F1 GP Bahrain Malesia | Ferrari, Hamilton: “Vasseur è un leader fantastico”

"Ci sono anche figure al di sopra, non si tratta di una sola persona. Fred ha portato Ferrari a lottare per il mondiale costruttori", ha aggiunto

Dopo la conferma della fiducia in Fred Vasseur arrivata nel corso della settimana, anche Lewis Hamilton affronta il tema in conferenza stampa a Sepang. Il sette volte campione del mondo difende il team principal, ma torna sul deficit di potenza della power unit Ferrari, già denunciato a Monza
F1 GP Bahrain Malesia | Ferrari, Hamilton: “Vasseur è un leader fantastico”

La Ferrari resta al centro dell’attenzione per le voci insistenti su Fred Vasseur. La posizione del manager francese è stata chiarita dalla Scuderia nel corso della settimana, con la conferma della fiducia nel suo operato dopo i fortissimi rumor esplosi nel weekend di Baku a seguito di risultati tutt’altro che soddisfacenti e la mancanza di podi addirittura dallo scorso luglio, a Spa. Come già accaduto con Charles Leclerc, anche la conferenza stampa di Lewis Hamilton a Sepang è stata in gran parte incentrata su quanto accaduto nei giorni scorsi, considerando pure come il sette volte campione del mondo, a Monza in particolare, avesse fatto notare la necessità di cambiare qualcosa anche sul fronte della gestione dei piloti, a seguito delle incomprensioni con il compagno di squadra, specialmente in qualifica.

Hamilton: “Fred ha il pieno sostegno”

Interpellato sull’importanza della stabilità ai vertici di una squadra, dopo gli anni passati in un team con un assetto societario più solido, Hamilton ha risposto così: “La struttura penso sia molto importante, e questo porta stabilità. Avere tutti che remano nella stessa direzione è fondamentale, probabilmente in qualsiasi attività”.

Alla domanda se avverta lo stesso sostegno attorno a Vasseur, è stato diretto: “Penso che Fred abbia il pieno sostegno”.

Sulla dichiarazione di fiducia rilasciata da John Elkann proprio per spegnere le voci sulla leadership Ferrari, Hamilton ha preferito non sbilanciarsi sull’effetto concreto: “Dovreste chiedere a lui cosa significhi per lui, non so quanto cambi le cose. Sembra esserci spesso molta attenzione su un singolo individuo, su un unico ruolo, e si vede che negli anni sono cambiate diverse persone in quel ruolo. Ma Fred è un leader fantastico, pronto a portare la squadra nella direzione giusta”.

Il sette volte iridato ha comunque ammesso che la struttura societaria resta un tema aperto: “C’è un assetto che esiste da tempo, indipendentemente dal fatto che vada rivisto in futuro. Ci sono anche figure al di sopra di Fred, non si tratta di una sola persona. Fred ha guidato la squadra fino al secondo posto nel mondiale costruttori, e ora abbiamo fatto un enorme passo avanti rispetto allo scorso anno. Il deficit che abbiamo è sul motore, lo sappiamo, non ci nascondiamo: ogni weekend perdiamo quattro decimi, a volte sei, solo di potenza in rettilineo. Ne sono consapevoli e ci stanno lavorando duramente per risolverlo entro il prossimo anno”.

Il peso del rumore esterno

Hamilton ha definito frustrante il clima attorno a Maranello: “Vedo altre persone fare errori e nessuno dice mai troppo su di loro, mentre per noi è dieci volte peggio, forse perché siamo il marchio più iconico in griglia”.

Sull’effetto delle voci sulla squadra, ha spiegato di non leggere i contenuti sui social, ma di percepirne comunque le conseguenze indirette: “Su di me l’effetto è pari a zero, perché non leggo nulla, ma quando entro nella stanza vedo che ha un effetto sui singoli individui del team, che ogni weekend cercano di dare il massimo e non sempre ci riescono. Le famiglie mandano messaggi per le cose negative che leggono, anche chi lavora in fabbrica legge tutto, ed è come se non ci fosse nulla di giusto da fare anche quando si dà il massimo. Nessuno di chi scrive certe cose sa davvero cosa succede a porte chiuse o quanto duramente lavori ciascuno: è tutto basato su supposizioni e opinioni”.

Hamilton ha chiuso con una nota di fiducia nel progetto: “Continueremo a concentrarci sul fare il miglior lavoro possibile, a prescindere da ciò che viene scritto. Ci vorrà più tempo, il secondo anno non è dove volevamo essere, ma spero che con il lavoro di tutti il prossimo possiamo arrivarci”.

Interrogato infine sul confronto con la Mercedes, dove il team principal era anche comproprietario della squadra, Hamilton ha preferito non approfondire: “Ci sono cambiamenti in quel senso, ma non parlerò di cosa siano. Toto si trova in una posizione diversa rispetto a Fred, le strutture sono dinamiche. Mi fermo qui, non dirò altro”.

Le parole di Hamilton, come quelle di Leclerc nei minuti precedenti, confermano il sostegno dei piloti a Vasseur, ma non cancellano il nodo tecnico più volte citato: il divario di potenza della power unit resta il principale ostacolo tra la Ferrari e il ritorno ai vertici, con Sepang chiamata a dare le prime risposte in pista.

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