F1 | Il Buono, il Brutto e il Cattivo

Cosa succederà nel prossimo capitolo di questa storia avvincente?

No, non è la recensione del film western di Sergio Leone
F1 | Il Buono, il Brutto e il Cattivo

La storia che stiamo per raccontarvi parla di tre personaggi, tutti con un ruolo ben definito. Troverete di tutto: luci, ombre, capri espiatori e un pizzico di malignità. Il titolo è facilmente interpretabile, o quasi: Abbiamo il Buono, il Brutto e il Cattivo. Ci sono tre elementi chiave nella discussione, due sono più o meno chiari da scovare, l’altro un po’ meno, anche perché non si tratta di un soggetto ben specifico, ma più che altro di un contesto, di un qualcosa di potenzialmente astratto. Andiamo con ordine, magari vi risulterà più chiaro strada facendo.

IL BUONO

Colui che appena tocca qualcosa la trasforma inconsapevolmente in oro colato. Dice “Ehi”, bravo bravissimo! Fa questo, fa quello, 92 minuti di applausi a scena aperta. Si taglia lo stipendio e viene sbandierato ai quattro venti “Eh vabbè ma allora mi inchino di fronte alla tua grandezza”. Detto così, il soggetto in questione potrebbe anche risultarvi antipatico, ma non lo è affatto. Il grave problema di costui, che per comodità chiameremo “Predestinato” (bella questa parola eh? Non possiamo farne più a meno, davvero), è quello di essere stato issato a uno dei più forti della storia della Formula 1 (sì stiamo parlando di questo, speriamo ve ne siate resi conto) senza aver fatto praticamente nulla, se non aver vinto due gare nella sua ancora brevissima carriera. Bravissimo, per carità, negare l’evidenza sarebbe da idioti e anche controproducente, perché il talento cristallino di questo ragazzo nato nella costa monegasca non può e non deve essere in alcun modo messo in discussione, è un patrimonio per se stesso, per il team che rappresenta e per tutta l’Italia motoristica e sportiva. Ed è per questo motivo che non bisogna esagerare, come se fosse il salvatore di una patria che non aspetta altro di ritornare a vincere. L’errore è qui, è palese, lampante, perché se bastasse solo questo per riportare una macchina di colore rosso lì, davanti a tutti, allora sarebbe cosa fatta. Purtroppo però non è solo il talento di un giovane Predestinato a garantire successi e prestigio, lì entra in gioco una vettura, possibilmente con quattro ruote e un motore che la spinga, degna di questo nome. Quanto questa macchina, che per comodità chiameremo Ferrari, ad oggi, può dare al Bello la possibilità di vincere il titolo mondiale? Per rispondervi, entra il gioco il secondo elemento della nostra storiella.

IL BRUTTO

Come anticipato, questo personaggio non è uno solo, non rappresenta un soggetto. Siamo in un contesto, quello italiano, e ci mettiamo dentro il tifo, la passione, il lavoro, gli addetti e chi più ne ha, più ne metta. Il Brutto non è come tutti noi, ha tantissime braccia, che ad un certo punto si incontrano e si intrecciano nella strada del Bello, ma anche del Cattivo, però ci arriveremo più avanti. Il Brutto ha molte aspettative nei confronti del Bello, solo che il modo di esternarle non è propriamente quello corretto (opinione squisitamente personale). Il Predestinato, ad oggi, è stato caricato di una responsabilità e di un’attesa che difficilmente potrà rispettare nel breve periodo: ha a disposizione, da quel che abbiamo potuto capire, una vettura non all’altezza della concorrenza (felicissimi di essere smentiti tra qualche mese), e potrebbe incappare in qualche errore, ed è lì che il Brutto farà vedere l’altra faccia di cui dispone, criticandolo senza pietà. In Italia siamo abituati a tutto ciò, qualche braccio osò mettere in discussione un altro personaggio, che chiameremo Michael, per non essere riuscito a portare a casa il titolo mondiale con una vettura che definire “ciofeca” è persino un complimento. Lo abbiamo visto con Fernando, un altro dei cattivoni del nostro simpatico e piccolo villaggio, e adesso lo stiamo vedendo con il Cattivo. Il Brutto da alcune settimane sta portando avanti una campagna di denigrazione nei confronti del Cattivo, che per comodità chiameremo “Ditino”. A dire il vero, è da qualche anno che Ditino è stato preso di mira dal Brutto, per diversi motivi. Qualche errore l’ha fatto in questo periodo, ed essendo il cattivo della situazione non potrebbe essere altrimenti, solo che ultimamente la cosa degenerando più del dovuto. Non abbiamo ben capito il perché ci debba essere, ogni volta che le cose vanno male, il capro espiatorio di turno (ultimamente solo pluricampioni del mondo, ma guarda un po’) che paga per le nefandezze altrui. Sarebbe interessante fare uno studio approfondito di tutto questo (no, non è vero, perché la risposta è sotto gli occhi di tutti, tranne di chi non vuole vedere per qualsivoglia motivo).

IL CATTIVO

A Ditino è stato detto di tutto negli ultimi due giorni. Vi ricordate? Predestinato ha deciso di tagliarsi lo stipendio di quest’anno (scelta lodevole e per nulla scontata, ndr), è diventato di dominio pubblico, fin qui niente di male. Il problema nasce quando per poter dare risalto a un gesto del genere, bisogna per forza di cose puntare il dito accusatorio nei confronti dell’altro, quello cattivo, malvagio, pagliaccio e avido (sono i termini con i quali Ditino è stato etichettato dalle numerose facce del Brutto). Fermo restando che ognuno con i propri soldi fa un po’ quello che gli pare, senza dover dare conto proprio a nessuno, qual è il reale scopo del Brutto? Qui entra in gioco nuovamente il capro espiatorio che ogni tot di anni torna in auge, oppure Ditino è stato talmente cattivo in questi anni da meritarsi una gogna mediatica per nulla giustificata? Ci piacerebbe avere delle risposte in merito, ma sappiamo che le storielle spesso finiscono un po’ nel vuoto, così che ognuno con la propria fantasia possa crearsi il finale a lui più congeniale.

CONCLUSIONI

Speriamo che questa breve storiella vi sia piaciuta. Forse non del tutto scorrevole nella narrazione, ma sicuramente di facile comprensione. Scherzi a parte, il timore è che tutto questo ambaradan mediatico che abbiamo vissuto nelle ultime 48 ore, specialmente su Twitter, social molto attivo per quanto riguarda la Formula 1, non sia deleterio per i due personaggi principali del nostro racconto. Perché il Buono, paradossalmente, è quello che ne esce peggio di tutti, perché alla prima vera cappellata, diventerà subito il Cattivo, con il Brutto non ci sono vie di mezzo: o sei Buono oppure sei Cattivo, non si scappa. E’ un loop infinito, dal quale si spera di poter uscire un giorno, ma per far sì devono cambiare tante, troppe cose, ed entrerebbero in gioco altri personaggi, non menzionati direttamente in queste righe, ma presenti, eccome se presenti. Ma questa, cari ragazzi, è un’altra storia…

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