F1 GP Silverstone | Ferrari, Leclerc: “Attorno a me si era creata tanta negatività”
"Anche quando le cose vanno così bene in modo inaspettato bisogna capire il perché", ha detto Charles

Charles Leclerc è tornato alla vittoria dopo quasi due anni di astinenza e un periodo davvero molto complicato, fatto di risultati negativi e un feeling con la SF-26 che faticava a nascere. Negli ultimi weekend però, a partire da Barcellona, il duro lavoro del monegasco della Ferrari è servito per arrivare alla grande prestazione di oggi, anche se il guasto accusato da Antonelli lo ha certamente aiutato nella conquista della vittoria finale, perché il bolognese della Mercedes, nell’ultimo stint, ne aveva per soffiare la vittoria a Charles.
Un successo pesante, che interrompe un digiuno durato ben 624 giorni dall’ultimo trionfo ad Austin nel 2024, e che permette al pilota della Ferrari di rispondere sul campo a un periodo di forte pressione mediatica.
Il peso del successo dopo 624 giorni di negatività
Il ritorno sul gradino più alto del podio rappresenta un momento di sblocco fondamentale per Leclerc, rimasto al centro di numerose critiche nelle ultime settimane a causa del calo di prestazioni della Ferrari rispetto all’inizio della stagione 2026.
“Questo successo significa molto. Significa molto perché quando le cose si fanno difficili, ed è esattamente la situazione in cui mi sono trovato nelle ultime gare, si crea ovviamente molta negatività intorno a me in generale. Vengono costruite certe storie e non è mai un bell’ambiente in cui lavorare. Ma riuscire a restare a testa bassa, continuare a lavorare sodo e ottenere il risultato di oggi mi rende super orgoglioso di tutta la squadra, che mi ha spinto e aiutato a ritrovare il feeling con la macchina. Come ho già detto, è solo un primo passo e dovrò dimostrarlo su diversi layout di pista. Però, su un tracciato del genere dove la fiducia è fondamentale, non ci sarei mai riuscito senza le giuste sensazioni, quindi è un ottimo segnale”.
“E’ stata una sorpresa grandissima essere così competitivo, non ci nascondevamo giovedì dicendo che avremmo fatto fatica, lo pensavamo veramente, lo dicevano i numeri che avevamo, e se dobbiamo analizzare quando va peggio delle aspettative, bisogna fare lo stesso anche quando va meglio, e dobbiamo capire perché!”.
Sul parallelo storico con il Gran Premio del 2021, dove perse la corsa solo nei giri finali per via della rimonta della Mercedes di Hamilton, il monegasco taglia corto: “Sì, a dire il vero non ci ho pensato mentre ero in macchina. Non so se basti a riscattare quella gara, ma di sicuro è una bellissima sensazione”.
La gestione della gara e il fattore Antonelli nell’ultimo stint
La corsa si è decisa sulla capacità di Leclerc di ottimizzare le fasi di partenza e di gestire la pressione della Mercedes numero 12, che nella seconda parte di gara stava ricucendo velocemente il divario.
“Abbiamo fatto un’ottima partenza, il che non era scontato visto che ieri lo scatto nella Sprint era stato pessimo. Quello era un punto su cui ci siamo concentrati. Dopodiché ho solo cercato di gestire le gomme, focalizzandomi sulle sensazioni che la vettura mi aveva dato in qualifica. Mi sentivo davvero a mio agio, specialmente nel primo stint. Lì ho capito che la vittoria era possibile. Sapevò che alla fine sarebbe stata dura con Kimi, e in questo siamo stati anche un po’ fortunati, ma a volte serve anche questo”.
Nonostante la Ferrari abbia conquistato due vittorie nelle ultime tre gare, Leclerc frena sulla possibilità di una sfida aperta e costante a Mercedes: “Penso sia troppo presto per dirlo. Questo weekend è stato una sorpresa particolarmente grande per tutto il team. Non solo la vittoria di oggi, proprio la prestazione generale. Siamo stati molto più veloci di quanto pensassimo. Così come dobbiamo analizzare i motivi quando le cose vanno peggio del previsto, dobbiamo farlo anche quando vanno nettamente meglio. Prima del weekend, ricordo i briefing del giovedì: pensavamo che saremmo stati staccati di minimo cinque o sei decimi. Invece siamo andati molto meglio e oggi abbiamo vinto. È una sensazione davvero speciale”.
La svolta Ferrari: il cambio di filosofia dopo la Sprint
L’elemento chiave per ritrovare la competitività a Silverstone risiede nel lavoro notturno svolto tra venerdì e sabato, analizzando le criticità sorte dopo l’introduzione dei pacchetti di aggiornamento a Barcellona.
“Non so se la negatività mi dia la carica. Onestamente, chiunque dicesse il contrario mentirebbe. Quando c’è così tanta negatività intorno, non è mai piacevole da vedere. Quindi no, cerchi solo di isolarti dal rumore di fondo il più possibile. Cerco di non guardare il telefono e di concentrarmi su ciò che conta davvero per avere il quadro reale della situazione. In questo sport si passa dall’essere eroi a zero, e da zero a eroi, nel giro di due giorni, e questo rischia di influenzare il tuo modo di vedere le cose”.
“Il mio compito era proprio azzerare quel rumore, non guardare e non ascoltare nulla. Sapevo di non essere diventato un brocco da un giorno all’altro; si trattava solo di ritrovare il feeling con la macchina. Queste vetture sono molto specifiche, molto diverse da quelle che guidiamo da quando abbiamo iniziato a correre, quindi serve un po’ più di tempo per abituarsi”.
“Sono andato molto forte nella prima parte della stagione, poi ho perso un po’ di sensibilità. Abbiamo cambiato diverse cose sulla macchina e ci è voluto più tempo di quanto avrei voluto per tornare al livello desiderato. Oltre a questo, ci sono stati alcuni problemi la domenica che mi sono costati parecchi punti. Nel complesso non è stata una situazione piacevole, ma sono felice di uscirne in questo modo. Tuttavia, come ho detto, siamo solo all’inizio. È solo una gara e non devo lasciarmi trascinare dal pensiero che la guerra sia finita. La lotta con questa macchina è stata dura ultimamente e non posso dare per scontato che sia tutto alle spalle. Continuerò a lavorare per ritrovare queste sensazioni più spesso in futuro”.
Leclerc specifica poi l’entità degli interventi sulla SF-26: “Quando parlo di ‘filosofia’ mi riferisco più che altro a piccoli dettagli che si adattano leggermente meglio al mio stile di guida in una determinata fase della curva. Non voglio entrare troppo nei dettagli tecnici. Sono solo alcune cose che ho notato sui dati venerdì sera e ho pensato: ‘Ok, queste potrebbero essere caratteristiche che non si sposano con il mio stile’. Abbiamo modificato quegli aspetti tra la gara Sprint e le qualifiche ed è andata decisamente meglio”.
“Sono molto orgoglioso del lavoro fatto per arrivarci, perché questo genere di modifiche non è mai bianco o nero. Non basta guardare i dati e dire: ‘Mio Dio, ok, dobbiamo cambiare questo’. È un mix di intuizione e sensazioni. Ci abbiamo provato ed è stata una direzione di grande successo per me. Ne sono stato molto felice”.
Piedi per terra in vista di Spa-Francorchamps
Il successo britannico riduce i distacchi in campionato ma non modifica l’approccio metodologico del pilota Ferrari in vista della prossima tappa belga.
“Personalmente non mi concentro su questo. Il mio unico obiettivo sarà cercare di ritrovare lo stesso feeling in macchina. Se ho quelle sensazioni, sono sicuro che estrarrò il massimo dal pacchetto; se non le ho, diventa più complicato. Per quanto riguarda il risultato complessivo, ovviamente stiamo spingendo al massimo come squadra per l’intera stagione per mettere in difficoltà la Mercedes. Ci aspettavamo un weekend molto difficile qui a Silverstone e, prima di questo fine settimana, pensavamo che a Spa sarebbe stato persino peggio”.
“Visto che oggi abbiamo vinto, forse siamo un po’ più vicini di quanto ipotizzato all’inizio. Ma è ancora tutto da dimostrare, e per farlo dobbiamo capire perché questo weekend sia andato così incredibilmente bene rispetto alle nostre aspettative. Ci concentreremo su questo. Ma a livello personale non penserò solo a vincere, perché sarebbe l’approccio sbagliato. Mi concentreremo sul processo per trovare il miglior feeling e massimizzare il potenziale della macchina”.
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