Formula 1, FIA e team annunciano la riduzione della ricarica in qualifica: niente più lift-and-coast
In questo modo i piloti dovrebbero limitare la gestione dell'energia nel giro secco
Il mondiale di Formula 1 approda sul leggendario tracciato di Suzuka con una novità tecnica che promette di cambiare il volto delle sessioni di qualifica. In vista del Gran Premio del Giappone, la FIA ha infatti ufficializzato un intervento mirato sui parametri di gestione dell’energia elettrica delle nuove monoposto. Una mossa che arriva dopo i primi due appuntamenti stagionali e che punta a restituire ai piloti il pieno controllo della prestazione sul giro secco, allontanando lo spettro di una guida troppo condizionata dal risparmio energetico.
Il cuore del provvedimento risiede nella gestione della ricarica massima consentita durante la sessione di caccia alla pole position. Dopo una serie di consultazioni che hanno coinvolto gli undici team e i motoristi attualmente impegnati nel campionato, ovvero Mercedes, Ferrari, Red Bull Ford, Audi e Honda, ed è stato raggiunto un accordo unanime per ridurre il limite di recupero energetico da a . Questo “taglio” di un megajoule non è una penalità, ma un correttivo strategico per migliorare la qualità del pilotaggio in qualifica.
Addio al “lift-and-coast” nel giro secco
Nelle prime uscite stagionali, i piloti avevano lamentato una dipendenza eccessiva dalla componente elettrica delle nuove power unit 2026. Con il rapporto tra motore a combustione interna e parte elettrica ormai vicino al 50/50, la necessità di ricaricare le batterie durante il giro era diventata così invasiva da costringere chi guida a parzializzare l’acceleratore o a sollevare il piede, facendo uso del lift-and-coast persino nei momenti in cui si dovrebbe spingere al massimo.
Riducendo l’energia che si può accumulare sui rettilinei durante le qualifiche, la FIA obbliga di fatto i sistemi a una gestione meno “stressante”. Con meno energia da ricaricare, i piloti potranno passare più tempo con il pedale del gas completamente affondato, riducendo le fasi di decelerazione forzata. L’obiettivo è trasformare nuovamente la qualifica in una sfida basata sulla velocità pura e sulla precisione tecnica, piuttosto che su una gestione “da tassisti” dei flussi elettrici.
In merito a questa decisione, la Federazione ha rilasciato una nota ufficiale per chiarire la propria posizione: “Abbiamo introdotto questo correttivo per rispondere direttamente alle osservazioni dei piloti e delle squadre, i quali hanno chiaramente indicato quanto sia fondamentale che le qualifiche rimangano una competizione basata sulla prestazione assoluta. Questa modifica ci permette di assicurare che venga rispettato l’equilibrio ideale tra l’efficienza energetica e il talento di chi siede nell’abitacolo”.
“Analizzando i primi eventi disputati sotto il nuovo quadro normativo del 2026, riteniamo che l’avvio sia stato positivo dal punto di vista operativo. Questo intervento specifico deve essere inteso come una naturale ottimizzazione del regolamento, necessaria mentre continuiamo a verificare le norme in condizioni di gara reali. Insieme ai costruttori di Power Unit e ai team, resteremo vigili sull’evoluzione dei sistemi energetici e abbiamo già in agenda ulteriori confronti tecnici per le prossime settimane”.
Il “fattore Cina” e il rinvio delle riforme strutturali
Questa modifica per Suzuka arriva in un momento di relativa tregua politica. Solo poche settimane fa, dopo il Gran Premio d’Australia, l’ambiente sembrava spingere verso una riforma radicale e immediata dei regolamenti 2026. Il timore era che le vetture fossero diventate troppo “elettriche”, penalizzando lo spettacolo e rendendo i sorpassi artificiali. Tuttavia, il successivo weekend di Shanghai ha parzialmente smentito i catastrofisti.
La FIA e i team avrebbero infatti deciso di congelare ogni intervento strutturale profondo almeno fino alla tappa di Miami. I dati raccolti in Cina hanno infatti mostrato una situazione meno drammatica del previsto: lo spettacolo offerto nella Sprint e nel Gran Premio principale ha confermato che le nuove power unit, seppur complesse, permettono ancora duelli ravvicinati.
La scelta di non stravolgere i regolamenti prima di maggio nasce da tre considerazioni chiave. In primo luogo, la qualità della competizione vista a Shanghai ha rassicurato la FOM. Secondariamente, c’è la consapevolezza che Melbourne sia un tracciato atipico e non possa rappresentare lo standard per giudicare le nuove norme. Infine, lo stop forzato causato dalla cancellazione delle gare in Bahrain e Arabia Saudita ha regalato agli ingegneri un mese extra per analizzare i flussi energetici senza la pressione delle gare ogni domenica.
Nonostante il piccolo passo avanti per Suzuka, il dossier tecnico resta comunque aperto. Le criticità maggiori riguardano il cosiddetto “Super Clipping”, ovvero quel calo improvviso di potenza che si avverte quando la batteria termina la spinta elettrica a metà rettilineo. Il tavolo tecnico dovrebbe lavorare su tre pilastri fondamentali per il futuro prossimo:
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Evoluzione del Super Clipping: si cerca un modo per ricaricare le batterie più velocemente senza che questo freni eccessivamente la velocità massima.
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Gestione della potenza massima: l’intento è di armonizzare le velocità tra le vetture per evitare che i sorpassi siano dettati solo dallo stato di ricarica di chi precede.
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Rapporto ICE-Batteria: rimane viva l’ipotesi di ridare leggermente più importanza al motore a combustione interna per compensare l’attuale dipendenza dai della parte elettrica.
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