Leclerc, le due Haas, le due Cadillac, quindi tutti i motorizzati Ferrari, e l’Audi di Bortoleto. Il sistema di ricarica non ha funzionato su queste monoposto, costrette a fermarsi in pista e a essere resettate, letteralmente, un po’ come si fa quando non funziona un dispositivo elettronico di uso comune.
Pare sia stato un difetto del software della FIA, non è ufficiale, a dirlo è stato il team principal della Rossa Frederic Vasseur, ma la situazione non va assolutamente bene e conferma la natura di un regolamento tecnico che cozza con il motorsport e con la Formula 1 in questo caso: normative concepite nel 2021, esordite già “vecchie”, con una marea di polemiche che continuano dopo episodi che non fanno bene a uno sport meraviglioso ma diventato tremendamente complicato.
Leclerc durissimo nel post gara: “Non abbiamo il controllo della macchina”
I piloti non hanno controllo delle monoposto, non lo diciamo noi, ma sono loro stessi a dirlo, come Charles Leclerc, quarto a Sepang anche a seguito di una serie di situazioni e strategie che non hanno aiutato né lui né Hamilton, con una Ferrari che col senno di poi non ha azzeccato nemmeno stavolta la scelta delle gomme slick su asfalto bagnato. Un aspetto che finisce quasi in secondo piano, considerando il terzo posto di Lewis e il quarto di Charles, ma il risultato sarebbe potuto essere ancora migliore.
Sui rischi legati alla guida di queste vetture sul bagnato, alla luce di quanto accaduto in avvio di gara, Leclerc è stato diretto: “Possono essere guidate sì, ma ci sono dei rischi che, penso per tutti i piloti, non ci piacciono: ci sono situazioni in cui non abbiamo il controllo della macchina e della potenza che riceviamo dalla power unit”.
La faccia di Leclerc è tutta un programma, parlando di un argomento che purtroppo ha caratterizzato gran parte di questo mondiale e che continuerà inevitabilmente a far discutere. La speranza è che già dal prossimo anno la situazione possa iniziare quantomeno a tornare alla normalità, perché così è davvero snervante.
Ferrari, la scelta slick e il confronto con la Red Bull
Sulla strategia gomme adottata in avvio, rivelatasi poi sbagliata rispetto a quella della Red Bull, Leclerc ha ricostruito il ragionamento della squadra senza nascondere l’errore: “Diversificare è sempre la scelta più sicura da fare, ma è anche vero che in quelle condizioni uno dei due ha una gara bruttissima e l’altro una gara buonissima, perché non c’è via di mezzo in queste situazioni”.
“Pensavamo di aver fatto la scelta giusta, infatti la maggior parte della griglia, tredici macchine più o meno, era con le slick, ma penso che abbiamo giudicato male. Sicuramente ci sono team che consistentemente fanno scelte più azzeccate in quelle condizioni, penso particolarmente alla Red Bull, e su quello dobbiamo fare un passo avanti”.
Sul bilancio complessivo di una gara ricca di episodi, il monegasco ha comunque difeso il risultato finale: “Tutto quello che poteva andare sbagliatamente nella prima parte di gara è andato sbagliatamente, ma tutto quello che poteva andare al meglio nella seconda parte è andato al meglio. Penso che meglio di terzo-quarto oggi non fosse possibile nemmeno in una gara normale. È stata una gara un po’ più sudata di quello che avrei voluto, ma il risultato finale è quello che ci meritavamo”.
Le parole di Charles, al netto del podio mancato per una manciata di decisioni sbagliate in avvio di gara da parte della Ferrari, fotografano un weekend in cui il tema rischia seriamente di diventare più centrale di quello sportivo, cosa che, volendo, accade già dai test del Bahrain: un problema diffuso ai sistemi legati all’utilizzo delle power unit, probabilmente legato al software della FIA, che ha coinvolto piloti e team di diverse scuderie, anche se Ferrari sembra essere la più toccata, anche con le sue squadre clienti.
Ha ragione Leclerc, in soldoni, dobbiamo ridare al pilota la centralità, altrimenti rischiamo di guardare degli uomini passeggeri del mezzo.
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