F1 | La Ferrari è un bellissimo cigno, forse un po’ di cristallo…

Guai a trarre conclusioni dai test, ma all'orizzonte sembra profilarsi un'intensa sfida Ferrari-Mercedes

F1 | La Ferrari è un bellissimo cigno, forse un po’ di cristallo…

A questo punto urge trovare un certo equilibrio, perché siamo un po’ tutti già saliti sulle montagne rosse. “Colpa” di Sebastian Vettel e quell’insistenza propria dei campioni nel cercare con maniacale ossessività il giro perfetto, quello buono a far cadere le tribune, anche quelle poco gremite di mere prove collettive invernali.

Tre tentativi tre, quando incombeva il piatto di pasta nei box, giusto per spremerla (ma solo un po’) questa SF90, per provarla un po’ più leggera, per buttarla in curva di potenza e prepotenza, tanto la belva si lascia domare, fa della guidabilità un pregio già riconosciuto. Così il cronometro scende, e un po’ vedi che si bluffa perché Seba gioca a nascondino e proprio il giro più veloce dei test (1.16.221) arriva con il tedesco che nell’ultimo settore perde quasi due decimi. Perché l’ideal lap sarebbe stato 1.16.04, se non ancora più basso. Altro che tre millesimi su Hamilton…

Fermi, stop. L’entusiasmo e l’eccesso di ottimismo vanno rifuggiti prima ancora di essere vissuti. Ah se è nata come dio comanda questa bambola rossonera! Mission Win Now davvero, non solo per ragioni di sponsor. Le prove sono tali onotologicamente, l’indecifrabilità e l’irrilevanza fanno parte dell’essenza dei test collettivi. Eppure dopo otto giorni sarebbe da pazzi, da folli, pensare che la SF90 non sia in grado di giocarsi pole e vittorie con la Mercedes. Perché è chiaro che di Brackley non bisogna fidarsi e che – come dimostrato da Hamilton nel suo tentativo di giro veloce – la freccia d’argento sia sempre sul pezzo e abbia esperienza e capacità di sviluppo superiori alla media. Ma è anche vero che la W10 scodinzola, non sfrutta ancora le gomme a dovere, scivola un po’ troppo, mentre la Rossa sembra un treno sui binari.

Eppure, giusto per non farsi mancare proprio nulla, questa Ferrari all’altezza (sarebbe un azzardo dire superiore) della regina di Brackley, così come sembra un elegante cigno che danza sul tracciato, al contempo ha sofferto qualche problemino di troppo di affidabilità. Dall’inquietante cerchione saltato a Vettel ai numerosi stop ai box per controlli o problemi di surriscaldamento o di tipo elettrico, come l’ultimo che ha impedito a Sebastian di completare il lavoro l’ultimo giorno, è lo stesso timoniere Mattia Egon Binotto ad aver ammesso – con finanche troppo candore – che la Ferrari dovrà essere più affidabile, oltre che brava a trovare ancora e ancora prestazione.

Siamo insomma all’inizio di una stagione interminabile, e Ferrari e Mercedes sanno benissimo che non servirà a nulla essere i migliori all’inizio, ma conterà saper restare davanti gara dopo gara, sviluppo dopo sviluppo. La sfida più grande della Ferrari non è più quella di fare bella impressione e di lottare, ma di concretizzare questo splendido potenziale soltanto intravisto. Dall’ombra spicca un cigno rosso dal passo e dalle movenze eleganti ma – distratto dal suo stesso portamento  – s’è concesso qualche pausa di riflessione di troppo, specchiandosi in quello stesso asfalto che da Melbourne in poi sarà giudice supremo.

Antonino Rendina


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1 commento
  1. Victor61

    3 Marzo 2019 at 14:44

    mamma mia Rendina non vorrò essere nei tuoi panni se (come probabile…) anche il mondiale 2019 lo vincerà Hamilton perché è comunque il più bravo…il patetico bipolarismo di certi tuoi articoli è imbarazzante…ti consiglierei una sana terapia scacciapensieri a base di sesso, drugs e rock&roll per tutto il campionato 🙂

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