F1 | Pirelli, Mario Isola: “L’HyperSoft doveva garantire diverse strategie, ma c’è stata troppa gestione gomme”

"Con i dati raccolti avremo un quadro più chiaro per il 2019", ha aggiunto

F1 | Pirelli, Mario Isola: “L’HyperSoft doveva garantire diverse strategie, ma c’è stata troppa gestione gomme”

Ci sono state parecchie critiche dopo il Gran Premio di Singapore. Il ritmo di gara è stato più lento del previsto, questo perché i piloti tendevano a risparmiare le gomme per fare una sola sosta anziché spingere e rischiare di fare più fermate ai box. Addirittura i piloti per alcune parti di gara hanno girato 10 secondi più lentamente rispetto alle qualifiche, superando il limite del tollerabile. Una Formula 1 già troppo incentrata sul risparmio dovrebbe vedere quantomeno nelle gomme la possibilità di poter spingere fino alla fine. L’idea di Pirelli negli ultimi due anni è stata proprio questa, spingere con gli pneumatici fino alla sosta, ma nei Gran Premi cittadini tutto questo non è accaduto, e la casa italiana, nonostante abbia portato le HyperSoft a Singapore ha ammesso che qualcosa non è andata per il verso giusto.

“Dovremo discutere di questo, perché con l’esperienza e tutti i dati raccolti abbiamo un quadro migliore dell’approccio delle squadre – ha detto Mario Isola ad Autosport. Tutto quello che è successo ci deve aiutare a capire cosa migliorare per il 2019. Adesso non ho una soluzione, abbiamo portato gli pneumatici più morbidi per aumentare le prestazioni e aprire le strategie, ma di contro i piloti hanno corso in gara più lentamente per ridurre il degrado. Abbiamo bisogno di analizzare attentamente i dati, perché più le gomme sono morbide, più i piloti vanno in gestione, bisogna valutare il tutto. Quest’anno siamo stati molto aggressivi con la HyperSoft in alcuni circuiti, e questo a volte ha portato ad avere un ritmo di gara lento perché i piloti gestivano il degrado delle gomme”.

“E’ un discorso complicato – ha affermato Charlie Whiting. Vuoi che le gomme siano veloci e che le prestazioni siano al massimo, ma dipende anche dalla superficie della pista. Dobbiamo discuterne con Pirelli, cercando di capire quali sono le migliori superfici di pista per le gare e le gomme, provando ad adattare gli pneumatici ai tracciati, ma è molto, molto difficile”.

 

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5 commenti
  1. Pingback: F1 | GP Singapore, la Mercedes ammette di aver rallentato il ritmo per proteggersi dall’undercut

  2. .. non è normale

    20 settembre 2018 at 20:05

    fanculo isola e minkielli con i loro aiutini pro-mercedes.

  3. cevola

    20 settembre 2018 at 21:56

    Le squadre si adattano a quello che hanno ed è normale sia così. Piuttosto non si capisce come mai con un ritmo di dieci secondi in meno, nessun pilota si sia avvantaggiato superando l’avversario di turno… Cioè’ faceva comodo a tutti andare così piano?

    • undertaker

      21 settembre 2018 at 10:50

      cevola……. non si riesce a superare per due motivi: primo i circuiti cittadini, per dirla alla Fantozzi, sono una ca.ga.ta. pazzesca, e secondo perchè se Hamilton, che girava lentissimo, vedeva Vettel provarci, ecco che è sufficiente schiacciare sul gas per impedire un sorpasso, lento vai nelle curve perchè sai che nessuno ti supera.
      Ribadisco, questa F1 piena di limitazioni e giochi di squadra al limite della decenza non mi piace più.
      Io amavo la F1 quando si combatteva dall’inizio alla fine, giochi di squadra si ma solo per far passare compagni di squadra, non sacrificare il maggiordomo Bottas per rallentare un avversario, cioè, tu rovini la gara del tuo pilota per rallenare un avversario… pazzesco.
      Schumy faceva, prima di rientrare ai box una serie di impressionanti giri veloci per garantirsi la posizione. Oggi che si fa? Si va a passeggio…. cosi facendo il gruppo resta compatto, chi è dietro soffre di blistering e quindi deve rientrare prima di chi è davanti con il problema che dopo esce nel traffico…
      In pratica la F1 stà diventando uno schifo.

  4. Francesco

    21 settembre 2018 at 12:12

    Una volta, quando tutto era “libero” vinceva il migliore, che si chiamasse Lauda, Prost, Senna, Hakkinen, Schumacher o Alonso…
    Da quando il pilota conta meno della vettura, ma meno di un bel po’, i team si possono permettere di fare le strategia, i giochi di squadra, ecc… ma è così ormai da molti anni… quando vince il pilota che ti piace nessuno si lamenta, quando vincono gli altri la F1 fa schifo… anche in molti altri Sport, ma con la S maiuscola, succedono cose analoghe e tutto è da ricondurre ad una e sola cosa: il rientro economico, il DENARO, i DOLLARI o come volete chiamarli… punto!!!

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