F1 | Rapporto di compressione, Vasseur: “Non ci sono decisioni chiare”. Wolff: “Noi illegali? Str***ate!”

Fred: "Ci sono dei ritardi, ma dobbiamo seguire il processo di governance". Wolff: "Ogni giorno una storia inventata contro di noi!"

F1 | Rapporto di compressione, Vasseur: “Non ci sono decisioni chiare”. Wolff: “Noi illegali? Str***ate!”

da Sakhir – Nel giovedì di test in Bahrain, il confronto tra i team principal si è concentrato su un tema tecnico destinato ad accompagnare l’avvio della stagione. Al centro della discussione vi è l’eventuale introduzione di un nuovo sistema di controllo sulle power unit, misura che, secondo quanto emerso, potrebbe entrare in vigore soltanto dopo la pausa estiva e a condizione di ottenere una maggioranza qualificata nel voto online del PUAC. Uno scenario che ridisegna tempi e prospettive a lungo termine, senza però modificare nell’immediato gli equilibri in pista.

In questo contesto, Frederic Vasseur ha mantenuto un approccio prudente, richiamando la necessità di attenersi ai passaggi istituzionali previsti dal regolamento: “Innanzitutto, oggi non abbiamo ancora una decisione chiara. Questo rende tutto piuttosto difficile, perché dobbiamo inviare il motore a Melbourne tra due giorni. È una sfida, ma nel complesso dobbiamo fidarci del sistema e siamo convinti che troveremo una soluzione tra noi. Dobbiamo seguire il processo di governance della Formula 1. Se c’è un aspetto negativo, riguarda soprattutto il ritardo e la tempistica”.

L’eventuale introduzione differita del nuovo meccanismo di verifica non può certamente far felici Ferrari, Audi, Honda e Red Bull PT: per i primi tredici Gran Premi, infatti, Mercedes, McLaren, Williams e Alpine potranno continuare a utilizzare le attuali power unit, finite sotto osservazione per il sospetto di poter incidere sul rapporto di compressione in determinate condizioni di funzionamento. La questione, dunque, resta aperta.

A trarre un beneficio diretto dalla soluzione temporale individuata sembrano piuttosto FIA e FOM, che evitano il rischio di proteste formali già a Melbourne, con tutto ciò che ne sarebbe potuto derivare in termini di tensione e incertezza alla vigilia del primo appuntamento iridato.

Più netto il tono di Toto Wolff, che ha respinto le indiscrezioni sulle presunte irregolarità tecniche: “Ci è stato detto che il rapporto di compressione fosse qualcosa di illegale per noi, ma è una stro**ata! Ora salta fuori un’altra storia, secondo cui il nostro carburante sarebbe illegale. Non so da dove arrivino queste voci, ma continuano a circolare. Forse domani ne inventeranno un’altra. Non so cos’altro dire: si tratta di un’altra stro**ata. È un argomento complesso, legato al processo e a tutto il resto, ma c’è molto che si può fare”.

Il team principal della Mercedes ha poi ampliato il discorso, spostandolo su un piano più generale: “La Formula 1 è una meritocrazia e non vogliamo alcun equilibrio delle prestazioni, dobbiamo attenerci a questo principio. Se sviluppi una componente nel rispetto del regolamento e questa viene confermata, poi non può succedere che tutti gli altri si uniscano per dire che è illegale. I regolatori finiscono sotto pressione. È così che dovrebbe funzionare? Filosoficamente non sono d’accordo, ma è ciò che è accaduto negli ultimi cinquant’anni in Formula 1. Questa volta siamo noi a subirne le conseguenze. Probabilmente la prossima volta saremo noi a schierarci contro qualcun altro, se riterremo che non sia giusto”.

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