F1 GP Belgio | Ferrari, Hamilton: “La responsabilità è mia, sono deluso da me stesso”

"Dopo l'incidente non ho più ritrovato il feeling con la vettura, ma ringrazio ancora la squadra"

F1 GP Belgio | Ferrari, Hamilton: “La responsabilità è mia, sono deluso da me stesso”

Spa – FrancorchampsLewis Hamilton ha chiuso la sessione di qualifica del Gran Premio del Belgio in sesta posizione, staccato di pochissimi millesimi dal compagno di squadra Charles Leclerc. Per il sette volte campione del mondo si è trattato di un sabato pomeriggio decisamente intenso, in cui la sua stessa partecipazione alla fase decisiva della sessione è rimasta in forte dubbio fino all’ultimo momento utile.

Il pilota britannico è riuscito a prendere regolarmente parte alle qualifiche sul selettivo tracciato delle Ardenne solo grazie all’eccellente e tempestivo lavoro dei meccanici della Ferrari, abili nel riparare la monoposto a tempo di record in seguito a un pesante impatto avvenuto nel corso delle prove libere mattutine.

L’incidente delle FP3 alla Campus

La dinamica dell’incidente che ha rischiato di compromettere il fine settimana di Hamilton si è verificata a pochi minuti dal termine della terza sessione di libere. Il britannico ha perso improvvisamente il controllo del retrotreno della sua SF-26 in fase di uscita dalla curva Campus, ricalcando in modo quasi identico la traiettoria e l’errore commessi dalla Alpine di Pierre Gasly durante le FP2 del venerdì.

Fortunatamente per il team di Maranello, i danni strutturali sono rimasti circoscritti alla zona dell’ala posteriore e alla geometria della sospensione posteriore destra. L’efficienza degli uomini del garage della rossa ha permesso di sostituire i componenti danneggiati prima del via della Q1, riuscendo nell’intento non banale di preservare e mantenere gli stessi parametri di assetto deliberati prima del fuori pista.

L’inconveniente patito nelle FP3 non ha comunque intaccato in modo drastico le reali chance di alta classifica di Hamilton, il quale resta stabilmente all’interno della top 5 virtuale per lo schieramento domenicale, beneficiando anche della penalità sulla griglia che dovrà scontare Lando Norris. Sebbene sul ritmo puro del sabato Charles Leclerc si sia dimostrato complessivamente più incisivo e rapido tra i cordoli di Spa-Francorchamps, Hamilton è riuscito a mantenersi a ridosso sia del compagno di squadra sia del gruppo degli avversari diretti motorizzati Mercedes, senza dimenticare Max Verstappen, che nella sua progressione cronometrica ha potuto beneficiare in modo evidente della scia aerodinamica offerta dal compagno di box in Red Bull, Isack Hadjar.

Il distacco millimetrico in Q3 e il giallo delle segnalazioni

Al termine della decisiva fase della Q3, i riscontri cronometrici hanno evidenziato un distacco microscopico tra le due monoposto della Scuderia Ferrari: appena due millesimi di secondo hanno separato Leclerc da Hamilton. Un margine così esiguo è stato in parte determinato dalla controversa bandiera gialla esposta nei pressi della corsia dei box nelle battute conclusive della qualifica.

Quella segnalazione visiva ha indotto il pilota monegasco ad alzare prudentemente il piede dall’acceleratore nell’ultima curva prima del traguardo per evitare di incorrere in sanzioni da parte dei commissari, un rallentamento che ha inevitabilmente livellato i tempi interni al team. La percezione dell’accaduto è stata tuttavia parzialmente differente sull’altro lato del garage Ferrari.

“Personalmente non ho visto alcuna bandiera gialla lungo il tracciato, quindi quella situazione specifica non mi ha penalizzato affatto nel mio tentativo finale – ha spiegato Lewis Hamilton ai microfoni della stampa al termine delle qualifiche – in quel tratto non c’era una bandiera esposta sui pannelli luminosi, ma c’era semplicemente un marshall che la teneva fisicamente in mano, o almeno questa è stata la mia impressione visiva dalla pista. Sono decisamente deluso da me stesso per quanto accaduto durante le FP3: ho avvertito un problema specifico al sistema frenante e la mia intenzione iniziale era quella di non danneggiare ulteriormente il componente, ma ho commesso un errore. I ragazzi nel box hanno fatto un lavoro straordinario per prepararmi la macchina e rimetterla in pista in tempo per la qualifica, ma una volta dentro non avevo le stesse identiche sensazioni di bilanciamento che sentivo prima dell’incidente. La responsabilità è mia, pensavo onestamente di avere in tasca un paio di decimi in più rispetto al tempo che ho effettivamente fatto registrare, ma oggi non sono riuscito a estrarre nulla di meglio.”

“Prima di tutto voglio ringraziare di cuore la squadra per l’incredibile lavoro svolto nel rimettere a posto la vettura dopo la FP3. Come sempre, sono davvero grato a tutti per l’impegno costante dimostrato in una situazione di emergenza. In qualifica mi mancava un po’ di stabilità complessiva sul retrotreno e sapevamo perfettamente che il primo e l’ultimo settore del circuito sarebbero stati quelli in cui avremmo faticato di più a causa delle velocità di punta, ma siamo comunque riusciti a estrarre il massimo dal pacchetto tecnico a nostra disposizione oggi. Domani partiamo da una buona posizione in griglia e darò il massimo per cercare di risalire la classifica fin dai primi giri.”

La terza fila conquistata in Belgio costringerà Hamilton a una corsa di gestione e attacco sin dalle prime curve dopo lo spegnimento dei semafori. Se da un lato il sette volte campione del mondo rischia concretamente di perdere terreno prezioso nei confronti della progressione di Kimi Antonelli, dall’altro la domenica di Spa rappresenta un’occasione importante per limitare i danni nel confronto diretto con George Russell.

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