Formula 1 | Clamoroso Horner: “La Ferrari è il mio sogno, andrei anche senza quote azionarie”

"È il gigante addormentato della Formula 1, e Toto ha bisogno che gli vengano scompigliati i capelli", ha detto l'ex Red Bull

Dopo la brusca separazione dalla Red Bull nel luglio del 2025 e il successivo periodo di gardening leave, Christian Horner torna a parlare apertamente del suo futuro nel motorsport. Tramontata definitivamente la trattativa con il fondo Otro Capital per l'ingresso nell'azionariato dell'Alpine, il manager britannico ha ribadito di voler rientrare nel paddock solo in presenza di un progetto vincente e con un ruolo da partner o azionista. In un'intervista rilasciata al Times, Horner ha spalancato le porte a un'unica e clamorosa eccezione: la Ferrari. Pur di approdare a Maranello, l'ex boss della Red Bull si è detto persino disposto a rinunciare alle quote societarie, definendo la Scuderia il "gigante addormentato" della Formula 1 e lanciando una sfida aperta a Toto Wolff
Formula 1 | Clamoroso Horner: “La Ferrari è il mio sogno, andrei anche senza quote azionarie”

Christian Horner torna a parlare dopo la separazione avvenuta nel luglio del 2025 con la Red Bull. Un divorzio brusco, con forti tensioni con alcune figure del team, a seguito anche degli scandali che hanno colpito il manager inglese, il quale ha provato a tornare in Formula 1 nell’ultimo anno in diversi modi, ma con una precisa indicazione: acquisire delle quote azionarie della squadra, un po’ come accaduto con Aston Martin e Adrian Newey. Per diverso tempo, sembrava che Horner potesse entrare come azionista dell’Alpine, ma una mossa da parte di Toto Wolff, probabilmente per disturbare il suo grande “nemico”, ha mandato tutto in fumo, quantomeno per il momento.

Per comprendere come si sia chiusa questa vicenda, è necessario fare un passo indietro di circa nove mesi. Già a fine gennaio, durante la presentazione della nuova monoposto a Barcellona, Flavio Briatore aveva descritto un clima di grande incertezza. Il manager italiano, tornato alla guida operativa del team, aveva ammesso che l’interesse attorno a quella quota del 24% era elevatissimo, con continue manifestazioni d’interesse da parte di diversi soggetti economici.

All’epoca, Briatore aveva spiegato come Horner stesse dialogando con Otro Capital, precisando però che si trattava di una discussione privata tra il fondo e l’ex manager Red Bull, senza un coinvolgimento diretto di Alpine. La procedura era complessa: prima serviva la volontà di vendere da parte degli attuali soci di minoranza, poi un accordo con l’acquirente e, infine, l’eventuale benestare o diritto di prelazione da parte di Renault.

Con il senno di poi, nulla di tutto questo si è concretizzato. Le trattative si sono arenate e l’ipotesi di un ritorno di Horner, magari con l’ombra di Ecclestone al suo fianco, è ormai sfumata. Anche la possibile espansione dell’influenza di Toto Wolff non si è realizzata, e il campionato ha proseguito senza i cambiamenti di potere che molti avevano pronosticato.

Horner e la Formula 1: “Tornerei solo per vincere”

“Sento di avere ancora qualcosa da dare alla Formula 1. Non è finita come avrei voluto – ha dichiarato Horner, intervistato da Sky UK in occasione del Salone dell’Auto di Dublino lo scorso gennaio – ma non tornerò solo per il gusto di esserci. Tornerei solo per un’opportunità che mi permetta di vincere. Non voglio tornare nel paddock se non ho un vero obiettivo. Mi manca questo sport, mi mancano le persone, mi manca la squadra che ho costruito”.

Horner ha poi aggiunto: “Ho trascorso 21 anni straordinari in Formula 1. Ho avuto una carriera fantastica, ho vinto molte gare e campionati e ho lavorato con piloti, ingegneri e partner eccezionali. Non ho bisogno di tornare per forza. Potrei anche concludere la mia carriera adesso. Tornerei solo per l’occasione giusta, per lavorare con persone di talento e in un ambiente dove tutti condividano la voglia di vincere. Vorrei essere un partner, non un semplice dipendente, ma vedremo come andrà. Non ho fretta, non devo forzare nulla”.

Infine, il manager inglese ha sottolineato: “In questi mesi i media mi hanno accostato a ogni squadra, da quelle in fondo alla griglia fino ai top team. Sembra che ci sia sempre la curiosità di sapere: ‘Cosa farò adesso? Dove andrò?’. La verità è che, fino alla primavera, non posso comunque prendere alcuna decisione (gardening ora scaduto, ndr). Essere ancora associato a così tante squadre è molto lusinghiero”.

Horner-Ferrari, quanto c’è di vero?

Ora che il periodo di gardening è terminato, Horner può davvero accasarsi ovunque esso voglia. Il fatto di volere per forza delle quote azionarie sembra però limitare il suo raggio d’azione: nei mesi scorsi è stato accostato anche all’Audi dopo l’addio di Jonathan Wheatley, ma nulla si è concretizzato nemmeno in questo caso. Per quel che riguarda la Ferrari, invece, le pressioni su Fred Vasseur sono sempre in crescita e costanti, specialmente dopo la debacle clamorosa di Monza e gli aggiornamenti alla power unit che non sembrano abbiano dato alla SF-26 quella spinta sperata con l’ADUO.

L’ex Red Bull, intervistato dal Times, non nasconde la volontà di sbarcare a Maranello, non usando, come suo solito, giri di parole, ma andando dritti al punto: “In questa fase della mia vita, c’è un solo team per cui rinuncerei alle quote azionarie. La Ferrari è il marchio più significativo della Formula 1: rappresenta il sogno e, con ogni probabilità, il gigante addormentato del campionato. Il fatto che, a quattordici mesi dal mio ritiro, si parli ancora di me suggerisce un interesse costante; forse non ero così impopolare”.

“Mi vedrete in pista l’anno prossimo? Non lo so. Sono sia la soluzione che il problema: il mio ingresso in una squadra richiederebbe l’allontanamento di figure chiave. Ma arriva un momento in cui la competitività prevale su ogni interesse egoistico. Mi trovo in una condizione fortunata, poiché posso permettermi di essere selettivo. Se non facessi nulla, potrei vivere qui per tutto il tempo che mi resta, preoccupandomi solo se pioverà e renderà verde l’erba. Ma questo mi appagherà? No. Sento che c’è un altro ballo da fare. E Toto ha bisogno che gli vengano scompigliati i capelli”.

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