F1 GP Belgio | Russell: “Il mio stile di guida non si sposa con la Mercedes 2026”

"Tutto questo mi costringe a guidare in modo molto più consapevole e razionale anziché affidarmi all'istinto", ha detto l'inglese

George Russell si presenta a Spa-Francorchamps galvanizzato dal recupero in classifica su Kimi Antonelli, ora distante solo 25 punti. Complici i problemi di affidabilità della Mercedes W17 che hanno colpito il pilota bolognese a Barcellona e Silverstone, l'inglese ha riaperto la partita iridata
F1 GP Belgio | Russell: “Il mio stile di guida non si sposa con la Mercedes 2026”

Se fino al Gran Premio di Monaco la sfortuna ci aveva visto benissimo per George Russell, nelle ultime tre gare del campionato il pilota della Mercedes è riuscito a recuperare punti pesantissimi nei confronti di Kimi Antonelli in classifica. Questo cambio di scenario è stato propiziato dalle due rotture di diversa natura che hanno colpito la monoposto del bolognese a Barcellona e a Silverstone, combinate con una vittoria sofferta ma fondamentale artigliata dal britannico in Austria.

Russell si trova ora a sole 25 lunghezze di distacco dal compagno di squadra in classifica generale. La W17 continua a manifestare evidenti problemi di affidabilità, anche se l’attenzione del fato sembra essersi spostata prepotentemente sul giovane pilota italiano, lasciando respirare l’inglese.

A Spa-Francorchamps, su una pista che sulla carta dovrebbe esaltare le doti delle Frecce d’Argento, Russell sa benissimo di dover finire ancora una volta davanti al compagno di squadra. L’obiettivo è chiaro: accorciare ulteriormente il distacco in campionato prima della sosta estiva, che inizierà subito dopo il Gran Premio d’Ungheria della prossima settimana.

La sfida di Russell: cambiare lo “swing” alla guida della W17

Oltre alla cabala e ai problemi meccanici della W17, la vera sfida per il britannico risiede nell’adattamento alla monoposto. Nonostante il recupero in classifica, il feeling con la vettura non è ancora ottimale. Russell ha affrontato con estrema lucidità questo aspetto tecnico, paragonando la sua attuale situazione a quella di un atleta costretto a snaturare i propri automatismi per trovare una prestazione migliore. Il pilota di King’s Lynn si trova in una complessa fase di transizione nello stile di guida, imposta dalle nuove power unit e dal comportamento degli pneumatici di questa generazione.

“È fantastico che il divario in classifica si sia ridotto, ma non è affatto questo il nostro obiettivo principale – ha detto il britannico nel giovedì di Spa. Il vero traguardo è cercare di ottenere il miglior risultato e la migliore prestazione possibile. A essere sinceri, a ogni singola gara impariamo ancora tantissimo su come estrarre performance da questo pacchetto. È ancora una sfida complessa riuscire a padroneggiare queste nuove vetture in termini di erogazione della power unit e gestione degli pneumatici, ma mi sento in una buona posizione. Spa è un tracciato su cui mi piace molto guidare e ho accumulato bellissimi ricordi negli anni”.

La sfortuna che lo ha bersagliato nella prima parte dell’anno sembra essere alle spalle, lasciando spazio a una sfida sportiva ad armi pari all’interno del box Mercedes. Eppure, guidare la W17 richiede uno sforzo cognitivo superiore rispetto al passato. Per Russell, non sentire la vettura scorrere in modo del tutto naturale è un limite su cui lavorare costantemente per evitare di correre in difesa nei confronti di Antonelli.

“Con ogni vettura si finisce per evolvere naturalmente il proprio stile di guida per adattarlo a ciò che serve. Quando correvo nelle categorie propedeutiche, in Williams e poi con la precedente generazione di Formula 1, il mio stile si adattava istintivamente alle richieste del mezzo. Quest’anno, invece, abbiamo notato tendenze diverse e la mia guida naturale non si sposa del tutto con i requisiti richiesti dalla power unit e dalle gomme. Questo ci costringe ad adattare l’assetto della monoposto a soluzioni che non ho mai provato prima”.

“Tutto questo mi costringe a guidare in modo molto più consapevole e razionale anziché affidarmi all’istinto, il che rappresenta un inevitabile aspetto negativo quando si lotta sul filo dei millesimi. Spero di trovarmi in una transizione d’apprendimento temporanea, propedeutica a sfruttare questi insegnamenti in futuro. È un po’ come per un golfista che decide di cambiare il proprio swing: all’inizio farà probabilmente un piccolo passo indietro per assimilare il nuovo movimento, ma alla fine andrà decisamente meglio. Questa è l’esatta situazione in cui mi trovo al momento”.

Il verdetto delle Ardenne prima di Budapest

Le Ardenne rappresentano il banco di prova perfetto per verificare se questo nuovo approccio possa funzionare già nel breve periodo. La pista belga, caratterizzata da lunghi rettilinei e curve d’appoggio ad alta velocità come Pouhon e Blanchimont, non concede margini d’errore né di esitazione. Se la Mercedes vuole confermarsi la vettura da battere in questa fase del campionato, entrambi i piloti dovranno spingere al limite senza riserve.

La rincorsa iridata di Russell non può attendere i tempi di un lungo apprendistato. Con il Gran Premio d’Ungheria alle porte e la successiva chiusura estiva delle fabbriche, massimizzare il bottino di punti a Spa è un imperativo categorico per non permettere ad Antonelli di fuggire nuovamente nel mondiale. Il pilota inglese si dice comunque sicuro di poter completare questo processo di adattamento in tempi rapidi, fiducioso che la W17 possa assecondare le sue richieste per ridurre il divario e puntare dritto al vertice.

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