Il bug dei motori che ferma la Formula 1: servono aggiornamenti come per gli smartphone

Lo sport che più amiamo è in mano a un software, e se sgarri con la velocità le power unit vanno in tilt

Il GP del Bahrain a Sepang è stato contrassegnato da un grave e insolito "bug" che ha mandato in tilt le complesse power unit 2026, costringendo diverse monoposto a resettarsi in pista durante il giro di formazione sotto la pioggia. La FIA è dovuta intervenire durante la sospensione della gara rilasciando un aggiornamento software straordinario per consentire alle vetture di ripartire. L'episodio evidenzia quanto l'eccessiva dipendenza dalla componente elettrica e dai calcoli dei programmi stia snaturando la Formula 1, sollevando forti critiche da parte dei piloti e riaprendo il dibattito sulla necessità di anticipare il ritorno a motori più tradizionali
Il bug dei motori che ferma la Formula 1: servono aggiornamenti come per gli smartphone

Del “Millennium Bug” del 1° gennaio 2000 non abbiamo avuto traccia, però il 4 ottobre 2026 verrà ricordato dagli appassionati di motorsport come il “Formula 1 Bug” causato dalle power unit che da questa stagione, e fortunatamente per poche altre ancora, sono montate sulle monoposto del Circus. La gara della Malesia, successivamente, è stata anche parzialmente godibile grazie alle rimonte dei piloti Ferrari a seguito degli strafalcioni dei box, ma quanto visto prima dello start, con alcune vetture che si sono letteralmente fermate in pista perché avevano necessità di resettarsi, tutte nello stesso momento, non va bene.

Non va bene perché la tecnologia esasperata di questo regolamento a sua volta esasperante verso l’elettrico ha snaturato completamente le corse di Formula 1. La critica è purtroppo inevitabile, e arriva perché l’amore verso questo sport è incondizionato, e vederlo ridotto a calcoli e aggiornamenti software (ovvero una nuova versione di un programma, di un’app o di un sistema operativo che viene installata per migliorare il software stesso), come se fossero gli smartphone che utilizziamo quotidianamente, è davvero mortificante.

Bug motori F1, cosa è successo in Malesia?

Ma cosa è successo esattamente quando Verstappen, Hamilton, Leclerc, tutti gli altri motorizzati Ferrari e le due Audi si sono piantati in mezzo alla pista? Non è ancora chiaro al 100%, l’unica cosa che sappiamo è che alcune vetture sono state costrette a fermarsi, vedi Hamilton, Bortoleto, le Cadillac e le Haas, mentre Verstappen e Leclerc sono riusciti a far riprendere il motore senza spegnere la vettura. Una serie di cause, come ci spiega la FIA, hanno determinato questo bug di sistema, ma non stiamo parlando di computer o applicazioni per telefono, bensì di macchine di Formula 1.

“Durante il giro di formazione del Gran Premio del Bahrain in Malesia, un’inedita combinazione tra bassi regimi del motore, condizioni di scarsa aderenza, impostazioni di gestione dell’energia per la pioggia e la configurazione dei settori del circuito di Sepang ha causato un’involontaria perdita di potenza su diverse vetture”, si legge nella nota della Federazione diramata dopo la gara di Sepang.

“Di conseguenza, il Dipartimento Tecnico della FIA ha rimosso il vincolo sul limite di energia nei settori interessati attraverso la distribuzione di un aggiornamento software rilasciato a tutti i concorrenti durante la sospensione della gara dovuta alla forte pioggia, consentendo alle squadre di effettuare le modifiche necessarie alle Power Unit prima della partenza. Questo problema non era stato rilevato dalla FIA né dai team durante i test o nei giri di schieramento in griglia. La FIA, insieme alle squadre e ai costruttori di Power Unit, condurrà un’indagine approfondita sulla vicenda”.

Se sei troppo lento, la power unit va in tilt

Il regolamento di Formula 1 2026 ci dice che le power unit, dotate di troppa parte elettrica, devono essere di fatto mappate prima della sessione. Ovvero, si deve decidere prima dove andranno più o meno forti, perché non ce la fanno, in quasi tutti i circuiti, a fare tutto il giro al massimo. Poi, man mano che i giri passano, i motori “apprendono” e sanno dove si trovano, potendo spingere più o meno. Insomma, è anche molto complicato da scrivere, ma ripensando a quanto accaduto a Bottas a Baku, appena la scorsa settimana, iniziamo a capire molto meglio anche noi profani della tecnica come funzionano questi motori dannatamente complessi.

Il finlandese della Cadillac andò lungo all’ultimo giro in curva 1, finendo poi per sbattere alla 15: quell’errore ha mandato in tilt la “memoria” della power unit, l’ha “confusa”, e nel punto in cui Bottas ha sbattuto, il regime del motore era già impostato per qualche centinaio di metri più avanti, ovvero dove sarebbe dovuto essere l’ex Mercedes senza l’errore. Capite bene la complicanza di questa situazione, e che ci dice come questi piloti siano davvero passeggeri delle monoposto. Lo ha detto Leclerc dopo la gara di Sepang, non lo diciamo noi.

“Possono essere guidate (sul bagnato) sì, ma ci sono dei rischi che, penso per tutti i piloti, non ci piacciono: ci sono situazioni in cui non abbiamo il controllo della macchina e della potenza che riceviamo dalla power unit”.

L’espressione di Leclerc diceva tutto, e anche Hamilton e Verstappen, durante la conferenza post gara, sono stati interpellati dai giornalisti presenti. I due hanno chiaramente detto come il tutto fosse strano, che questa “Velocità da Lego” non è tollerabile, e che la speranza è che si possa tornare a un qualcosa di più standard nei prossimi anni.

A Sepang, quindi, sotto Safety Car, con l’asfalto bagnato e quant’altro, le vetture sono andate troppo lente, e da un certo punto della pista in poi, all’altezza di curva 11, alcune di loro hanno iniziato a non avere più potenza. Mancava il sistema di ricarica, come riferivano i piloti della Ferrari via radio, dovuto appunto a questa anomalia del software che la FIA ha per gestire le power unit. Anche qui, il fatto che la Federazione invada così tanto le componenti del propulsore è un qualcosa che va corretto urgentemente man mano che si andrà ad eliminare questo regolamento così per come era stato concepito.

Cosa ha fatto la FIA per risolvere questo bug?

La FIA ha quindi preparato di fretta e furia (beh, bravi) un aggiornamento del software volto a far sì che uno scempio del genere non accadesse più, ma non vi erano ovviamente certezze sul successo di questa soluzione, perché non c’è stato modo di testarlo a dovere e la gara sarebbe dovuta ripartire al più presto. Nikolas Tombazis, direttore tecnico della Federazione chiede scusa al pubblico per quanto accaduto, ma ammette che potrebbero anche esserci altri problemi, di altra natura, in futuro con queste power unit.

Una volta pronto l’aggiornamento, è stato consegnato alle squadre per installarlo sulle vetture, proprio come fa la Apple quando deve aggiornare un iPhone o Android con un Samsung. Battute a parte, c’è davvero tanta tristezza nel commentare una simile situazione. L’indignazione di inizio anno è stata sostituita da una sorta di resa, anche perché sappiamo che dal 2030 (un anno prima della fine di questo regolamento, ndr) avremo nuovamente motori V8, probabilmente bi-turbo (quindi con due bancate) e con la parte elettrica ridotta dai 350 kW attuali ai 100 kW, menomale. Eppure, un pensierino a un ulteriore anticipo al 2029, in qualche modo, si potrebbe anche fare, o pretendiamo troppo?

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