Formula 1 | Imola, piloti divisi tra freddo e tasse: c’è chi preferisce correre ad Abu Dhabi
Bottas parla per "tutti": "Nessuno vuole correre in Italia". Verstappen lo smonta: "Tasse? Basta semplicemente pagarle"

Nelle prossime due settimane la Formula 1 deciderà come completare il mondiale. Qatar e Abu Dhabi sono a rischio da mesi per la guerra in Medio Oriente, motivo per cui il Gran Premio del Bahrain si corre questo weekend in Malesia. I promoter delle due tappe mediorientali non vogliono cedere e stanno facendo di tutto per convincere Stefano Domenicali e la FIA a correre tra fine novembre e inizio dicembre, anche perché la gara sostitutiva, ormai nota, sarebbe una sola: Imola.
L’Autodromo Enzo e Dino Ferrari potrebbe quindi chiudere un mondiale da 22 gare nel primo weekend di dicembre, scenario non ideale dal punto di vista meteorologico: il rischio nebbia al mattino è elevato, gli orari andrebbero anticipati per il buio già dalle 16 e il freddo resta una variabile con cui le Formula 1 attuali faticherebbero non poco.
Tecnicamente sarebbe una sfida enorme e per certi versi affascinante da spettatori, ma in condizioni normali una pista calda come Abu Dhabi resterebbe la soluzione più logica. Resta il fatto che la decisione non dipende solo dalla FIA e dalla FOM: i due Gran Premi del Golfo stanno spingendo con forza per onorare gli accordi presi, consapevoli che una rinuncia significherebbe perdere l’ultimo atto del campionato dopo mesi di incertezza.
Il nodo meteo secondo i piloti
Sull’ipotesi Imola si sono espressi diversi piloti oggi a Sepang. Charles Leclerc, che a Imola corre in casa, ha ammesso le difficoltà legate al freddo ma non si è detto contrario: “Mi piace il circuito, farà molto freddo e il riscaldamento delle gomme sarà una grande sfida, ma avere una seconda gara di casa sarebbe bello. Più che una questione di volontà, per me si tratta di capire se sia ragionevole andare altrove: sarei felice di correre a Imola se non fosse sicuro andare dove dovremmo andare”.
Lewis Hamilton ha invece espresso una preferenza netta per le tappe mediorientali: “Imola è una bellissima pista da guidare, ma sarebbe un’ultima gara poco interessante, perché ci ho guidato di recente ed è molto sconnessa sulle ‘S’, con pochi sorpassi possibili. Nessuno sembra ricordare che siamo stati da poco in Azerbaijan, proprio accanto all’Iran, senza che nessuno ne parlasse. Spero ci sia la pace e si possa andare alle ultime due tappe, perché sono bellissime: Abu Dhabi in particolare mi piace molto”.
Tra i piloti più giovani, Arvid Lindblad ha confermato le temperature più basse rispetto ad Abu Dhabi senza drammatizzare: “Farà un po’ più freddo. Alla fine faremo quello che la F1 ritiene sia meglio, so che Imola è l’opzione di riserva. Ci saranno comunque abbastanza ore di luce per guidare senza problemi, farà solo un po’ freddo e magari sarà bagnato”.
Lance Stroll e Pierre Gasly hanno parlato di Imola con affetto, dicendosi entrambi legati al tracciato, con il francese che ha sottolineato come si tratti comunque di un ulteriore Gran Premio in territorio italiano: “Sono sicuro che troveremo il modo di far funzionare le cose. Farà solo freddo se alla fine andremo lì, ma lo scopriremo nelle prossime due settimane”.
La questione fiscale denunciata da Bottas
Oltre al meteo, dietro le perplessità di alcuni piloti c’è un tema fiscale tutt’altro che marginale. La Guardia di Finanza aveva indagato sulle ritenute legate ai compensi dei piloti stranieri per le gare disputate in Italia, tra Monza, Imola e, nel 2020, il Mugello, verificando la corretta applicazione delle imposte sui redditi prodotti sul territorio nazionale anche da soggetti residenti all’estero.
Le verifiche, allora preliminari, ipotizzavano che alcune scuderie non avessero adempiuto al ruolo di sostituti d’imposta, con possibili debiti fiscali accumulati in più stagioni: una ricostruzione complicata dalla natura dei compensi, tra stipendi fissi, bonus, premi e diritti d’immagine.
Su questo fronte è intervenuto Valtteri Bottas, che ha sintetizzato le perplessità del gruppo in modo diretto: “Non sono un grande fan dell’ipotesi Imola, per il meteo di quel periodo, la nebbia al mattino e le basse temperature con il tramonto anticipato, ma anche per la questione delle tasse italiane: nessun pilota vuole davvero correre in Italia per quanto accaduto di recente”.
Il finlandese parla per tutti, ma non tutti la pensano come lui a quanto pare. L’ex Mercedes ha comunque chiarito che la griglia si adeguerà a qualunque decisione ufficiale: “Se la Formula 1 deciderà di andare a Imola, correremo: non credo si assumerebbe un rischio per tutte le persone coinvolte. Ad Abu Dhabi, però, non ci sono tasse, e credo che tutti preferirebbero gareggiare in un posto più caldo. Per ora il piano resta quello di andare regolarmente sia in Qatar sia ad Abu Dhabi”.
Ollie Bearman, che vive da anni vicino a Imola, ha scherzato sul clima invernale della zona: “La questione fiscale mi riguarda meno rispetto ad altri, ma dovremmo portarci catene da neve e scaldamani: fa davvero freddo lì d’inverno, si sente eccome”.
Max Verstappen ha minimizzato il problema del buio anticipato, affrontando anche il tema fiscale senza giri di parole: “Ci sono posti decisamente peggiori dove stare d’inverno rispetto a Imola. Farà un po’ più freddo e buio prima, ma siamo abbastanza intelligenti da non guidare al buio. E non c’è alcun problema fiscale: le tasse bisogna semplicemente pagarle”.
Nico Hülkenberg ha preferito non aggiungere altro a quanto già detto dai colleghi.
L’uscita di Bottas ci sembra obiettivamente fuori luogo e non sembra proprio rispecchiare la volontà del gruppo Formula 1, come invece sottolineato da lui. Non entriamo nel merito delle indagini della Guardia di Finanza, qua vogliamo parlare soltanto di sport.
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