Formula 1 | Gran Premio d’Ungheria 2026, le previsioni di Pirelli
All'Hungaroring le tre mescole più morbide della gamma 2026

Il mondiale di Formula 1 fa tappa all’Hungaroring per il Gran Premio d’Ungheria, undicesimo appuntamento della stagione 2026 e ultima gara in programma prima della consueta sosta estiva. Il circuito, situato nelle vicinanze di Budapest, è stato sottoposto nell’ultimo biennio a un piano di ammodernamento strutturale e infrastrutturale. Gli interventi hanno coinvolto il complesso del paddock, le strutture destinate all’ospitalità dei team, l’area delle tribune e la sede stradale. Per l’edizione 2026, gli organizzatori hanno posato un nuovo manto nei tratti corrispondenti alle curve 1 e 12. Questo lavoro segue le opere effettuate nella stagione precedente, quando la riasfaltatura aveva interessato la corsia dei box e la griglia di partenza.
Caratteristiche del tracciato e configurazione aerodinamica
Il circuito dell’Hungaroring si sviluppa su una lunghezza di 4,381 chilometri e comprende 14 curve. La configurazione del tracciato, caratterizzata da una successione continua di svolte a media e bassa velocità e da sequenze serrate di cambi di direzione, rende la pista storicamente paragonabile a un impianto kartistico. L’unico tratto ad alta velocità di rilievo è il rettilineo dei box, che costituisce la principale opportunità di sorpasso per le monoposto. Il resto del tracciato impone una guida continua sui freni e in trazione, con alcune pieghe che superano un raggio di 180 gradi. I piloti affrontano questo layout per 70 giri complessivi durante la gara di domenica.
Sotto il profilo ingegneristico, le squadre adottano regolazioni degli assetti molto simili a quelle impiegate sul circuito di Monte Carlo. Poiché l’impatto della resistenza all’avanzamento sui rettilinei è marginale rispetto all’esigenza di generare aderenza in curva, le monoposto utilizzano pacchetti aerodinamici ad alto carico per massimizzare la deportanza e stabilizzare la vettura nei repentini cambi di traiettoria.
Selezione delle mescole e gestione degli pneumatici
Per rispondere alle specifiche sollecitazioni dell’Hungaroring, Pirelli ha selezionato per questo fine settimana i tre composti più morbidi dell’intera gamma da asciutto: la mescola C3 come Hard, la C4 come Medium e la C5 come Soft. La scelta è mirata ad assicurare i massimi livelli di aderenza meccanica in un tracciato privo di curvoni veloci, dove l’efficienza in staccata e la trazione in uscita dalle pieghe lente sono i fattori determinanti per la prestazione sul giro.
La superficie dell’asfalto presenta una rugosità disomogenea. Nei settori non interessati dalle recenti riasfaltature, la sede stradale conserva una grana datata che incrementa l’abrasività naturale. Nei primi turni del fine settimana, il livello generale di aderenza si attesta su valori estremamente bassi. Con il passare delle sessioni e con il depositarsi della gomma lasciata dalle monoposto, la pista registra un’evoluzione marcata dei tempi cronometrici.
Le condizioni ambientali rappresentano una variabile critica per le coperture. Le temperature dell’asfalto rilevate all’Hungaroring figurano abitualmente tra le più alte registrate durante l’intera stagione. Il marcato stress termico generato dal calore e dal lavoro continuo in trazione sollecita in modo particolare l’asse posteriore delle vetture, innescando un sensibile degrado termico degli pneumatici. Sulle mescole più morbide del lotto, in particolare sulla C5, i tecnici prevedono inoltre il possibile insorgere del fenomeno del graining laddove le vetture scivoleranno nei tratti guidati.
Variabili strategiche per la gara
La gestione del degrado degli pneumatici influenzerà l’elaborazione delle strategie di gara da parte dei muretti box. In condizioni teoriche, i modelli di simulazione indicano tempi complessivi equivalenti tra una strategia basata su due soste e un piano di gara fondato su un unico cambio gomme. La difficoltà nei sorpassi lungo il tracciato magiaro spinge gli ingegneri a dare priorità al posizionamento in pista. Mantenere la posizione davanti ai rivali può indurre le squadre a prolungare i segmenti di gara per evitare il traffico.
In presenza di temperature dell’asfalto elevate, le squadre tenderanno a concentrare i chilometri di gara sulle due mescole più dure della selezione disponibile, ovvero la C3 e la C4, riducendo l’impiego della C5 per evitare decadimenti prestazionali dovuti al surriscaldamento.
Il programma di test post-gara per Pirelli
Al termine del fine settimana del Gran Premio, le attività sul circuito dell’Hungaroring proseguiranno. Nelle giornate di martedì e mercoledì, Pirelli svolgerà una sessione di test dedicati allo sviluppo degli pneumatici da asciutto per la stagione 2027. Alle sessioni di lavoro in pista parteciperanno tre scuderie con le rispettive monoposto: Aston Martin, Audi e Alpine. I dati raccolti durante i due giorni di prove serviranno ai tecnici per perfezionare le specifiche costruttive e le mescole prima dei vincoli normativi fissati dal regolamento.
Precedenti e dati storici dell’Hungaroring
Nella precedente edizione del Gran Premio d’Ungheria, disputata nel 2025, le strategie di gara hanno visto l’impiego di tutte e tre le mescole selezionate. La maggioranza dei piloti sulla griglia è scattata con la gomma Medium, mentre tre vetture hanno preso il via con le Soft e due con le Hard. La gara si è divisa equamente sotto il profilo strategico: metà della griglia ha completato i 70 giri previsti effettuando un singolo pit stop, mentre gli altri piloti giunti al traguardo hanno optato per due soste. Le temperature d’asfalto contenute registrate durante la corsa dello scorso anno avevano ridotto il degrado termico, rendendo la strategia a sosta unica competitiva rispetto alla doppia sosta.
Quella del 2026 rappresenta la 41ª edizione del Gran Premio d’Ungheria. Dalla sua introduzione nel calendario iridato nel 1986, l’evento è stato ospitato ininterrottamente dall’impianto dell’Hungaroring. Nell’albo d’oro dei piloti, Lewis Hamilton detiene il record di successi sul tracciato ungherese con otto vittorie complessive, precedendo Michael Schumacher con quattro affermazioni. Tra i costruttori, la McLaren guida la classifica con tredici vittorie totali. L’Hungaroring è stato inoltre sede del primo successo in Formula 1 per tre piloti dell’attuale griglia: Fernando Alonso nel 2003 con la Renault, Esteban Ocon nel 2021 con l’Alpine e Oscar Piastri nel 2024 con la McLaren.
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