F1 | GP Gran Bretagna: l’analisi delle qualifiche

Valtteri Bottas centra la sua quarta pole position stagionale, davanti a Hamilton e Leclerc

F1 | GP Gran Bretagna: l’analisi delle qualifiche

La Formula 1 torna a Silverstone, una delle piste che ha fatto la storia di questo sport, tra i suoi lunghi rettilinei e delle curve leggendarie. Davanti ai propri tifosi, ci si aspettava un Lewis Hamilton davanti a tutti anche in qualifica, ma a prendersi la scena, almeno in questo sabato inglese, è stato il suo compagno di squadra Valtteri Bottas, autore della pole position. Il finlandese ha concluso in testa una sessione emozionante, con i primi 3 racchiusi in soli 79 millesimi: date anche le complicate condizioni meteo, con il vento ad influire in modo consistente sulla stabilità delle monoposto e la capacità di mettere insieme un giro perfetto, era fondamentale riuscire a trarre il meglio da ogni settore. Non a caso, infatti, alcuni piloti non sono riusciti a migliorarsi nel secondo tentativo della Q3, tra cui proprio il poleman Valtteri Bottas e Sebastian Vettel, alle prese con una giornata che complicata è dir poco.

Quarto tempo per Max Verstappen, lontano meno di due decimi dalla prima casella, ma c’è da sottolineare come l’olandese sia stato fermato da alcuni problemi di turbo-lag che non gli hanno permesso di esprimersi ai massimi livelli, nonostante un potenziale che poteva valere un risultato importante. Alle sue spalle si sono piazzati il compagno di squadra, Pierre Gasly, e Sebastian Vettel, alla ricerca di una forma in qualifica che è sembrata mancare negli ultimi appuntamenti, complice anche il problema tecnico accusato in Austria. A concludere la top ten un ottimo Daniel Ricciardo, bravo a sfruttare una scia ed ottenere il settimo tempo, davanti a Lando Norris, Alexander Albon e Nico Hulkenberg. Fuori dai primi dieci entrambe le Haas e le Alfa Romeo, in evidente difficoltà sulla pista inglese.

Q1: Racing Point ancora in difficoltà

Come tradizione, nelle zone nobili della classifica non ci sono state particolari sorprese, se non la scelta da parte della Ferrari di tentare il Q1 sulla media con entrambi i piloti, al contrario di tutte le altre scuderie che avevano optato per la soft. Questa scelta ha pesato soprattutto per Sebastian Vettel, costretto a “sprecare” un set di soft nuove in un secondo tentativo sempre in Q1 per la scelta degli strateghi della Rossa di tornare in pista ed effettuare un altro run, seppur non sembrava essercene particolare necessità. Quello stesso treno di gomme è stato poi riutilizzato in Q2 nel primo tentativo, ma è fondamentale realizzare come se, nel secondo run, il tedesco non fosse riuscito a migliorarsi, a quel punto Vettel sarebbe dovuto partire su un set di pneumatici sfruttato per ben due giri veloci, quindi già con un pesante handicap ancor prima di prendere il via.

Spostandoci sulla lotta per evitare l’esclusione in Q1, in questo caso non vi è stata una sfida particolarmente accesa con tanti piloti nella mischia, bensì una battaglia tra il solo Sergio Perez e Kevin Magnussen, con il messicano che è riuscita a spuntarla per soli 13 millesimi, un nulla. Un risultato negativo per la Haas, che continua tra alti e bassi, ma allo stesso tempo non particolarmente positivo neanche per la Racing Point che se è sì riuscita a passare la Q1 con una vettura, si ritrova nuovamente a dover fare i conti con una qualifica sottotono in cui anche superare la prima tagliola risulta ormai complicato. Oltre al già citato Magnussen, anche Daniil Kvyat, Lance Stroll, George Russell e Robert Kubica hanno dovuto concludere anticipatamente il proprio sabato.

Ad illustrare le proprie difficoltà ci ha pensato lo stesso Kvyat, individuando nello scarso bilanciamento una delle ragioni per l’eliminazione in Q1: “Penso che la nostra macchina non fosse nella giusta finestra oggi e non ero molto soddisfatto del bilanciamento. Questo weekend non ho avuto ritmo, quindi dobbiamo analizzare cosa è successo e capire cosa possiamo fare per domani. Nelle Libere 3 avevamo fatto dei passi avanti, ma una volta andati in qualifica la macchina non faceva più quello che volevo. Siamo tutti molto vicini nel gruppo centrale e, quindi, anche un decimo o due possono significare l’esclusione dalla Q1”, ha commentato il russo a fine qualifica.

Q2: Il valzer delle strategie

Generalmente i piloti di centro qualifica sono sempre tutti molti vicini e così si è confermato anche a Silverstone, con ben sei piloti racchiusi in meno di due decimi a cavallo della top ten. Tra Lando Norris, ottavo, e Carlos Sainz Jr., tredicesimo, il gap si è attestato a 193 millesimi, in cui però troviamo anche Nico Hulkenberg, Alexander Albon e le due Alfa Romeo. Anche in questo caso era fondamentale riuscire a mettere insieme un buon giro, cosa che non è successa a Kimi Raikkonen, il quale ha anche sofferto di qualche inconveniente tecnico: “Sinceramente non era quello che speravamo, ma purtroppo non abbiamo avuto la giusta velocità” – ha ammesso il finlandese -. “Nel complesso è stato un weekend difficile finora, non è facile mettere tutto insieme.” Da segnalare l’eccellente prestazione di Albon, pilota (quasi) di casa.

La sfida, però, si è fatta interessante anche nelle zone più alte delle classifica, soprattutto in team di strategie in vista della gara. Se Ferrari inizialmente sembrava aver deciso di puntare sulla media, seguendo la scelta di Mercedes e Red Bull, nel secondo tentativo la situazione si è ribaltata: invece di partire sulla mescola medium, gli ingegneri del team di Maranello hanno optato per lo scendere in pista nuovamente ma qualificandosi con la soft, andando controcorrente rispetto agli avversari. A spiegare la scelta è stato lo stesso team principal della Ferrari: “Non siamo a livello di Mercedes in termini di passo, quindi dobbiamo fare qualcosa di differente. Se avessimo seguito la loro strategia, sarebbe stato difficile batterli. Abbiamo fatto una scelta simile in Austria e penso che nel primo stint faremo bene, pensiamo che la soft possa essere la scelta giusta. Ma solo domano sapremo. Almeno è qualcosa di differente rispetto agli altri e magari sarà a nostro beneficio”, ha dichiarato Mattia Binotto. È anche possibile che la squadra di Maranello si aspettasse quantomeno di partire in prima fila e giocarsi una strategia simile proprio a quanto fatto nello scorso appuntamento, con un primo stint d’attacco per poi gestire diversamente il resto della gara, essere la preda piuttosto che i cacciatori.

Q3: Bottas fa la pole, ma la sfida è aperta

La terza ed ultima mance di qualifica ha visto una battaglia aperta per la pole position, con ben 3 piloti racchiusi in soli 79 millesimi. Valtteri Bottas, Lewis Hamilton e Charles Leclerc hanno regalato spettacolo, concludendo in modo incredibilmente ravvicinato. Come dicevamo, le condizioni meteo, tra cui la temperatura diminuita sensibilmente rispetto alla giornata di venerdì e il forte vento, hanno influenzato in modo importante le prestazioni dei vari piloti, quindi non deve sorprendere che la pole position del finlandese sia arrivata nel primo tentativo piuttosto che nei minuti finali.

Dopo qualche GP in cui non è riuscito a centrare il colpo grosso, finalmente Valtteri Bottas è riuscito a ritrovare la via della pole position, ottenendo la sua quarta partenza dal palo in questa stagione: “Quando mi hanno detto via radio di essere in pole, mi sentivo davvero felice” – ha dichiarato il numero 77 -. “Mi mancava questa sensazione, è molto difficile battere Lewis qui, è sempre forte a Silverstone. Il mio giro non era perfetto, ci sono ancora margini di miglioramento, ma nessuno è riuscito a compiere un tentativo senza sbavature, quindi è bastato. Ora devo fare buon uso di questa pole, il ritmo gara di Lewis è stato fortissimo ieri, quindi sono sicuro che sarà una bella lotta: anche Charles sarà una minaccia, specialmente a inizio gara avendo gomme Soft, mentre noi siamo con le Medie, il che renderà le prime fasi difficili per noi, ma dovrebbe essere la scelta migliore a lungo termine. Possiamo divertirci domani”, ha poi aggiunto Bottas, che con questa ennesima pole position ha superato anche il proprio compagno di squadra riguardo al miglior poleman di stagione.

È sfuggita per soli 6 millesimi, invece, una prima casella con cui Lewis Hamilton avrebbe voluto omaggiare i propri tifosi, corsi a Silverstone per supportarlo nella sfida mondiale. Il campione inglese aveva tutti gli elementi per riuscire a centrare la pole position su una pista che da sempre gli è stata amica, ma alcune sbavature, soprattutto nel primo tentativo, non gli hanno permesso di riuscire a conquistare un obiettivo che sarà il desiderio di domani, ovvero il primo posto: “Complimenti a Valtteri, ha fatto il lavoro migliore” sono state le parole di Lewis a fine qualifica -. “Non è stata la migliore delle mie sessioni di qualifica, ho avuto vita difficile in Q2 e nella prima manche del Q3, mentre l’ultimo tentativo è andato abbastanza bene, pur non essendo perfetto. C’è ancora molto da fare davanti a noi, sarà una gara lunga, quindi cercherò di vedere come riuscire a migliorare la mia posizione domani. Qui bisogna provare a vincere, ma non è facile, ogni anno è una grande sfida. I long run di ieri sembravano buoni, spero di sfruttare il vantaggio di partire con gomme medie.”

Ma dove hanno fatto la differenza l’uno rispetto all’altro? Per capire meglio dove Bottas abbia conquistato la pole position, è utile consultare il video fornito dalla FOM in merito al confronto proprio tra il finlandese e il suo compagno di squadra. Come si può denotare dall’immagine sottostante, il primo punto in cui il numero 77 è riuscito a fare la differenza è nel complesso di curva 3 e 4, dove Bottas è riuscito a portare maggior velocità a centro curva sfiorando il cordolo, cosa che gli ha permesso di avere anche una miglior impostazione in uscita e guadagnare sul successivo rettilineo. Discorso molto simile per la 7, dove proprio a centro curva il finlandese è riuscito a rimanere più attaccato al cordolo interno ed avere una miglior uscita procedendo verso la 8, fattore che gli ha permesso di guadagnare altri centesimi di secondo che si sono rivelati poi fondamentali. Al contrario, è nella seconda parte della pista che Lewis Hamilton riesce a recuperare e chiudere il gap, in particolare modo in uscita dalla curva 14 (“Chapel”) e nell’ultima chicane, dove Bottas è stato anche protagonista di un vistoso sovrasterzo proprio nelle fasi finali del suo giro. Il distacco tra i due è risultato essere di soli sei millesimi, ma che a conti fatti valgono tanto in termini di posizioni in pista.

Seconda fila per l’altro protagonista di giornata, Charles Leclerc, davvero vicino a fare il colpo grossi di giornata rubando la pole alle due Mercedes. Il monegasco è stato autore di un giro magistrale, in cui ha sopperito anche alle carenze di una vettura che non parte con i favori dei pronostici su questa pista: vedremo cosa sarà in grado di fare domani in termini di passi gara, ma la rotta quantomeno per il primo stint è chiara, ovvero attaccare, attaccare e attaccare. L’obiettivo è mettersi subito davanti e pensare di gestire la gara diversamente, ma riuscire a superare entrambe le Mercedes alla partenza non sarà cosa semplice, soprattutto considerando che negli ultimi appuntamenti le due Frecce d’Argento non hanno mostrato particolari carenze sotto quest’aspetto: “Sono soddisfatto perché credo che siamo riusciti a tirare fuori il massimo dalla nostra vettura su questo circuito. All’inizio del weekend abbiamo faticato parecchio, specialmente con le gomme anteriori, ma oggi le cose sono andate molto meglio. Crediamo che la soft sia la mescola migliore con la quale gestire le prime fasi della corsa. Le vetture davanti a noi avranno gomme medium e magari potremo avere un inizio gara un po’ diverso dal solito”, ha dichiarato Leclerc a fine qualifica.

Seppur a livello cronometrico il quarto posto può essere un risultato soddisfacente per Max Verstappen, la verità è che questa qualifica avrebbe potuto raccontare una storia ben diversa se non fosse stato per un problema di turbo-lag che ha impedito al giovane olandese di esprimersi ai massimi livelli e tentare un assalto concreto alla prima fila o quantomeno al terzo posto. Indubbiamente, però, il salto in avanti fatto dalla squadra anglo-austriaca con gli ultimi aggiornamenti è evidente: “Sono abbastanza contento per aver guadagnato la seconda fila” – ha detto Verstappen -. “Prima delle qualifiche non mi sentivo a mio agio con la vettura, e se non la senti al 100% qui a Silverstone non puoi ottenere un buon tempo vista la presenza di curve molto veloci. Siamo migliorati nel pomeriggio, trovando un buon set-up. Sfortunatamente ho perso tempo nelle curve a bassa velocità. Per tutta la giornata ho avuto problemi di turbo lag, quindi nelle curve a bassa velocità non avevo la potenza che speravo di avere. Quando vai sul gas e alcune curve sono a bassi giri, semplicemente… c’è un lag. Vai sull’acceleratore ma non accade nulla e poi all’improvviso senti arrivare la potenza. Si perde prestazione, soprattutto qui, in particolare in uscita e poi sui lunghi rettilinei. L’ultimo tentativo in Q3 è stato buono, peccato per il problema di turbo lago. Abbiamo perso un po’, altrimenti penso che avremmo potuto lottare per la pole”, ha poi aggiunto l’olandese, fiducioso dopo quanto mostrato oggi.

Non è stata una giornata altrettanto positiva per Sebastian Vettel, sesto, dietro anche all’altra Red Bull di Pierre Gasly. Il tedesco non è riuscito a trovare la quadra in qualifica, aspetto su cui generalmente in realtà il quattro volte campione del mondo spesso ha regolato delle grandissime prestazioni. Ciò che sorprende è come il pilota della Rossa sia a malapena riuscito a migliorarsi nel corso delle varie manche, con un delta tra la Q1 e la Q3 di solamente circa un decimo, al contrario di altri piloti che sono riusciti a tirare fuori dal cilindro anche un gap di oltre mezzo secondo. Il numero 5 non ha cercato comunque scuse, indentificando nella mancanza di confidenza con la monoposto la ragione alla base della sua prestazione negativa nella giornata di oggi: “È stato fin qui caratterizzato da alti e bassi e questo pomeriggio la tendenza si è confermata. Ho faticato a tirare fuori il meglio dalla vettura perché non riuscivo ad avere la giusta confidenza e non ero contento di come si comportava in pista” – ha dichiarato il pilota Ferrari -. “Man mano che la qualifica è proseguita ho faticato ad avere ritmo nei giri lanciati. Tuttavia, guardando ai long run delle prove libere di questa mattina, devo dire che domani mi aspetto di essere più competitivo. Sembra che i nostri principali rivali saranno i favoriti e che noi potremo lottare con le Red Bull, ma vediamo che cosa succede domani in gara”, ha poi aggiunto il tedesco.

Ottima prestazione della Renault, nuovamente in Q3 con entrambe le vetture, ma anche di Lando Norris, che si conferma avere qualcosa in più in qualifica, e Alexander Albon.

È interessante dare un’occhiata anche ai mini settori dell’ultimo tentativo della Q3. Gli unici che non sono riusciti a migliorarsi in questo frangente sono stati Valtteri Bottas e Sebastian Vettel, per cui abbiamo preso anche i riferimenti del primo tentativo. Sicuramente spiccano i diversi mini settori record di Daniel Ricciardo, bravo a sfruttare una scia nell’ultimo run e conquistare un’importantissima settima posizione davanti a Norris, nella lotta per il quarto posto nel mondiale costruttori.

Le strategie

Per la gara di domani Pirelli suggerisce come alternative per la gara essenzialmente alternative a due soste, con soft-soft-hard come l’opzione più veloce. In seconda battuta troviamo media-soft-hard, ma vi è anche una possibile strategia a tre soste che, però, si rivelerebbe sulla carta molto più lenta. Attenzione, però, a non sottovalutare una possibile gara con un solo pit-stop, con le squadre che domani partiranno sulla media che potrebbero optare per il fermarsi solamente una volta per montare le hard.

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