Ferrari e il Costruttori, l’importanza di regalarsi una timida speranza e lanciare un segnale

La Rossa ha l'obbligo di dare il massimo in Brasile per mettere pressione alla Mercedes nel Costruttori

Ferrari e il Costruttori, l’importanza di regalarsi una timida speranza e lanciare un segnale

Ridimensionata dall’ennesima sconfitta iridata, con gli sguardi bassi e le parole meste di Sebastian Vettel a far da commiato a questo campionato un po’ così, scivolato via nei meandri indecifrabili di una estate sbagliata, lasciando l’amaro in bocca per un crollo che ha tante cause ma poche risposte, la Ferrari dopo le incoraggianti prove di Austin e Messico ha il dovere di porsi un obiettivo, di regalarsi un ultimo dolce orizzonte al tramonto.

La bontà della monoposto, di questo progetto, della squadra italiana risiede – nonostante l’incetta di vittorie (9) del fenomeno Lewis Hamilton – tutta in quella classifica che a due GP dal termine recita meno cinquantacinque nel mondiale Costruttori. Una distanza considerevole, ma anche il dato fattuale di un mondiale marche ancora aperto, una novità nell’era ibrida, con la Mercedes che mai prima d’ora aveva rischiato di lasciare i conti aperti fino agli ultimi km.

Significa che – al netto degli errori di guida, degli sviluppi sbagliati, dei dubbi sulle mosse (forate) degli altri, delle sconfitte e delle occasioni perse – la Ferrari quest’anno può dire di esserci stata per davvero, di essere quantomeno tornata seriamente in lotta per i più nobili traguardi. Ecco perché Città del Messico non può e non deve diventare l’ultimo giorno di scuola, quando la campanella deve ancora suonare.

Il GP del Brasile diventa una gara importante, con una Mercedes che d’improvviso è tornata a mangiarsi il caucciù delle Pirelli con insolita e improvvida voracità, questioni di assetto, di temperature, pressioni o chissà che. Il Cavallino ha l’occasione di vincere, di mettere pressione agli anglotedeschi, di assestare qualche altro colpo all’angolo per rossicchiare punti, minare certezze (per il futuro), guadagnarsi rispetto e incutere, magari, un po’ di sano timore.

Siamo nell’era della Mercedes, magnifica interprete e splendida regina della Formula Hybrid. E’ una storia che va avanti da prima del 2014, frutto di un lavoro e di una pianificazione maniacali. La Ferrari, già al tappeto, può rialzarsi prima del gong per mettere questo scomodo e potente avversario in difficoltà fino agli ultimi metri. Non sarebbe comunque una piccola soddisfazione?

Antonino Rendina


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