F1 | Incompatibilità ambientali e “wingman” alla riscossa: Ricciardo e la scommessa Renault

Il pilota australiano ha rotto gli indugi e ha scelto l'adrenalina di una sfida tutta nuova...

F1 | Incompatibilità ambientali e “wingman” alla riscossa: Ricciardo e la scommessa Renault

Gli è letteralmente rimasta la penna in mano, dopo la splendida vittoria di Montecarlo e con la Red Bull che spingeva per rinnovargli il contratto. La tanto agognata firma, però, non è mai arrivata. Con un colpo di scena degno delle migliori bombe di calciomercato Daniel Ricciardo alla fine ha sì firmato, ma per un altro team.

Dal blu bibitaro al giallo Regiè, un salto nel buio improvviso e inaspettato, ma riflettendoci bene per Daniel non c’erano poi molte alternative. Alla soglia dei trent’anni, con un curriculum che parla da solo (sette vittorie e ventinove podi complessivi) Ricciardo coltiva giustamente ambizioni da top rider. E’ veloce, spettacolare nei sorpassi, consistente e sa correre da uomo squadra. Insomma è un pilota completo, un campione al quale è mancata solo l’auto da titolo, e non ha nulla da invidiare ai mostri sacri della categoria.

In Red Bull, probabilmente (i panni sporchi si lavano in famiglia, noi ce ne andiamo per un’idea), l’atmosfera doveva essere diventata pesantuccia. I rapporti tra i piloti formalmente sono buoni, ma in pista gli episodi di tensione non si contano più. Ricciardo non ha fatto mistero di avere un ottimo rapporto con il gran capo Mateschitz, facendo capire implicitamente che la stessa cosa non poteva dirsi per Helmut Marko, vera eminenza grigia dei tori. Ed Helmut Marko è il primo e più grande sostenitore di Max Verstappen, il giovanissimo fenomeno che trascina maree arancioni negli autodromi, che fa letteralmente ammattire appassionati e rivali, coperto d’oro ed eletto al ruolo di punta di diamante di Milton Keynes.

Ricciardo, oltre alla convivenza forzata con Verstappen, avrebbe poi dovuto inforcare il surf e affrontare una Honda anomala, nel senso di incognita più totale. Con la prospettiva di una Red Bull ridimensionata per colpa del nuovo motorista o nella migliore delle ipotesi di una monoposto competitiva con la squadra tutta dalla parte del giovanissimo pilota olandese. Ecco perché è verosimile che l’australiano avesse chiesto di restare un solo anno, per studiare l’evolversi di una situazione obiettivamente complicata per lui.

Ma poi, guardandosi intorno, a Riccio sarà venuta la malinconia. Ferrari e Mercedes, le vere regine di questa F1, sembrano improntate alla politica del contratto a tempo indeterminato, tetragone ed irremovibili. Il ruolo di gregari di Raikkonen e Bottas è stato ormai sdoganato. Con il primo che sembra perfettamente a proprio agio e merita di continuare, mentre il secondo – considerando età e carriera – probabilmente aveva ben altre ambizioni, ma tant’è. Ormai è chiaro che entrambi i driver finlandesi sono “wingman” (cit. Toto Wolff) essenziali nell’equilibrio della lunga battaglia tra Maranello e Brackley, e che nessuno può schiodare nel breve termine Vettel e Hamilton dal loro sedile. Ferrari e Mercedes hanno due attaccanti aiutati da due metronomi di centrocampo, uno schema collaudato e preferibile all’inserimento nello spogliatoio di un fantasista che poteva sparigliare le carte.

Ricciardo, metafore a parte, ne ha preso atto e non gli è restato che abbracciare la causa Renault. Il team ufficiale di un grande costruttore, che sogna di tornare ai fasti del 2005 e 2006, quando con Alonso e Fisichella arrivarono quattro mondiali. Una scommessa coraggiosa, forse necessaria. Ma è sicuramente più allettante affrontare una nuova sfida, essere messo al centro di un progetto, che scegliere tra una convivenza impossibile e top team che chiudono la porta in faccia. Una cosa e certa, a por fuera Daniel non manca il coraggio, ma questa non è una novità.

Antonino Rendina

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4 commenti
  1. rossoferrarisempre

    4 agosto 2018 at 03:50

    Che spreco pazzesco per lui ma ancor di più per la Ferrari!!! Arrivabene non capisci un …!!

    • rearweeldrive

      4 agosto 2018 at 09:24

      io ho sempre sostenuto l’arrivo di daniel in ferrari per l’anno prossimo ma…cosa fatta capo ha.sarebbe bello invece che nel 2020 la ferrari cambiasse il finlandese co un finlandese…

  2. Daytona

    4 agosto 2018 at 08:31

    Ma ha fatto bene..Marko si tenga il suo pupazzo olandese,con il primo giovane che gli affiancherà sarà autoscontro ad ogni gara.

  3. Ray74

    4 agosto 2018 at 09:41

    Quali altre ambizioni avrà avuto Bottas? Mah…

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