F1 GP Belgio | Ferrari, Leclerc: “Non eravamo lontani dalla prima fila”
"Sono arrabbiato: ho visto la bandiera gialla e non ho voluto rischiare" ha spiegato il monegasco

Spa – Francorchamps – Charles Leclerc conquista la quinta posizione in una controversa qualifica in Belgio, dove una bandiera gialla sul finale compromette le chance del pilota monegasco.
Leclerc si lascia alle spalle le piccole difficoltà delle prove libere, per lanciarsi in qualifica col settimo tempo in Q1, alle spalle del compagno di squadra Lewis Hamilton. Le cose, però, cambiano decisamente in Q2 quando Charles chiude la sessione con il secondo miglior tempo, a poco più di due decimi da un incredibile Kimi Antonelli, in pole provvisoria. Le cose sembrano quindi promettenti, per il pilota Ferrari, che può giocarsela con Max Verstappen e Lando Norris – già condannato alla penalità. Qualcosa, però accade alla fine del Q3, e Charles resta relegato in quinta posizione.
Il mistero della bandiera gialla
A metà Q3 Leclerc è terzo alle spalle di Norris e Antonelli, con distacchi esigui dalle motorizzate Mercedes. A questo punto della sessione è chiaro che il monegasco ha le carte in regola per conquistare un ottimo risultato. Durante l’ultimo giro cronometrato, però, sventola evidente una bandiera gialla al limitare dell’ultima curva, prima del traguardo. È difficile dire quanto Leclerc alzi il piede e quanto questo gravi sul tempo finale, fatto sta che del tempo perso c’è, ma non c’era, invece, la bandiera.
Si scopre infatti che la gialla è esposta – come già comunicato nei briefing all’inizio del weekend dalla direzione gara – per la pit-lane, dove resta ferma la Red Bull di Isack Hadjar. Non è mai stato specificato, però, dove questa bandiera sarebbe stata esposta, e tanto meno manca una indicazione chiara che l’avvertimento non riguarda la pista e i piloti in corsa. Quantificare quanto questo “inconveniente” abbia impattato sul giro cronometrato di Leclerc è davvero difficile, ma il monegasco è convinto che la sua Ferrari potesse agguantare la prima fila.
Una situazione molto sfortunata per il monegasco, visto che Hamilton, appena dietro di lui, non ha visto alcuna bandiera, ma soltanto il marshall tenerla in mano. Evidentemente c’è stata un’incomprensione anche tra la direzione gara e il commissario stesso, che ha di fatto penalizzato Charles, perché un pilota, d’istinto, alza il piede nel momento in cui vede esposta una gialla. Ancora una volta, così come accaduto a Spielberg e per certi versi anche a Silverstone, un avvenimento poco chiaro in ambito sicurezza rischia di stravolgere il risultato finale.
Il fattore energia e le prospettive per la gara
L’amarezza per l’esito della qualifica è evidente nelle parole di Leclerc, il quale mette in luce sia l’episodio della bandiera sia i retroscena tecnici legati alla gestione dei sistemi della sua vettura nel corso delle ore precedenti.
“Eravamo molto simili ai tempi là davanti, sapevo di avere qualcosa in più nell’ultima curva ma sono un po’ arrabbiato, però allo stesso tempo al briefing si era discusso di una bandiera gialla all’entrata della pit-lane, solo che non sapevamo dove fosse e a me sembrava molto in traiettoria, e non potevo non vederla, e per non prendere rischi ho lasciato tempo – ha spiegato il monegasco – ero 4/5 centesimi davanti penso, una prima fila sarebbe stata molto buona, sappiamo che la Mercedes ha una macchina migliore rispetto a noi qua, partiremo al quarto posto ma con questo rettilineo lungo non è così male partire un po’ più indietro”.
“La situazione energia è più complessa di quello che sembra, abbiamo avuto sicuro dei problemi dalla mia parte del box specialmente in FP3, e abbiamo trovato qualcosa che abbiamo cambiato per la qualifica ma non è nulla sulla guida, su quello si può fare sempre meglio e con queste macchine bisogna andare sempre più tardi sull’acceleratore, ma stavolta c’era un problema specifico che abbiamo risolto perché il distacco era troppo grande per essere vero”.
Nonostante tutto, sembra che la SF-26 abbia ritrovato la competitività necessaria per sfidare i motorizzati Mercedes sul ritmo puro. In ottica gara, la penalità inflitta a Lando Norris ridisegna la fisionomia della griglia di partenza, consentendo a Leclerc di ereditare la quarta piazzola dello schieramento. Su una pista che offre ampie possibilità di sorpasso e dove l’effetto scia dopo lo start gioca un ruolo primario nel primo giro, la seconda fila rappresenta una base strategica solida per impostare una corsa d’attacco, a patto che la gestione termica degli pneumatici sulla distanza si dimostri allineata ai valori mostrati dai battistrada.
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